Ninfa dei boschi e delle sorgenti. Con Pan Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dèi aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il... Leggi generò Lince. Dotata di grande parlantina Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi, si serviva di lei per trattenere la gelosa Era, ogni volta che s’incapricciava di qualche donna. Era apprezzava molto la ninfa, finché accortasi della presa in giro, la punì a non potere parlare se non interrogata e nel rispondere poteva solo ripetere le ultime sillabe della domanda rivoltale. Quando si innamorò di Narciso Figlio della ninfa Lirìope e del dio fluviale Cefìso. Ragazzo dalla bellezza indescrivibile. Di lui si innamorò la ninfa Eco, lui non volle corrisponderla e la povera ninfa si ridusse a un'ombra e non rimase altro che la voce. Nemesi la dea che puniva... Leggi non potendogli dire dell’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi che provava, gli ripeteva sempre le ultime sillabe delle parole da lui pronunciate. Narciso stanco di quel fatto non si fece più vedere. Eco dalla disperazione di averlo perduto si mise a cercarlo e non trovandolo dal dolore si lasciò morire e di lei restò solo la voce. Gli dèi impietositi la mutarono in roccia.


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   • Ἠχώ, Ἀχώ •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Ninfa dei boschi e delle sorgenti. Con Pan generò Lince. Dotata di grande parlantina Zeus, si serviva di lei per trattenere la gelosa Era, ogni volta che s’incapricciava di qualche donna. Tutte le volte che Era avrebbe potuto sorprendere sui monti le ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi stese in braccio a Zeus, Eco astutamente la tratteneva con lunghi discorsi per dar modo alle ninfe di fuggire. Quando Era si accorse dell’inganno le disse:«Di questa lingua che mi ha ingannato»,disse, «potrai disporre solo in parte: ridottissimo sarà l’uso che tu potrai farne».
Eco innamoratasi di Narciso non potendogli dire dell’amore che provava, gli ripeteva sempre le ultime sillabe delle parole da lui pronunciate.
Narciso stanco di quel fatto fuggì e non si fece più vedere.
Eco dalla disperazione di averlo perduto, si mise a cercarlo e non trovandolo dal dolore si lasciò morire e di lei restò solo la voce.
Gli dèi impietositi la mutarono in roccia. Lui fugge e fuggendo:

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«Togli queste mani, non abbracciarmi!» grida. «Possa piuttosto morire che darmi a te!». E lei nient’altro risponde che: «Darmi a te!». Respinta, si nasconde Eco nei boschi, coprendosi di foglie per la vergogna il volto, e da allora vive in antri sperduti. Ma l’amore è confitto in lei e cresce col dolore del rifiuto: un tormento incessante le estenua sino alla pietà il corpo, la magrezza le raggrinza la pelle e tutti gli umori del corpo si dissolvono nell’aria. Non restano che voce e ossa: la voce esiste ancora; le ossa, dicono, si mutarono in pietre. E da allora sta celata nei boschi, mai più è apparsa sui monti; ma dovunque puoi sentirla: è il suono, che vive in lei… (Ovidio, Metamorfosi III).


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   • Ἠχώ, Ἀχώ •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Ninfa dei boschi e delle sorgenti, personificazione dell’eco (Ovid. Met. 3, 356 ss.); già in Eurip. Fragm. 117 (Andromeda Figlia di Cefeo re dell'Etiopia (indicava i paesi a sud dell'Egitto e genericamente l'Africa) e di Cassiopea. Essendosi la madre vantata che la figlia superasse in bellezza le Nereidi, queste risentite si rivolsero a Poseidone perché punisse l'oltraggio avuto e Poseidone mandò un mostro... Leggi, Ἀχώ), Aristoph. Thesm. 1059.
Il nome significa “eco”, termine a suffisso *-οι-, appartenente alla famiglia di ἠχή, “suono”, “rumore”.


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   • Ἠχώ, Ἀχώ •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
Ninfa delle Oreadi Ciascuna delle ninfe dei monti, figlie di Nereo e di Doride e seguaci di Artemide (Diana)... Leggi, abitanti di monti e burroni. Dotata di una brillante parlantina, Zeus si serviva di lei per distrarre la gelosa Era, ad ogni suo nuovo capriccio amoroso. Esistono svariate versioni sul seguito della storia. Una volle che Era, accortasi del raggiro, punì la ninfa impedendole di parlare a meno che non fosse interrogata; rispondendo lei poteva solo proferire le ultime sillabe delle parole che avrebbe voluto esprimere. Quando s’innamorò di Narciso, non riuscì in tal modo a confessargli il suo amore: Narciso, stufo delle sue stranezze, partì per non farsi mai più rivedere. Eco, distrutta dal dolore morì, lasciando sulla terra la sua voce, mentre gli dèi la trasformarono in roccia. Secondo un’altra versione, Eco, per sottrarsi alle insistenze del dio Pan, si fece invisibile, lasciando di sé soltanto la voce, ma alcuni dicono che fu Pan ad ordinare ai pastori la sua uccisione.


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 • Wikipedia •
 • Mitologia greca •
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