1) ninfa dell’Arcadia, accoppiatasi con Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi, divenne madre di Pan Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dèi aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il... Leggi. Fu mutata da Bacco BaccoUno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine è alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde... Leggi in driade e quindi in albero.
2) eroe mitologico, figlio di Spercheo e PolidoraNome di diverse eroine, fra le quali: 1. una Ninfa Oceanina, figlia di Oceano e Teti; Hes. Theog. 354;. 2. una figlia di Danao, moglie del fiume Spercheio, al quale generò Driope; (Pherec. Fr. 8 Fowler = Schol. Apoll. Argon,. 1, 1212); 3. una... Leggi, fondatore della stirpe dei Driopi e tra i primi abitanti della Grecia.
3) nella mitologia greca, figlia del re Driope, compagna delle ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi amadriadiNinfe dei boschi e degli alberi dei quali ne dividevano la vita e la morte, racchiuse indivisibilmente nella loro corteccia erano simbolo della vita vegetativa.... Leggi. Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi si infatuò di essa e per possederla si mutò in tartaruga quando Driope la strinse al petto, il dio si mutò prima in vipera, facendo fuggire le compagne della ninfa e rimasti da soli la fece sua, dalla unione nacque Anfisso. Dopo il suo matrimonio con AndremonePadre del guerriero etòlo Toante (Hom. Il. 2, 638; 13, 216; 15, 281; Od. 14, 499; sempre al genitivo come patronimico), sposò la figlia di Eneo, Gorge, e ne ereditò il regno (Apollod. Bibl. 1, 8., 1 e 1, 8, 6); la loro tomba... Leggi, fu rapita dalle amadriadi e non fece mai più ritorno. Nel luogo della sua scomparsa sorse un pino nero ÈACO Figlio di Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi e di Egina di Metope figlia del fiume Ladone. Egina fu rapita da Zeus che voleva farla sua, ma Asopo avvertito da Sisifo del rapimento mise in fuga il rapitore che per sfuggire si mutò in roccia, davanti alla quale Asopo passò senza accorgersi di niente. Zeus... Leggi e re di Egina. Per la sua pietà era molto caro agli dèi. Quando una pestilenza aveva distrutto la popolazione dell’isola, pregò perché lo aiutassero gli déi, che mutaronoin uomini una colonia di formiche. Così nacque la razza dei Mirmidoni. Dopo la sua morte Èaco per volere di Zeus divenne giudice delle anime dei morti nel TartaroFiglio dell'Etere e della Terra, padre dei Giganti dei tempi primordiali. I Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Zeus precipitò e imprigionò i Titani. Il nome indicò poi quella parte dell'Inferno in cui i malvagi subivano atroci tormenti, e anche, in generale,... Leggi assieme a MinosseFiglio di Zeus e di Europa. La madre dopo essere stata abbandonata da Zeus sposa Asterio re di Creta, alla morte di costui pretese la successione al trono, perciò prego Poseidone che gli mandasse egli stesso la vittima da sacrificare per la sua incoronazione,... Leggi e Radamànto.


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Eponimo del popolo dei Driopi, che si diceva fosse uno dei primi occupanti della penisola ellenica (Apollod. Bibl. 2, 7, 7).
Il nome è un composto di δρῦς, “albero”, “quercia”, e della radice ὀπ-, “vedere” e potrebbe significare “che ha l’aspetto di un albero”; secondo Wathelet (Dictionnaire des Troyens de l’IliadePoema epico dell'antica civiltà greca, del sec. VIII a.C. composto da Omero, in 24 canti o libri di complessivi 15.693 esametri in dialetto jonico. Racconta i fatti dell'ultimo mese e mezzo della decennale guerra di Ilio o Troia; il sorgere dell'ira di Achille verso... Leggi, p. 448) il suffisso si spiega male tramite l’indoeuropeo e potrebbe invece rappresentare un’eredità preellenica: significherebbe “l’abitante del bosco”. È attestato anche il femminile Δρυόπη, nome della fanciulla rapita dalle Amadriadi e diventata una di loro, lasciando nel luogo del rapimento un pioppo e una sorgente (Anton. Lib. Met. 32).


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