O Catoblepa, Animale mostruoso dai poteri simili a quelli delle Gorgoni, in greco κατώβλεπον o κατώβλεψ, cioè “Guardabasso”. La prima descrizione si trova in Alessandro di Mindos (oggi Gümüslük, vicino a Bodrum, attuale Turchia), inizi I sec., autore di Mirabilia e di una Storia degli animali citato in Ateneo, 5, 64, 221 b-e; diverse le informazioni di Plinio il Vecchio. 8, 77, e di Claudio Eliano Nat. hist. 7, 5, 1 – 7, 6, 1. Secondo il primo, sarebbe un animale così chiamato dai Nomadi (o Numidi?) della Libia, simile a una capra o a un vitello, con un ciuffo di peli a coprire gli occhi, che ha piccoli e iniettati di sangue, e il collo sottilissimo, che lo costringe a tenere il capo basso. Secondo alcuni, ucciderebbe con il suo terribile odore, ma per i più con il suo sguardo gorgonico, capace di pietrificare chi lo guarda, anche dopo morto. Plinio invece lo colloca alle foci del Nilo, dunque fra gli Etiopi. Sarebbe di piccola taglia, inoffensivo, tranne che per suo sguardo mortale, per cui è una fortuna che abbia la testa pesante che lo costringe a guardare in basso, donde il nome greco, in latino catoblepas. Un esemplare sarebbe stato ucciso (dopo molte perdite) e scuoiato dai soldati di Mario durante la campagna contro Giugurta, e la sua pelle fu portata a Roma, dove veniva mostrata ai curiosi.
Il nome è parlante, e significa “Che guarda in basso“, da κατὰ e βλέπω “guardo in giù“. Viene identificato con la grande antilope sudafricana (lo gnu), chiamata ancor oggi Catoblepas gnu o Catoblepas gorgon, anche se è singolare l’idea di cercare animali dalle proprietà fantastiche nella zoologia reale.

Crediti
   •  Κατώβλεπον  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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