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L’amicizia, essere amico di qualcuno, per me è una questione di percezione. Non significa avere idee comuni. Non è a partire da idee comuni ma da un linguaggio o da un pre-linguaggio comune. Se è una questione di linguaggio, allora si tratta di decifrare dei segni. Ogni amicizia si fonda sulla sensibilità all’emissione di segni: qualcuno emette dei segni che riceviamo o meno. Tutte le amicizie, penso, si fanno su queste basi, sulla sensibilità all’emissione dei segni. Ci sono persone di cui non capisco niente di ciò che dicono, anche se dicono cose semplici, come «mi passi il sale»…ma cosa dicono? Ci sono poi persone che mi parlano di un tema astratto, anche se non sono d’ accordo con loro, capisco tutto, tutto quello che mi dicono. Significa che ho qualcosa da dire loro e loro qualcosa da dire a me. E non è per niente la comunità delle idee. C’è qualcosa di molto misterioso, nel fatto di dire qualcosa a qualcuno, di capirsi così bene, senza idee comuni, un fondo indeterminato. La mia ipotesi è che ciascuno di noi riesce a cogliere un certo tipo di fascino, c’è una percezione del fascino. E per fascino non intendo riportare l’omosessualità nell’amicizia, affatto, ma un gesto di qualcuno, un pensiero; prima di avere un significato, un gesto, il pudore di qualcuno, sono sorgenti di fascino che toccano la vita, fino alle radici vitali. Ci sono persone che testimoniano una tale delicatezza, che immediatamente dici: questa persona è mia, non nel senso della proprietà, è mia e spero di essere suo. È in quel momento che nasce l’amicizia, che l’amicizia può nascere. È una questione di percezione, dunque, avvertire qualcosa di conveniente, che t’insegna, ti apre, ti rivela qualcos’altro. E il fascino delle persone è solo nella loro follia, ecco cos’è difficile capire, quel lato in cui si è completamente ‘dementi’ è fonte di fascinazione; là dove queste perdono un po’ la testa, quando non sanno più bene cosa stanno facendo. Non che stiano crollando, al contrario, sono persone che non crollano, ma se non cogli la piccola radice o il granello di follia di qualcuno, non puoi amarlo. Siamo tutti un po’ dementi. Se non vedi quel po’ di demenza in ognuno…allora temo che…anzi sono contento che quel po’ di demenza sia anche la fonte del suo fascino.

Crediti
 • Gilles Deleuze •
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