⋯ Divinità greche, figlie di Zeus e di Eurinome, o di Zeus e di Era, chiamate dagli antichi romani Grazie, poiché riferite a tre personificazioni della bellezza armoniosa e della grazia femminile, Eufrosine la Gioia, Aglaia lo Splendore, Talìa la Floridezza; esse seguivano Afrodite ed erano compagne delle Muse. Nelle illustrazioni, sono rappresentate allacciate per mano tra di loro, generalmente nude. Gli ateniesi, invece, veneravano due sole Càriti, Auxo (colei che favorisce la crescita) ed Egemone (colei che guida). A SpartaFiglia di Eurota e di Cleta, eponima della città capitale della Laconia (Pausan. 3, 1, 2). Frisk (Gr. Et. Wört.) e Chantraine (DELG), ritenendo l'etimologia del toponimo oscura, riportano alcune ipotesi, come il confronto col verbo greco σπείρω, "seminare" e col nome di pianta... Leggi ne erano conosciute solo due: CletaNutrice della regina delle Amazzoni; fondò in Italia meridionale la città di Cleta (Serv. ad Verg. Aen. 3, 553). Il nome deriva dall'aggettivo verbale di καλέω, "chiamare" e significa "la celebre", o forse "la molto invocata".... Leggi e Faenna. Non occupato molto spazio nella mitologia e sono delle astratte personificazioni della bellezza, della gentilezza e dell’amicizia.


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Il mito narra che MinosseFiglio di Zeus e di Europa. La madre dopo essere stata abbandonata da Zeus sposa Asterio re di Creta, alla morte di costui pretese la successione al trono, perciò prego Poseidone che gli mandasse egli stesso la vittima da sacrificare per la sua incoronazione,... Leggi stava sacrificando in quella località, quando gli fu comunicata la morte del figlio Androgeo. Minosse alla notizia si strappò la ghirlanda dalla testa, scacciò i suonatori di flauto, e terminò comunque il sacrificio.
Una curiosità: a Paro, i sacrifici in onore delle Cariti GrazieLe Grazie (in latino Gratiae) erano figure della mitologia romana che corrispondevano alle Cariti greche legate al culto della natura e della vegetazione; queste fanciulle sanno infondere la gioia della Natura nel cuore degli dèi e dei mortali. Rappresentate come tre giovani nude, le... Leggi venivano celebrati senza il suono di flauti e senza fiori.

 ⋯ Eccovi un breve passo di Pindaro:

Voi che aveste le acque cefisie
e abitate una terra bella di puledri,
o famose nel canto Chárites regine
della limpida Orcomeno, degli antichi Minii custodi,
udite: io Figlia di Inaco, primo re di Argo, amata da Zeus e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che,... Leggi prego. Perché per voi piacere
e dolcezza si compiono ai mortali, sempre –
se uno abbia talento bellezza gloria.
Senza le sacre Chárites non intrecciano
danze, non banchetti
gli dèi: dispensiere
di tutto in cielo – i troni accanto
ad Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi Pýthios dall’arco d’oro -,
venerano la maestà perenne del padre olimpio.
O augusta Aglaía
ed amica del canto Euphrosýne, figlie
del dio supremo, ascoltate ora; e tu Thalía
amante del canto, guarda il corteo che per sorte amica
avanza leggero…Olimpiche, Per Asopichos di Orcomeno Stadiodromo


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Figlie di Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi ed EurinomeDea di tutte le cose, sorse nuda dal Caos per avere qualcosa dove poggiare i piedi creò il cielo e la terra e il mare e si mise a danzare dal movimento si alzò il vento Borea, essa lo strofinò fra le mani ed... Leggi, si tratta delle “Grazie GrazieLe Grazie (in latino Gratiae) erano figure della mitologia romana che corrispondevano alle Cariti greche legate al culto della natura e della vegetazione; queste fanciulle sanno infondere la gioia della Natura nel cuore degli dèi e dei mortali. Rappresentate come tre giovani nude, le... Leggi“, dee della bellezza e della gioia (Hes. Theog. 64; 907 ss.).
Il nome è il plurale di χάρις, “grazia“, antico tema in – ι – allargato in – τ -, derivato dal verbo χαίρω, “gioire(Chantraine,DELG, s. v. χάρις).
Chiamate dagli antichi romani Grazie, poiché riferite a tre personificazioni della bellezza armoniosa e della grazia femminile, Eufrosine la Gioia, Aglaia lo Splendore, Talìa la Floridezza; esse seguivano Afrodite ed erano compagne delle Muse.Gli ateniesi, invece, veneravano due sole Càriti, Auxo (colei che favorisce la crescita) ed Egemone (colei che guida). A Sparta ne erano conosciute solo due: Cleta e Faenna. Non hanno occupato molto spazio nella mitologia e sono delle astratte personificazioni della bellezza, della gentilezza e dell’amicizia.


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Figure mitologiche greche corrispondenti alle Grazie romane.


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