Era la capra che allattò Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi, oppure il nome della ninfa figlia di OceanoSecondo Esiodo era figlio di Urano e di Gea. Invece per Omero, Oceano è il principio di tutte le cose. Egli è un dio fluviale con la particolarità di circondare tutte le terre e di sorgere da sè stesso e ritornare in sè stesso.... Leggi che avrebbe nutrito il dio col latte di una capra generata dal dio del Sole, la quale perdette un corno, al quale Zeus concedette la proprietà di riempirsi di tutto quello che le ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi potessero desiderare, questo per compensarle delle loro amorevoli cure avute nell’infanzia. Zeus volle mettere questa sua nutrice in cielo nella costellazione del Capricorno e di pelle caprina rivestì il suo scudo. Anche la sibilla Col nome di Sibille, Greci e Romani designarono alcune donne ritenute profetesse ispirate dagli dèi. Se ne annoverano di solito una decina: la Cumana, la Dèlfica, la Líbica, la Sàmia, l'Ellespòntica, la Frigia, la Pèrsica, l'Eritrea, la Tiburtina. Più famosa di tutte fu la... Leggi Cumana era chiamata Amaltea. Lo stesso nome aveva pure una città sull’isola di Cipro.

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 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica
Nome della nutrice di Zeus a Creta, che per nascondere il piccolo da Crono ne aveva appeso la culla ad un albero ed aveva chiamato i Cureti affinché ne coprissero i vagiti con lo strepito di lance e scudi (Hygin. Fab. 139, 3). Un’altra tradizione fa di A. la capretta (capella) stessa alla quale le ninfe Adrastea e Ida, figlie di Melisseo (ma Igino parla di IdoteaNinfa figlia di Proteo, insegnò a Menelào come costringere Proteo a dirgli la via per il ritorno a Sparta. Altra Idotea fu la moglie di Mileto, fondatore dell'omonima città IDRA DI LERNA Mostro dalla forma di serpente con nove teste, le quali se tagliate... Leggi, AlteaFiglia di Testio e di Euritèmi, moglie del re di Calidone e madre di Meleagro. Avendo il marito dimenticata Artemide nei suoi sacrifici la dea per vendicarsi mandò a Calidone un temibile cinghiale per devastare il paese. Meleagro lo affrontò e l'uccise facendo dono... Leggi e Adrasta, figlie di Oceano: Hygin. Fab. 182), avevano affidato il dio neonato (Callim. Hymn. ad Iov. 48 ss.; Apollod. Bibl. 1, 1, 6). Per onorare l’animale, Zeus assunse successivamente l’epiteto di Αἰγίοχος, “Egioco” (Diod. Sic. 5, 70, 6). Ovidio, invece, (Fast. 5, 111-118) narra che la Naiade Amaltea aveva raccolto un corno spezzato della capretta che aveva allattato Giove ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi e l’aveva portato, riempito di frutta, al dio. Questi, una volta conquistato il potere fra tutti gli Immortali, ricompensò l’animale per averlo allattato ponendolo in cielo con il suo corno έ detto “corno di Amaltea”, o cornucopia, ad indicare l’abbondanzaDivinità allegorica che avrebbe accompagnato nell'esilio Crono, quando Zeus gli tolse il regno e lo bandì dall'Olimpo. Essa non ebbe mai né templi né altari né culto. Negli antichi monumenti, essa è raffigurata da una giovane ninfa piuttosto pingue, il volto acceso di vivi... Leggi di cui era foriero έ a formare la stella Capella, la più luminosa della costellazione dell’Auriga.
Le interpretazioni etimologiche di questo nome sono controverse. Smith (Dictionary of Greek and Roman Antiquities, p. 136) ricorda l’ipotesi che sia riconducibile ad ὰμάλθακτος, “duro”, o che derivi da un composto di ἀμαλή e θεία, con il significato di “la capra divina”, o “la tenera dea”. Questo nome, d’altra parte, appare legato al verbo ἀμαλθεύειν, in Esichio sinonimo di “nutrire” (cfr. Soph. Fr. 95 Pearson) e “riempire”, “arricchire”. È stato anche ipotizzato che derivi da un tema neutro *μάλθος, corrispondente al sanscrito mrdhas-, “negligenza, mancanza” con l’aggiunta di ἀ- privativo, dunque “colei che non è negligente” (Chantraine, DELG). G. Steiner (in Snell, Lex. fr. Ep., col. 605) lo interpreta nel significato di die Freigiebige, “la generosaέ”.

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 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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