Tema

Abadir


Atichissimi feticci fatti con pietre di forma conica, innalzati come altari alle divinità nei luoghi più disparati, venivano asperse con vino, sangue e in modo particolare con olio di oliva. Quella di Delfi sta ad indicare la pietra divorata da Crono al posto di ⋯

Abari

Leggendario taumaturgo greco, sacerdote di Apollo, collocabile tra il VII ed il VI sec. a.C. Il suo ricordo in Erodoto e Pindaro ne riconduce la figura agli Iperborei, le popolazioni dell’estremo nord europeo, ed allo sciamanesimo. Per aver esaltato in versi il viaggio di ⋯

Abbondanza

Divinità allegorica che avrebbe accompagnato nell’esilio Crono, quando Zeus gli tolse il regno e lo bandì dall’Olimpo. Essa non ebbe mai né templi né altari né culto.
Negli antichi monumenti, essa è raffigurata da una giovane ninfa piuttosto pingue, il volto acceso di vivi ⋯

Abdero

Ἄβδηρος Figlio di Ermete o di Posidone e della ninfa Thronia (Pind. Paean. 2, 1-2; 104-106), di origine locrese, eròmenos di Eracle, lo accompagnò in cerca delle cavalle antropofaghe di Diomede, dalle quali fu divorato (Apollod. Bibl. 2, 5, 8). L’eroe fondò presso la ⋯

Abia

Ἀβία Vecchia nutrice di Gleno figlio di Eracle, dopo la sconfitta dei Dori guidati dall’eraclide Illo da parte degli Achei si ritirò in Messenia nella città di Ira (forse una delle città promesse da Agamennone ad Achille), che l’Eraclide Cresfonte rinominò, dal suo nome, ⋯

Abròto

Epiteto attribuito più comunemente al dio Apollo. Significa immune da morte. ⋯

Acacallide

Ἀκακαλλίς Cosí si chiamava una delle figlie di Minosse, amata da Ermes e da Apollo, che fu madre di Mileto (Nicandr. ap. Anton. Lib. Metam. 30, 1), il giovane di cui Minosse s’innamorò perdutamente. Altri dicono che generò dal dio Ermes Cidone (Pausan. 8, ⋯

Acalantide

Ἀκαλανθίς Figlia del re di Macedonia Piero. Con le sue otto sorelle osò sfidare le Muse nel canto, e queste le trasformarono in uccelli: Acalantide divenne un cardellino (Anton. Lib. Metam. 9).
Il nome significa appunto “cardellino” (D’Arcy Thompson, A Glossary of ⋯

Acessameno

Padre di Peribea 3., nonno di Pelagone, è citato una sola volta in Hom. Il. 21, 143-144.
Formazione participiale dal verbo ἀκέοµαι, cfr. l’aoristo ἠκεσάµην (von Kamptz, Hom. Personennamen § 62 a, b, p. 164, cfr. Iameno, Ialmeno, Ormeno); potrebbe significare “colui che è ⋯

Acheronte

Personaggio che avrebbe generato Ascalafo da una Ninfa dell’Averno (?) di nome Gorghýra (Apollod. 1, 5, 3) oppure Òrphne (Ovid. Metam. 5, 539-541; in greco esiste l’aggettivo orphnòs “oscuro”, ma non il nome proprio, per cui è possibile si tratti di un’invenzione ovidiana). Sembra ⋯

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