Francesco Piobbichi ⋯ Mare spinato
La verità potrà ben essere la mia verità nel senso più forte di questo possessivo – essa deve però tendere alla creazione d’un mondo nuovo. Zarathustra non s’accontenta della propria trasfigurazione, scende dalla sua montagna e porta un vangelo. Com’è compatibile l’universalità col razzismo? Ci sarà – ed è nella logica dell’ispirazione originaria del razzismo – una modificazione fondamentale dell’idea stessa di universalità. Essa dovrà far posto all’idea di espansione, perché l’espansione d’una forza presenta tutt’altra struttura dalla propagazione di un’idea.
L’idea che si propaga, si distacca essenzialmente dal suo punto di partenza. Malgrado l’accento unico che il suo creatore le conferisce, essa diventa di patrimonio comune. È sostanzialmente anonima. Appartiene a chi la accetta come a chi la propone. La diffusione di un’idea crea così una comunità di «maestri» (maîtres) – è un processo di parificazione. Convertire o persuadere è crearsi dei pari. L’universalità d’un ordine nella società occidentale riflette sempre questa universalità della verità.
La forza è invece caratterizzata da un altro tipo di propagazione. Chi la esercita non se ne separa. La forza non si disperde tra coloro che la subiscono. È tutt’uno con la personalità o la società che la esercitano, le accresce subordinando loro tutto il resto. Qui l’ordine universale non si stabilisce più come corollario dell’espansione ideologica – esso è questa espansione stessa che costituisce l’unità di un mondo di padroni (maîtres) e di schiavi. La volontà di potenza nietzschiana che la Germania moderna ritrova e glorifica non è soltanto un nuovo ideale, è un ideale che apporta nello stesso tempo la sua forma propria di universalizzazione: la guerra, la conquista.

Crediti
 • Emmanuel Levinas •
 • Alcune riflessioni sulla filosofia dell'hitlerism •
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