Era il cane dalle tre teste che custodiva l’Ade Col significato di invisibile i Greci chiamavano la divinità che regnava sull'oltretomba e l'oltretomba stesso. Il dio Ade era anche chiamato Plutone nome più usato. Grandi sono le porte dell'Ade (solo per entrare, impossibile l'uscita) e alla sua guardia sta Cerbero. Nell'Ade scorrono quattro... Leggi. Egli aveva l’incarico di impedire ai morti di uscire ed ai vivi di entrare. Esiodo lo descrive con 50 teste, ma scrittori posteriori gliene attribuiscono soltanto 2 e, infine, 3, ed è sempre tricipite nelle figurazioni. Era figlio di Echidna EchidnaECHIDNA Mostro, donna nella parte superiore e serpente nella parte inferiore. Figlia di Crisaore, moglie e madre di Tifone e della maggior parte dei mostri della mitologia classica. Dalla sua unione con Tifòne, generò una serie di mostri orripilanti quali: l'insonne dragone che custodiva... Leggi e TifonePersonificazione del vento impetuoso del Sud, il mito è originario dell'Asia meridionale, da dove passò in Egitto e poi in Grecia. Gli Egizi lo chiamarono Set o Seteh. Per i Greci era un essere mostruoso dalle cento teste e dalla forza immane, chiamato anche... Leggi. Solo tre esseri eccezionali riuscirono ad affrontarlo per entrare negli inferi, essi furono: Eracle EracleZeus incapricciatosi di Alcmena, prende le sembianze del marito di lei, Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una notte d'amore, notte che in effetti era durata tre giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di riposarsi per tre giorni. Intanto fatto... Leggi, che lo incatenò per riprendere Alcèsti; Orfèo che lo addormentò col suono della sua lira, per chiedere a Ade che gli rendesse la sua dolce Euridice Diversi personaggi ebbero questo nome: 1) Madre di Laomedonte. 2) Madre di Danae. 3) Madre di Alcmena. 4) ninfa della Tracia, moglie di Orfeo. Inseguita un giorno dal pastore Aristeo che ne era invaghito, fu morsa da un serpente e morì. Orfeo discese allora... Leggi; e infine Enea Eroe troiano, figlio di Anchise e di Afrodite e discendente di Dardano. Fu partorito da Afrodite sul monte Ida. Fu sposo di Creusa dalla quale ebbe Ascanio. Enea col vecchio Anchise ed il piccolo Ascanio Combatté valorosamente sotto le mura di Troia durante l'assedio... Leggi lo assopì, dandogli da mangiare una focaccia magica consigliata dalla Sibilla Col nome di Sibille, Greci e Romani designarono alcune donne ritenute profetesse ispirate dagli dèi. Se ne annoverano di solito una decina: la Cumana, la Dèlfica, la Líbica, la Sàmia, l'Ellespòntica, la Frigia, la Pèrsica, l'Eritrea, la Tiburtina. Più famosa di tutte fu la... Leggi.


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 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
 ⋯ Apollodoro lo descrive con tre teste di cane, una coda di dragoMostro favoloso che si ritrova in tutte le antiche mitologie. Rettile alato con ali di pipistrello, con testa di cane, zampe di leone, e bocca con una o più lingue che vomita fuoco e fiamme. Nella letteratura e nell'arte cinese, è uno degli elementi... Leggi e teste di serpente di ogni tipo che gli spuntavano lungo la schiena. Era uno dei mostruosi figli di Echidna e Tifone. Solo tre esseri straordinari riuscirono ad affrontarlo per entrare nell’Ade, essi furono:
1) Eracle, che lo incatenò dopo averlo sconfitto a mani nude e lo condusse da Euristeo Nipote di Perseo. La sua nascita fu affrettata da Era per impedire che Eracle, figlio della cugina Alcmena, avesse la primogenitura. Regnava su Tirinto, Argo e Micene. Fu lui, per volere di Era, a imporre a Eracle le "fatiche" che dovevano dare gloria all'eroe.... Leggi. Mentre la belva veniva condotta da Euristeo, dibattendosi come una furia per la rabbia, riempiva il cielo del suo triplice latrato e cospargeva l’erba dei campi con la sua bava velenosa. Questa coagulandosi, trovava alimento nel suolo e diveniva un’erba velenosa, l’Acònito che nasce rigogliosa in mezzo alle rocce. Le Erinni ErinniErano le dee della vendetta, si occupavano di perseguitare inesorabilmente chi uccideva un consanguineo, o mancava di rispetto al padre, la madre, al fratello maggiore o ai forestieri. Una volta che i perseguitati scontavano la loro pena, le Erinni divenivano benevole e venivano chiamate... Leggi facevano uso della bava di Cerbero per provocare la follia; Eracle un’altra volta ancora lo incatenò per riprendere Alcèsti;
2) Orfèo che lo addormentò col suono della sua lira, per chiedere a Ade che gli rendesse la sua dolce Euridice;
3) Enea che lo assopì, dandogli da mangiare una focaccia magica consigliata dalla Sibilla. Nelle figurazioni appare sempre con tre teste.


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Mostruoso guardiano del regno dei morti, noto come il cane di Ade (Hom. Il. 8, 366-369; Od. 11, 623-626), viene catturato da Eracle nel corso di una delle sue dodici fatiche (Apollod. Bibl. 2, 5, 12). Figlio di Tifone e Echidna, fratello di Ortro e Chimera, Cerbero è rappresentato come una creatura dotata di cinquanta teste canine (Hesiod. Theog. 306-312, 769-773), o anche di cento, più spesso di sole tre teste la cui natura non è specificata (Pind. Dith. 2 fr. 249a Snell-Maehler; Soph. Trach. 1098; Eurip. Herc. 611 e 1277). In genere è descritto come un quadrupede dalle tre teste di cane, la coda di drago e teste di serpente che gli fuoriescono dal dorso (Apollod. Bibl. 2, 5, 12; Verg. Aen. 6, 417-423). Macrobio (Sat. 1, 20, 13-14), invece, lo descriverà come un animale tricefalo posto accanto alla statua di Serapide: la testa centrale leonina, a destra una testa di docile cane, a sinistra quella di un lupo feroce (S. Woodford – J. Spier in LIMC s. v., p. 24).
Sulle origini di questo nome sono state formulate diverse ipotesi, riportate da Frisk (Gr. Et. Wört. s. v.) e parzialmente riprese da Room (Room’s Classical Dictionary, s. v., p. 88): 1) è stato accostato al sanscrito karbara-, sárvar- “macchiato”, e alla forma dialettale dissimulata sabála-: nella mitologia Hindu, Karbaras è uno dei due cani del dio dei morti Yama (Müller, “Zeit. vergl. Sprach.” 5, 148; Rigveda 10, 14, 10; Room, loc. cit.; cfr. Carnoy, DEMGR s. v.). Il collegamento con questo mitico “cane variopinto” è stato però contestato da Mayrhofer (Et. Wört. Altind., 1956 ss.); 2) Pisani (“Riv. Studi Or.” 18, 1940, 91 ss.) pensa che κέρβερος e il sanscrito sabála siano prestiti mediterranei; 3) fantasiosa l’ipotesi di Wilamowitz (Der Glaube der Hellenen 1, 314) che riduce questo nome ad una creazione poetica; 4) Room (loc cit.), invece, propone in maniera poco convincente di leggerlo come rimando all’espressione κὴρ βερέθρου, “sciagura dell’abisso”, che definirebbe la creatura, oppure a Κρεοβόρος, “divoratore di carne”, uno dei soprannomi di Cerbero, ma 5) non esclude, infine, che il termine abbia più semplicemente un valore onomatopeico, che evoca l’abbaiare dei cani: sembra l’ipotesi piú probabile.


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 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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