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Figlio di EreboFiglio di Tenebre e di Caos e sposo della Notte. Suoi figli erano: Etere e Giorno. Entità che rappresentava il mondo sotterraneo, dove dimoravano i morti. Secondo Servio è il luogo di raduno delle anime prima di muovere verso l'Eliso. Genealogicamente era considerato figlio... Leggi e della NotteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi, traghettava le anime dei defunti attraverso l’AcheronteFiume dell'Ade dalle acque amare. Le anime dei morti lo attraversavano sulla barca del demone Caronte senza possibilità di ritorno. Era un figlio di Demetra mutato in fiume per aver dato acqua ai Titani quando fecero guerra a Zeus. (Altro Acheronte era il padre... Leggi nel TartaroFiglio dell'Etere e della Terra, padre dei Giganti dei tempi primordiali. I Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Zeus precipitò e imprigionò i Titani. Il nome indicò poi quella parte dell'Inferno in cui i malvagi subivano atroci tormenti, e anche, in generale,... Leggi.
Sulla barca di Caronte potevano salire solo coloro che erano stati seppelliti (a questo proposito è bene leggere il mito di Sisifo Figlio di Eolo e di Enarete, fondatore della città di Corinto. Divenne famoso per la sua furbizia. Un giorno vide Zeus rapire la ninfa Egina, figlia del dio fluviale Asopo e di Metope. Zeus portò la ninfa nell'isola di Enone e là si unì... Leggi) e dovevano pagare un obolo, moneta alla portata di tutte le tasche (oggi se non si fa attenzione a dove si va, non occorre nemmeno un oboloPiccola moneta della antica Grecia, coniata in diversi metalli, raramente in oro, equivaleva ad uno spiedino, sei oboli formavano una dracma. Gli antichi usavano mettere un obolo in bocca ai defunti affinché potessero pagare a Caronte il traghettamento. Curiosità Gli antichi ritenevano che ad... Leggi per finire all’aldilà).
Da tale leggenda derivò l’usanza degli antichi Greci di porre una moneta nella bocca dei cadaveri. Ne erano esentati gli abitanti di ErmioneBellissima figlia di Menelao e di Elena, fidanzata forse con Oreste, fu promessa in sposa dal padre a Neottolemo, in cambio di aiuto per la conquista di Ilio. Sposata da Neottolemo dopo la presa della città, soffrendo dell'amore del marito per Andromaca, sua concubina,... Leggi in quanto vi ritrovava la via più breve per accedere all’Ade Col significato di invisibile i Greci chiamavano la divinità che regnava sull'oltretomba e l'oltretomba stesso. Il dio Ade era anche chiamato Plutone nome più usato. Grandi sono le porte dell'Ade (solo per entrare, impossibile l'uscita) e alla sua guardia sta Cerbero. Nell'Ade scorrono quattro... Leggi. Pare che Eracle EracleZeus incapricciatosi di Alcmena, prende le sembianze del marito di lei, Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una notte d'amore, notte che in effetti era durata tre giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di riposarsi per tre giorni. Intanto fatto... Leggi usò tale via per trascinare Cerbero Era il cane dalle tre teste che custodiva l'Ade. Egli aveva l'incarico di impedire ai morti di uscire ed ai vivi di entrare. Esiodo lo descrive con 50 teste, ma scrittori posteriori gliene attribuiscono soltanto 2 e, infine, 3, ed è sempre tricipite nelle... Leggi fuori dall’Ade.


Crediti

   • Χάρων •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Vecchio traghettatore delle anime attraverso l’Acheronte (Verg. Aen. 6, 299). Sconosciuto a Esiodo e ai poemi omerici.
Come ritiene Bechtel (Hom. Personennamen, p. 466) il nome potrebbe essere ricollegabile al verbo χαίρω, “gioire” e sarebbe una sorta di eufemismo destinato a placare questo personaggio. Secondo Van Windekens (“Beitr. Namenf”. 9, 1958, p. 172) si tratterebbe di un’etimologia popolare; egli confronta il nome ad ἈχέρωνFiume dell'Ade dalle acque amare. Le anime dei morti lo attraversavano sulla barca del demone Caronte senza possibilità di ritorno. Era un figlio di Demetra mutato in fiume per aver dato acqua ai Titani quando fecero guerra a Zeus. (Altro Acheronte era il padre... Leggi, visto che Caronte traghettava le anime su questo fiume. Χάρων presenterebbe il grado zero nella prima sillaba, dall’indoeuropeo *er.
Significherebbe allora “quello del corso d'acqua“, derivando anche Ἀχέρων dal pelasgico ἀχ-, “acqua“. Piú probabile l’ipotesi di Chantraine (DELG) che ritiene che si tratti di un nome di origine non greca.


Crediti

   • Χάρων •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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