AtalantaFiglia di Schenèo, re di Sciro. Allevata da un’orsa divenne esperta cacciatrice e velocissima nella corsa che nessuno era capace di raggiungerla.
Quando il padre volle darle marito, Atalanta, ricordando quanto le era stato detto dall’oracolo, secondo il quale se si fosse sposata, pur restando in vita non sarebbe più stata una creatura umana.
Allora per liberarsi dalle molestie dei pretendenti, disse che avrebbe scelto colui che fosse stato capace a vincerla nella corsa, durante la quale armata di arco, avrebbe ucciso quelli che non fossero riusciti a superarla.
Atalanta si fidava caparbiamente della propria agilità anche perché già altre volte era stata messa vittoriosamente a prova nei giochi funebri in onore di Pelia Figlio di Poseidone, era fratellastro di Esone al quale strappò il trono di Iolco. Quando il nipote Giasone si presentò a reclamare i suoi diritti, Pelia lo spedì in Colchide alla conquista del vello d'oro. Fu ucciso dalle figlie, ingannate da Medea che le... Leggi e un’altra volta inseguita da due centauri CentauriErano per metà uomini (dalla cintola in su) e per metà cavalli; abitavano sul monte Pelio, nella Tessaglia. Famosi Chirone, maestro d'Achille, Folo e Nesso, personaggi del mito di Eracle. Alle nozze di Piritoo e Ippodamia i centauri vennero a rissa coi Lapiti che... Leggi non solo li aveva sorpassati ma li aveva uccisi entrambi con le sue frecce.

 ⋯ Seppure le condizioni dettate erano crudeli e la davano vincente, i pretendenti non mancarono, già più di uno aveva pagato con la morte l’amoroso cimento.
Quando si presentò IppomeneFiglio di Megareo e di Merope; volle sposare Atalanta e perciò dovette gareggiare con lei nella corsa: vinse lanciando dietro di sé tre pomi d'oro per rallentare la fanciulla (Apollod. Bibl. 3, 9, 2). Il nome è un composto di ἵππος, "cavallo"; la seconda... Leggi, il quale prima di esporre la vita, aveva chiesto aiuto alla dea Afrodite AfroditeDea greca dell'amore, i romani la identificarono in Venere. In occidente il culto della dea ebbe il suo maggior centro in Sicilia ad Erice dove esisteva un tempio dedicato a Tanit. Si praticavano riti di fecondità e la prostituzione sacra. Dalla Sicilia il culto... Leggi, che gli aveva regalato delle mele d’oro, indicandogli pure come doveva farne uso.
Cominciata la gara, Ippomene fingendo di lasciar cadere inavvertitamente i vistosi frutti, proseguiva imperterrito nella corsa, mentre Atalanta vinta dalla curiosità, si chinava a raccogliere ed ammirare le insidiose mele, intanto Ippomene toccava vittorioso la mèta ottenendo così l’ambito premio.
La gioia fù tale che il giovane dimenticò di ringraziare la dea che lo aveva aiutato e così causò lo sdegno della dea che abbandonò al loro destino la coppia, la quale per aver profanato il tempio della dea Cibele furono da ella mutati uno in leone e l’altra in leonessa (Teocrito, Idilli III, 40 ss.; Ovidio, Metamorfosi X, 560 ss.; Igino, Favole 185. Nella tradizione, il nome del suo vincitore si alterna fra MelanioneCacciatore di stirpe arcade, figlio di Anfidamante (Apollod. Bibl. 3, 9, 2), padre di Partenopeo (Apollod. Bibl. 3, 6, 3), educato come molti altri eroi greci da Chirone (Xenoph. Cyneg. 1, 2, 7). Dopo un periodo di "margine" a caccia di lepri nei boschi,... Leggi e Ippomene).
Non va confusa con Atalanta figlia di Iàso re di Arcadia, che ferì il cinghiale di Calidone Enèo re di Calidone era solito celebrare dei sacrifici in onore di tutti gli dèi per ringraziarli della benevolenza e dell'abbondanza dei raccolti, una volta si scordò di Artemide, la quale risentita si vendicò mandando a Calidone un terribile cinghiale che distruggeva i campi... Leggi e ne ebbe in dono le spoglie da Meleagro Figlio di Eneo (Αἰνεύς - Οἰνεύς) e di Altea (alcuni dicono figlio di Ares), re e regina di Calidone. Quando Meleagro compì sette anni, apparvero le Moire, Cloto e Lachesi predissero che Meleagro sarebbe cresciuto forte e magnanimo, ma Atropo (la inflessibile),disse che Meleagro... Leggi.


Crediti

   • Ἀταλάντη •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Eroina del patrimonio leggendario arcade o beota; esposta nella foresta, fu allevata da un’orsa e una volta cresciuta si dedicò alla caccia; non volendo sposarsi, sfidava i suoi pretendenti nella corsa, finché Ippomene (o Melanione) con un inganno la vinse (Apollod. Bibl. 1, 8, 2; 3, 9, 2).
Il nome deriva dal verbo ταλάσσαι, tema τλα-, “portare, sopportare”; potrebbe significare “colei che resiste, instancabile” (Schirmer, in Roscher, Myth. Lex. I, col. 667), dato che l’aggettivo ἀτάλαντος significa “di peso uguale, corrispondente”, con ἀ- copulativo, e non sembra adattarsi a un antroponimo femminile. Carnoy (DEMGR) ritiene che l’ἀ- sia privativo, e traduce “colei che non sopporta” (il maschio?). Beck (in Snell, Lex. fr. Ep., col. 1470) ritiene che sitratti di un nome pre-greco. Dal significato dell’aggettivo, sembra plausibile il senso “Senza uguali, Senza paragoni.”


Crediti

   • Ἀταλάντη •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
Figlia di Iasio, re di Arcadia, e di Climene1) Figlia di Oceano e Teti, sposa di Giapeto al quale generò Atlante, Prometeo e Epimeteo. 2) Una della Nereidi, moglie di Prometeo e madre di Deucalione.... Leggi; abile cacciatrice, partecipò alla caccia del cinghiale calidonio e fu la prima a colpirlo; fu trasformata assieme al marito Ippomene in leone, per aver violato con lui il tempio di Cibele.


Crediti

 • Wikipedia •
 • Mitologia greca •
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