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(…) La Patria non è un aggregato, è una associazione. Non v’è dunque veramente Patria senza un diritto uniforme. Non v’è Patria dove l’uniformità di quel Diritto è violata dall’esistenza di caste, di privilegi, d’ineguaglianze – dove l’attività d’una porzione delle forze e facoltà individuali è cancellata o assopita – dove non è principio comune accettato, riconosciuto, sviluppato da tutti: vi è non Nazione, non popolo, ma moltitudine, agglomerazione fortuita di uomini che le circostanze riunirono, che circostanze diverse separeranno. In nome del vostro amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi alla Patria, voi combatterete senza tregua l’esistenza d’ogni privilegio, d’ogni ineguaglianza sul suolo che v’ha dato vita. Un solo privilegio è legittimo: il privilegio del Genio quando il Genio si mostri affratellato con la Virtù; ma è privilegio concesso da Dio e non dagli uomini – e quando voi lo riconoscete seguendone le ispirazioni, lo riconoscete liberamente, esercitando la vostra ragione, la vostra scelta. Qualunque privilegio pretende sottomissione da voi in virtù della forza, d’eredità, d’un diritto che non sia diritto comune, è usurpazione, è tirannide; e voi dovete combatterla e spegnerla. La Patria deve essere il vostro Tempio. Dio al vertice, un popolo d’eguali alla base non abbiate altra formula, altra Legge morale, se non volete disonorare la Patria e voi. Le leggi secondarie che devono via via regolare la vostra vita siano l’applicazione progressiva di quella Legge suprema.
E perché lo siano, è necessario che tutti contribuiscano a farle. Le leggi fatte da una sola frazione di cittadini non possono, per natura di cose e d’uomini, riflettere che il pensiero, le aspirazioni, i desideri di quella frazione : rappresentano, non la Patria, ma un terzo, un quarto, una classe, una zona della Patria. La legge deve esprimere l’aspirazione generale, promuovere l’utile di tutti, rispondere a un battito del cuore della Nazione. La Nazione intera deve esser dunque, direttamente o indirettamente, legislatrice. Cedendo a pochi uomini quella missione, voi sostituite l’egoismo d’ una classe alla Patria ch’è l’unione di tutte…

Crediti
 • Giuseppe Mazzini •
 • Dei doveri dell'uomo •
  • cap V I doveri verso la patria, 1860 •
 • Pinterest •   •  •

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