Nota presso i Romani col nome di Cerere, apparteneva alla prima generazione divina degli dei Olimpi, come i fratelli Zeus, Ade e Poseidone e le sorelle Era ed Estia. Era quindi figlia di Crono, che la inghiottì come secondo (infatti la il primo piatto era stato a base di Estia-Vesta), e di Rea Figlia di Urano e di Gea e sposa di Crono, fu madre di Demestra, Era, Estia, Ade, Poseidone e Zeus.... Leggi. Alter-ego della madre ed anche di Gea Dea primigenia della Terra, nata dal Caos, generò da sola Urano e il Ponto. Veniva venerata come divinità della terra e dei morti, considerato che i morti ritornano alla terra. Era raffigurata a mezza figura uscente dal suolo.... Leggi, era, come loro, venerata come Madre Terra; ma mentre Gea figurava l’elemento delle forze primordiali, Rea figura la potenza generatrice della terra, invece, Demetra figura la divinità della terra coltivata, la dea del grano, dell’ordine costituito. Con il dono dell’agricoltura, base di civiltà per tutte le popolazioni, Demetra dà agli uomini anche le norme del vivere civile e, di conseguenza, le leggi. Nell’aspetto di Rea/Demetra, le storie orfiche accennano al suo congiungimento con Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi dal quale sarebbe nata CoreEpiteto che significa la fanciulla con il quale, soprattutto in Attica, veniva chiamata Persefone.... Leggi o Persefone Nei poemi omerici è la terribile moglie di Ade, il re dell'Tartaro, dall'aspetto spaventoso e dal volto simile a quello di Medusa; a lei, regina dei morti, si rivolgono gli uomini perchè le loro imprecazioni abbiano efficacia. Ma in un secondo tempo Persefone venne... Leggi, l’unica figlia di Demetra secondo la tradizione classica. Demetra era strettamente legata alla figlia Persefone che fu rapita da Ade Col significato di invisibile i Greci chiamavano la divinità che regnava sull'oltretomba e l'oltretomba stesso. Il dio Ade era anche chiamato Plutone nome più usato. Grandi sono le porte dell'Ade (solo per entrare, impossibile l'uscita) e alla sua guardia sta Cerbero. Nell'Ade scorrono quattro... Leggi.
Gli antichi videro adombrati in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte dell’anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare. Non mancano richiami (messi in evidenza in più di un testo filosofico e, molto probabilmente, anche nei misteri) al destino dell’uomo, il cui corpo, sepolto sotto terra come Persefone, non impedisce all’anima di raggiungere l’immortalità in una continua dialettica di morte e rinascita. Al nucleo centrale della leggenda di Demetra, il cui significato era rivelato solo agli iniziati dei Misteri di Eleusi, si aggiunsero in varie epoche miti secondari, come quello della violenza che subì da Poseidone Figlio di Crono e di Gea, fratello di Zeus e di Ade. A lui toccò la signoria del mare, comprese le coste e le isole ed essendo la terra territorio franco non disdegnava prendere qualche proprietà. Abitava in un palazzo in fondo agli abissi... Leggi. Un’altra leggenda vuole che Demetra si sia innamorata di IasioneFiglio di Zeus e di Elettra, una delle Pleiadi, fu amato da Demetra che si unì a lui nell'isola di Creta, in un campo arato tre volte. La figlia che nacque era Pluto, la Ricchezza.... Leggi dal quale ebbe Pluto Dio della ricchezza, originariamente era una divinità agricola a cui era affidata la fertilità dei campi. Simboleggiava la ricchezza agraria e quindi il raccolto abbondante. Era figurato come bambino in braccio a Tiche la Fortuna o in braccio a Irene la Pace, a volte... Leggi, la ricchezza. Tutti i miti, anche se contraddittori, sono comunque concordi nel non attribuire un marito a Demetra, che generò i suoi figli al di fuori di ogni vincolo coniugale.
Demetra crucciata Quando Demetra sentì, con un acuto dolore al cuore, il grido della figlia Persefone strappata al mondo dei vivi dalla fiamma amorosa di Ade, volò come un uccello sopra le terre e le acque alla sua ricerca, vagando per nove giorni e nove notti con due fiaccole accese nelle mani; non volle toccare né nettareBevanda degli dèi, che dava l'immortalità a chi la beveva.... LeggiambrosiaEra il cibo degli dèi, così come il nettare era la loro bevanda. Chi lo assaggiava diveniva immortale, e d'ambrosia di nutrivano anche i cavalli degli dèi. Si dice che provenisse dall'orto delle Esperidi. Anche una figlia di Atlante si chiamava Ambrosia e anche... Leggi, che sono il cibo degli dei, e non sostò neppure per bagnarsi il corpo.
Adirata con l’Olimpo intero, il cruccio di Demetra si tramutò in furore quando, al decimo giorno delle sue peregrinazioni, Poseidone osò violentarla. Decise allora di non risalire più in Cielo e di abdicare alla sua funzione divina provocando così l’inaridimento generale della terra che non dava più frutti. Zeus fu costretto a inviare Ermes nel mondo dei morti con l’incarico di riportare Persefone alla madre ma, per avere ingerito del cibo mentre era nell’Ade (un seme di melagrano datole ad arte dal marito) Persefone fu obbligata a passare un terzo dell’anno negli Inferi, rimanendo invece sulla terra con la madre il resto dell’anno.


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Nella disperata ricerca della figlia, la dea abbandonò l’OlimpoEra la montagna sulla quale gli dèi avevano la loro sede. È alta tremila metri e fa parte alla catena montuosa che si estende tra la Tessaglia e la Macedonia. Con la sua cima ricoperta di nevi in inverno è nella sua base prosperoso... Leggi e rinunciò alle sue funzioni divine, tanto che la terra deperì e smise di dare frutti.

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… Rea, fulgido il capo di bende, a Demetra parla: “O figlia, Zeus che domina il tuono, ti chiama perché tu ritorni fra i numi; e qualunque onore tu scelga egli è pronto a concederti fra i celesti immortali; consente a tua figlia la dimora laggiù fra le tenebre dense per un terzo dell’anno e per gli altri due terzi con te e con gli altri immortali. E disse che questo accadrà, e accennò con il capo. Ma vieni, o mia figlia, e obbedisci; e non sia l’ira tua così aspra al Cronide signore dei nembi; lascia le messi fiorire che nutrono gli uomini”…

Zeus, allora ordinò a Ade di rimandare Core sulla terra. Ade ubbidì, ma perché la fanciulla non restasse troppo tempo dalla madre, le diede da mangiare un chicco di melagrana. La fanciulla, ignara delle conseguenze, lo inghiottì (questo implicava che essa dovesse restare obbligatoriamente nel TartaroFiglio dell'Etere e della Terra, padre dei Giganti dei tempi primordiali. I Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Zeus precipitò e imprigionò i Titani. Il nome indicò poi quella parte dell'Inferno in cui i malvagi subivano atroci tormenti, e anche, in generale,... Leggi). AscalafoFamoso indovino figlio di Acheronte e della Notte. Quando Demetra disperata per il ratto della figlia Persefone si rivolse a Zeus perché Ade la restituisse, Il dio acconsentì a condizione che la ragazza non avesse né mangiato né bevuto nulla nell'Averno. Ma per sfortuna... Leggi, la vide, e fece la spia, Demetra per vendetta lo mutò in gufo. Da allora Persefone fu obbligata a passare con Ade almeno un terzo dell’anno.

Gli antichi adombrarono in questo mito riferimenti impliciti ai cicli della natura, delle stagioni, dei raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte dell’anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare. Al nucleo centrale della leggenda di Demetra, il cui significato era rivelato solo agli iniziati dei Misteri di Eleusi, si aggiunsero in varie epoche miti secondari, come quello della violenza che subì da Poseidone. Un’altra leggenda vuole che Demetra si sia innamorata di Iasione dal quale ebbe Pluto, la ricchezza.Tutti i miti, anche se contraddittori, sono comunque concordi nel non attribuire un marito a Demetra, che generò i suoi figli al di fuori di ogni vincolo coniugale. Durante la peregrinazione di Demetra in cerca della figlia Persefone, Poseidone aveva inseguito la dea, bramoso d’amore, finché Demetra decise di nascondersi fra i cavalli del dio Onco, a Telfusa d’Arcadia. Ma Poseidone si trasformò in cavallo e la violentò. Dalla loro unione nacquero una figlia, di cui non era lecito pronunciare il nome, e il cavallo Arione. Secondo Esiodo (Teogonia v. 913 e sgg.) fu la quarta sposa di Zeus.

Viene descritta come donna dal volto bello, membra robuste, vesti leggerissime; incoronata con una ghirlanda di papaveri o di spighe; con i seni pieni di latte che l’additano nutrice del genere umano. A volte ha nella destra un covone di spighe od una falcetta, e nella sinistra una fiaccola. Al suo carro vanno attaccati due leoni o due serpenti.

Presenze letterarie di maggiore rilevanza
  • Inno omerico a Demetra;
  • Inni orfici, 29,2;
  • Apollodoro, Biblioteca, 1,1,5;
  • Aristofane, Cavalieri, 785. – Uccelli, 710;
  • Callimaco, Inno a Demetra;
  • Cicerone, Pro Balbo, 55;
  • Claudiano, Ratto di Proserpina;
  • Diodoro Siculo, Biblioteca storica, 5,2 ss;
  • Dioniso Nome del dio del vino e dell'estasi mistica, figlio di Zeus e di Semele (Hes. Theog. 940-42). Attestato in miceneo come teonimo associato con Zeus in tavolette cretesi (Khanià) di-wo-nu-so, dat., e al genitivo a Pilo; cfr. L. Godart e Y. Tzedakis, Les nouveaux... Leggi di Alicarnasso, Antichità Romane, 6,17 e 94;
  • Erodoto, Storie, 2,171;
  • Esiodo, Teogonia, 453 ss;
  • Omero, IliadePoema epico dell'antica civiltà greca, del sec. VIII a.C. composto da Omero, in 24 canti o libri di complessivi 15.693 esametri in dialetto jonico. Racconta i fatti dell'ultimo mese e mezzo della decennale guerra di Ilio o Troia; il sorgere dell'ira di Achille verso... Leggi, 14, 236. – Odissea, 5,125 ss;
  • Ovidio, Fasti, 4,419 ss. – Metamorfosi, 5,346 ss;
  • Plinio, Historia Naturalis, 3,5,9;
  • Psausania, Periegesi della Grecia, 2,5,8; 11,3; 8,5,8; 42,1; 37,10; 25,4-10;
  • Tacito, Annali, 2,49;

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Nome della dea del grano e della terra, figlia di Crono e di Rea (Hes. Theog. 453 ss.), madre di Persefone.
In miceneo è presente nella forma Da-ma-te (PY En 609.1). Si tratta quasi sicuramente di un composto di μήτηρ, “madre”, mentre sorgono dubbi sull’interpretazione della prima parte del nome. 1) Vi si può vedere un antico nome della terra, δᾶ, presente anche in Poseidone, nella forma Ποσεί-δαν o Ποσει-δάν (lyr.) (Kretschmer, “Wien. Stud”. 24, 1901-02, pp. 523 ss.). Chantraine (DELG), però, afferma che l’esistenza di una voce δᾶ, “terra” è stata contestata dal punto di vista filologico: niente proverebbe che tale parola non sia altro che un’esclamazione attestata in Eschilo (Agam. 1072; Eum. 874; Pers. 567), Euripide (Phoen. 1296) ed Aristofane (Lys. 198). 2) Anche Carnoy (DEMGR) interpreta questo nome come “terra madre”, partendo dall’ipotesi che γῆ, “terra” derivi dalla radice indoeuropea *gweiəē, “vivere”; nell’unione con mater non si ha una labializzazione di gwiəē, che darebbe invece come esito una dentale, da cui Δη-μήτηρ. 3) È stato posto un *Δασ-μάτηρ, che permetterebbe un confronto con il nome della “casa”, dalla radice *d-ms (Ehrlich, Griechische Betonung, pp. 82-83); significherebbe allora “madre della casa”. 4) Altra ipotesi, giudicata fantasiosa da Chantraine, è quella che il nome abbia un’origine illirica (Pisani, “Indog. Forsch.” 53, 1935, p. 30 e 38). 5) Infine Hamp (“Minos” 9, 1968, pp. 198-204) ipotizza una derivazione da *Δασ-ματηρ, “la Das-Madre” o “la madre di Das”, in cui *dasavrebbe un significato non conosciuto (si vedano anche i confronti operati da questo studioso col nome di Poseidone).


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 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
Figlia di CronosIl più giovane dei Titani che con un falcetto, uscito dalle viscere di sua madre Gea, castrò il padre Urano che predisse che quel delitto sarebbe stato rifatto dal figlio di Crono. Crono sposò la sorella Rea (Cibele la dea Madre) e, per evitare... Leggi e di Rhea Cibele, che i romani identificarono con la loro CerereDea romana della fertilità e della terra, per i greci Demetra che normalmente veniva rappresentata con il capo cinto da una corona di spighe era dea triforme: si presentava come una Erinni furiosa per la perdita della figlia Proserpina rapita da Plutone, con l'aspetto... Leggi, era la dea dell’agricoltura, una delle divinità maggiori e più venerate. Demetra, era la dea dei campi e delle messi, in greco appunto significava “la madre Terra”, come tutti i contadini aveva un carattere semplice, di morale ineccepibile, di costumi austeri; veniva venerata come madre benigna e affettuosa.
Aveva una figlia avuta da Zeus, Persefone, per i romani Proserpina.
Demetra veniva raffigurata come una matrona severa e maestosa, ma anche bella ed affabile, con una corona di spighe in testa, una fiaccola in una mano e nell’altra un cesto di frutta. Le erano sacri i papaveri, gli alberi da frutta e le spighe. A Roma il 12 aprile, si celebravano le feste in suo onore dette Cerealia.


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