Uccello rapace a metà tra l’avvoltoio e l’aquila (Aelian. Nat. an. 2, 46; Hesych. s. v. *αἰγυπιοῖσιν), identificabile con il gypaetus barbatus, ovverosia il Lämmergeier (Thompson, Glossary of Greek Birds, p. 25). Ha un ruolo importante nelle vicende di Melampo, al quale lui solo fra tutti gli uccelli consultati è in grado di rivelare le origini dell’impotenza di Ificlo (Fr. 33 Fowler). Secondo Antonino Liberale, A. in origine era un giovane che si innamorò di Timandre, suscitando la terribile vendetta del figlio di lei, Neofrone. Quest’ultimo tese, dunque, una trappola all’adultero, che si uní senza saperlo alla propria madre anziché all’amante. In seguito all’orribile involontario incesto, tutti i protagonisti della vicenda furono trasformati in uccelli, ed A. divenne il rapace a cui diede il nome (Anton. Lib. Met. 5).
L’etimologia di questo nome è incerta, e sono state avanzate diverse ipotesi: 1) l’Etymologicum Magnum, s. v. (29, 4) lo faceva derivare dal verbo ἀΐσσω, “slanciarsi, avventarsi”; 2) Frisk (Gr. Et. Wört., s. v.) propone di avvicinarlo al sanscrito rəji-pyá-, epiteto dell’uccello da preda śyená- , av. ərəzifya “aquila”. Lo stesso studioso rinvia al vocabolo ἄρξιφος, che secondo Esichio (s. v.) indica l’aquila presso i Persiani (ἀετός παρὰ Πέρσαις); 3) identificando l’a. con il Lämmergeier, composto del tedesco Lamm, “agnello”, e Geier, “avvoltoio”, Thompson (loc. cit.) e Pollard (Birds in Greek Life and Myth, 79 e 203 n. 21) non escludono che il termine αἰγυπιός sia un composto di αἴξ “capra” e γύψ, “avvoltoio”: significherebbe dunque “avvoltoio delle capre”. Già Frisk, tuttavia (loc. cit.), definiva quest’ultima un’etimologia popolare, derivata dall’alterazione della parte iniziale del vocabolo ἄρξιφος, ricordato da Esichio.

Crediti
   •  Αἰγυπιός •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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