Nome di una delle Ninfe Melie, che custodí con la sorella Ida Zeus bambino nell’antro Ditteo a Creta (Callim., Hymn. Jov. 3, 45-47); era figlia di Melisseo 1. e sorella o compagna dei Cureti (cfr. Apollod. Bibl. 1, 1, 6, 5). Si trova anche in forma di aggettivo, come epiteto di Nemesi, o come divinità del destino, Aristot. de Mundo 401 B, con Ananke, Aisa, Eimarmene, etc. In Hygin. (Fab. 182), compare la forma latina Adraste, e sarebbe una delle Iadi, ninfe e stelle che portano la pioggia. In Hom. (Od. 4, 123) un’ancella di Elena si chiama Ἀδρήστη, e una figlia di Adrasto, chiamata Egialea, moglie di Diomede, ha un patronimico Ἀδρηστίνη, Il. 5, 412. Nella Troade esisteva una città e una pianura Adràsteia (citata già in Hom.Il. 2, 828-829) tra Pario e Priapo (Lampsaco), (cfr. Steph. Byz. s. v.), dove un re Adrasto avrebbe eretto un santuario di Nemesi, o che prenderebbe il nome da un’altra ninfa Adrasteia figlia di Melisseo, collegata con il monte Ida della Troade, non con quello di Creta; (cfr. Steph. Byz. s. v.), notizie che appaiono confuse e poco attendibili.
Questo idionimo viene interpretato di solito come composto da ἀ- privativo e dal verbo δι-δράσκω, “fuggire”, (Chantraine, DELG, s. v. διδράσκω) con valore passivo “colei alla quale non si può fuggire”, (cfr. Adrasto Re di Argo presso il quale si rifugiarono Polinìce (figlio di Edipo) per sfuggire al fratello Eteocle e Tidèo (figlio di Enèo). Adrasto ricevette entrambi con cordialità e diede loro per spose Argìa e Deìpile sue figlie per fare verificare l'oracolo secondo il quale... Leggi; Aristot. loc. cit., ἀναπόδραστον αἰτίαν οὖσαν), “causa alla quale non si può sfuggire”; ma potrebbe essere un’etimologia popolare per un nome non greco. Von Kamptz, (Homer. Personennamen, § 27 a, p. 82), sembra prendere in considerazione, come nome di schiavo/va, il senso attivo, “colui (o colei) che non fugge, non fuggitivo”, (cfr. Herodot. 4, 142).

Crediti
   •  Ἀδράστεια  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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