Infanzia

Medeio

Figlio di Giasone e di Medea, allevato da Chirone (Paus. 2, 3, 9); cfr. Eriopide 4.
Il nome deriva dal verbo μήδομαι, “meditare un progetto, preparare” e potrebbe trattarsi di una derivazione aggettivale dal nome della madre (cfr. Medea) o di un nome coincidente ⋯

Melicerte

Figlio di Ino e Atamante, fratello di Learco. Dopo che il padre impazzito ebbe ucciso il fratello, la madre lo gettò nell’acqua bollente e poi si tuffò in mare col suo cadavere; da allora, divenne un dàimon marino col nome di Palemone, invocato dai ⋯

Meliteo

Figlio di Zeus e della ninfa Otreide, abbandonato dalla madre nei boschi; Zeus lo fece nutrire da api, cosicché sopravvisse (Anton. Lib., Metam. 13).
Il nome compare già nel miceneo me-ri-te-wo, PY Ea 481.1; 771, come appellativo di persona, titolare di un appezzamento di ⋯

Mormò

Spauracchio femminile, usato come minaccia per spaventare i bambini, cfr. Aristoph. Eq. 693 etc., μορμολυκεῖον; lo Schol. ad l. la identifica con Lamia o altri mostri femminili del tipo di Empusa; Erinn. Fr. 4, 25 Neri (con ampio commento): “a lei da piccola recò ⋯

Mormolice

Da collegare con Mormò e il mondo degli spauracchi femminili, secondo il grammatico Apollodoro di Atene (περὶ θεῶν libro 20, Fr. 10, citando Sophr. Fr. 7 Olivieri, 9 Kaibel), Mormolýke sarebbe la nutrice, la balia di Acheronte (non di Ade). Aristofane ricorda spesso al ⋯

Nana

Figlia del dio-fiume Sangario (oggi Sakarya, Turchia nord-occidentale), che diventò feconda raccogliendo nel seno un frutto magico (un melograno, Arnob. Adv. nat. 5, 6) e generò Attis, divinità importante nel culto della Gran Madre Cibele (si tratta di un mandorlo in Paus. 7, 17, ⋯

Oreste

Oreste ed ElettraDiscendente da una famiglia maledetta di assassini, è il più piccolo dei figli di Agamennone, re di Micene, e di Clitennestra. Era ancora un fanciullo quando la madre e Egisto, suo amante, assassinarono Agamennone.
Egli stesso, fanciullo, sarebbe stato soppresso insieme ad Agamennone, se ⋯

Paride

Secondo figlio di Priamo e di Ecuba, strumento degli dèi per la distruzione di Troia. Già prima che nascesse la madre sognò di partorire una torcia la quale avrebbe bruciato l’Asia.
Esaco altro figlio di Priamo che aveva la facoltà di dare oracoli rivelò ⋯

Sileno

Educatore di Bacco, seguì il dio nei suoi viaggi. Figurato come vecchio panciuto cavalcava sempre un asino perché aveva le gambe malferme, era sempre in uno stato di ubriachezza perenne, era sempre a conoscenza delle cose passate e future. I Sileni invece erano degli ⋯

Teledamo

1. un figlio di Odisseo, secondo tarde congetture, riportate con scetticismo da Eustath. Comm. a Od. 2, 117, che cita dalla Telegonia di Eugammon di Cirene, Fr. 3 Bernabé; possibile doppione di Telegono. 2. Uno dei gemelli, con Pelope, che in fonti tarde Cassandra ⋯

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