1) Figlia di Nerèo e di Doride, era compagna fedele di Artemide. Una volta per rinfrescarsi dopo una battuta di caccia per rinfrescarsi si bagnò nel fiume Alfèo il quale innamoratosi della ninfa prese forma umana e la inseguì. Artemide richiamata dalle grida d’aiuto dopo aver trasformato Aretusa in fonte la sprofonda sottoterra e la fà riaffiorare nell’isola Ortigia (Siracusa). Alfèo per nulla scoraggiato riassunse le forme acquatiche e potè così unirsi alla ninfa.
Aretusa è rappresentata nelle monete siracusane ritenute fra le più belle al mondo, dalla sua testa circondata da guizzanti delfini (questo motivo appare anche nelle ormai fuori corso banconote da cinquecentolire). Con lo stesso nome era chiamata una delle Esperidi figlie della NotteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi.


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2) Con lo stesso nome era chiamata una delle Esperidi figlie della Notte.
3) Due antiche città della Siria e della Calcedonia ebbero il nome d Aretusa.

Una delle ninfe che vivono in Acaia io ero,” disse,”e nessun’altra con più passione andava di balza in balza, nessun’altra con più passione tendeva le reti. E sebbene non avessi mai preteso d’essere bella, malgrado la mia prestanza, bella ero considerata. … …C’era un caldo afoso e la mia stanchezza ne aumentava il peso. M’imbatto in un fiume che scorreva senza vortici e mormorii, così limpido che dall’alto avresti potuto in fondo al suo letto contare i sassolini, facendoti dubitare che fluisse. … Mi accostai e all’inizio bagnai la pianta dei piedi, poi le gambe sino al ginocchio e non contenta mi spogliai, appesi al ramo spiovente di un salice le vesti trasparenti e nuda m’immersi nell’acqua. Mentre la fendevo e in mille modi la schizzavo guizzando, levando e rituffando le braccia, percepii uno strano bisbiglio salire da mezzo i gorghi e atterrita mi rifugio sul bordo della riva più vicina. ‘Dove corri, Aretusa?’ diceva dalle sue onde Alfeo, ‘Dove corri?’ ripeteva con voce roca. … … il rumore dei suoi passi m’atterriva e sulla benda dei miei capelli incombeva l’ansito affannoso del suo respiro. Stremata dalla fatica: ‘Aiuto’, grido, ‘mi prende! Aiuta, Diana, la tua scudiera, a cui hai concesso di portare così spesso il tuo arco e le frecce chiuse nella faretra’. Commossa, la dea m’avvolse in una nube strappata a un cumulo. La foschia mi nasconde e Alfeo scruta e mi cerca, senza riuscirvi, intorno al viluppo della nube: due volte gira ignaro intorno al luogo dove la dea m’ha nascosto e due volte: ‘Aretusa! Aretusa!’ m’invoca. … Ma lui non s’allontana: non scorge più in là orme di piedi e sorveglia nuvola e luogo. Un sudore freddo, stretta in quell’assedio, mi pervade le membra; da tutto il mio corpo cadono gocce azzurre; se sposto il piede, si forma una pozza; dai capelli cola rugiada e, in men che non ti dica i fatti, mi muto in sorgente. Ma il fiume nell’acqua riconosce l’amata e, lasciato l’aspetto virile che aveva assunto, torna ad essere quello che è, una corrente, per mescolarsi con me. Diana squarciò allora il suolo ed io, sommersa in ciechi baratri, giungo qui ad Ortigia, che mi è cara perché deve il suo nome alla mia dea e mi riporta alla luce del giorno. (Ovidio, Metamorfosi V)

Curiosità di Aretusa
Oltre che di quella siracusana, che era la più celebre: ne esistevano una nell’Elide, un’altra ad ItacaPiccola isola greca del mare Ionio, al largo della costa epirota. Ne era signore Ulisse che vi tornò dopo un viaggio di dieci anno seguito alla distruzione di Troia.... Leggi, e una presso CalcideUna delle figlie d'Asopo e di Metone. in Eubea.

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Una delle ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi di ArtemideDea romana delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e della caccia per i greci si chiamava Anrtemide ed era la sorella gemella di Apollo. Aveva molte cose in comune col fratello: le morti improvvise degli uomini erano attribuite ad Apollo, quelle... Leggi che, per sfuggire all’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi del cacciatore AlfeoFiglio dell'Oceano e di Teti (non si tratta della Teti madre di Achille). Alfeo avrebbe fatto una corte accanita alla dea Artemide la quale per sottrarsi al suo inseguimento si rese irriconoscibile sfregandosi del fango sul viso (per questo venne chiamata anche Alfèa).... Leggi, fu trasformata dalla dea in una bella fonte. Ma Alfeo la riconobbe lo stesso e, prendendo le sembianze d’un fiume, mescolò felicemente le proprie acque con quelle di Aretusa.


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