Max Stirner

È stato un filosofo e anarchico tedesco, radicale sostenitore di posizioni anti-stataliste che danno importanza all’ateismo, all’individualismo, all’egoismo etico ed a un primordiale concetto di anarchismo. Egli nega esplicitamente di sostenere una posizione filosofica assoluta, aggiungendo che dovendosi assegnare a un qualche “-ismo” sceglie che sia l’egoismo, parola che dal punto di vista filosofico non porta il significato negativo di persona che fa solo il suo interesse, danneggiando gli altri. L’Unico di Stirner agisce per sé, ma non crea apparati di governo e sopraffazione, né gruppi armati o pacifici di lotta, sebbene il suo pensiero abbia avuto una certa influenza sul movimento anarchico organizzato a partire dal secolo successivo. Stirner chiaramente aderisce sia all’egoismo psicologico sia all’egoismo etico, le antitesi di tutte le ideologie più tradizionali e di tutti gli atteggiamenti sociali come lui li concepiva. L’opera principale di Stirner è Der Einzige und sein Eigentum, tradotto come L’ego e la sua proprietà , pubblicata per la prima volta a Lipsia nel 1844 e comparsa in numerose successive edizioni e traduzioni. Stirner proclama in esso che le religioni e le ideologie si fondano primariamente sopra delle superstizioni e di conseguenza denuncia come tali il nazionalismo, lo statalismo, il liberalismo, il socialismo, il comunismo e l’umanesimo. Il pensiero di Stirner ha cominciato ad avere effetto sulla filosofia politica solo a partire dagli inizi del XX secolo, sia nell’anarchismo sia altrove, come nel fascismo o talvolta anche nell’anarco-capitalismo di matrice libertariana, sul miniarchismo liberale e nell’individualismo senza ulteriori aggettivi, sottolineando spesso – secondo molti erroneamente – l’enfasi posta dallo stesso Stirner sull’importanza della proprietà e dell’individuo.

Non v’ha peccatore e non v’ha peccato

Anthropométrie de l'Époque bleue
Non m’importunare col tuo amore del prossimo! — Penetra pure, o amico dell’uomo, nelle “tane del vizio”, soggiorna un tratto in mezzo al rumore di una grande città: non troverai tu forse in ogni luogo peccati senza fine? Non piangerai tu sulla corruzione umana, ⋯

Tutto unto di melassa

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Che cosa m’importa di sapere se quello che penso e faccio è cristiano o no? Che cosa m’interessa di sapere se è umano, liberale, umanitario, oppure inumano, illiberale, disumano? Purché serva a ciò che voglio, purché io ci trovi la mia soddisfazione, dategli i ⋯

Barriere

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Liberati quanto puoi e avrai fatto ciò che sta in tuo potere;
infatti non è dato a tutti di superare ogni barriera, ossia,
per parlare più chiaramente non per tutti è una barriera ciò che lo è per alcuni.
Perciò non preoccuparti delle barriere ⋯

La libertà di udire

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Della libertà di stampa si suole mettere in rilievo soltanto un lato, quello che essa è la libertà di parola, e si trascura completamente l’altro, quello cioè che per mezzo di tale libertà viene assicurata la altrettanto inalienabile libertà di ascoltare. La censura non ⋯

Tutto di me è unico

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Si è sempre creduto di dovermi dare una destinazione al di fuori di me, cosicchè alla fine si pretese che io rivendicassi l’umano perché – sono uomo. Questo è il cerchio magico del cristianesimo. […] Ma io non sono un io accanto ad altri ⋯

«Nessun nome può nominarti»

 ⋯ Si dice di Dio: Ciò vale anche per me: nessun concetto mi esprime, niente di quanto viene indicato come mia essenza mi esaurisce: sono solo nomi. ⋯

La libertà come nuova propaganda

Auguste Rodin  ⋯ The Heretics
Sotto la religione e la politica l’uomo si trova a guardare tutto dal punto di vista del *dovere*: egli *deve* essere questo o quello, deve diventare questo o quello. Quei critici dicono: tu devi essere un uomo integrale, un uomo ⋯

A che cosa sono chiamato?

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Povere creature che potreste vivere tanto felici soltanto a modo vostro e che invece dovete ballare al suono della musica di questi pedagoghi di orsi e produrvi in capriole artistiche che non vi verrebbe mai in mente di fare! E non vi ribellate mai, ⋯

Nuove scalate celesti

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All’inizio dell’età moderna sta l’«uomo-dio». Alla sua fine scomparirà soltanto una parte dell’uomo-dio, e cioè il dio? Ma può veramente morire l’uomo-dio se in lui muore soltanto il dio? Non si è riflettuto su questo problema, poiché si pensava di aver già ⋯

Un ramo di pazzia

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[…]che cosa s’intende per “idea fissa”? Un’idea della quale l’uomo si è reso schiavo. Se da una tale idea fissa voi riconosceste che l’uomo è pazzo voi chiudete in un manicomio, colui che n’è schiavo. E non sono forse tali i dogmi ⋯

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