Figlia di Pandiòne re d’Atene e di Zeusippe e sorella di Procne. Procne aveva sposato Terèo re di TraciaEroina eponima della Tracia, figlia di Oceano e Partenope. Deriva da θρᾴξ, θρᾳκός, che è un nome di popolo senza etimologia, secondo Chantraine (DELG, s. v. Θρᾴξ). Carnoy (DEMGR) ritiene che si possa trattare di un derivato dell'indoeuropeo *treus, "essere fiorente", dato che nella... Leggi dal quale aveva avuto un figlio, ItiNome del figlio di Procne e Tereo, trasformato in usignolo. Questo nome indica probabilmente il richiamo dell'usignolo; vi si è ricollegato cosí per onomatopea il nome di uccello ἴτυς (D'Arcy-Thompson, A Glossary of Greek Birds, p. 124).... Leggi. Volendo rivedere la sorella alla quale era molto attaccata pregò il marito affinché si recasse ad Atene a prendere la sorella.
Terèo accontentò il desiderio della moglie e andò a prendere Filomela ma durante la strada del ritorno si invaghì della giovane, la violentò e le tagliò la lingua in modo che non potesse denunciarlo. Filomela riuscì ugualmente a raccontare alla sorella con un ricamo quanto le era capitato. Allora Procne d’accordo con Filomela, ucciso il figlio Iti lo serve come pasto a Terèo e a fine del banchetto gli mostrò la testa del figlio, e con la sorella scappò via. Terèo, superato il primo momento di sgomento e orrore, si armò e corse all’inseguimento delle due sventurate, ma quando stava per raggiungerle gli dèi mutarono i tre in uccelli: Terèo fu mutato in ùpupa inseguendo senza sosta la sposa gridando: “Pou? Pou?’, (in greco: “Dove? Dove?”), Filomela in rondine e Procne in usignolo che nella sua forma alata piange sempre il figlio ucciso con le sue stesse mani, nel grido onomatopeico “Iti! Iti!”


Crediti

   • Φιλομήλα •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
 ⋯

…con la spada sguainata insegue le figlie di Pandìone.
Ma i corpi delle due donne sembrano alzarsi in volo: si alzano in volo.
Una si dirige verso il bosco; l’altra s’infila sotto il tetto, e dal suo petto scomparse non sono oggi ancora le tracce della strage: macchia il sangue le sue piume.
TereoRe di Tracia e figlio d'Ares, marito di Procne, violenta la cognata Filomela. Ignaro cannibale del figlio Iti, sarà trasformato in upupa (Apollod. Bibl. 3, 14, 8; Hygin. Fab. 45; Ovid. Metam. 6, 424 ss.). Secondo Carnoy (DEMGR) il nome può derivare dal greco... Leggi, travolto dal dolore e dalla sete di vendetta, si trasforma in un uccello che ha una cresta dritta sul capo e un becco smisurato che si protende lungo come una lancia.
Upupa è il nome di questo uccello; a vederlo sembra armato. (Ovidio, Metamorfosi VI, 426 ss.).


Crediti

   • Φιλομήλα •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Figlia del re di Atene Pandione, sorella di Procne; violentata dal cognato Tereo e complice dell’omicidio del nipote Iti, fu trasformata dagli dèi in rondine o, secondo i poeti romani, in usignolo (Apollod. Bibl. 3, 14, 8; Ovid. Met. 6, 426 ss.).
Il primo termine di questo composto è φίλος, “amico”, mentre sul secondo vi sono diverse ipotesi; secondo Carnoy (DEMGR) non deriva da μῆλον, “mela”, ma piuttosto da μῆλον nel senso di “pecora”, e dunque significa di “amante delle pecore”, in riferimento alla metamorfosi in uccello, come “colei che ama nidificare negli ovili”; tale ipotesi era sostenuta anche da Höfer (in Roscher, Myth. Lex. III col. 2344). Inaccettabile l’ipotesi di Room (Room’s Classical Dictionary, p. 244) che la seconda parte del composto sia μέλος, “canto”. È attestato anche il maschile Φιλόμηλος, figlio di Iasione e di Demetra, trasformato dalla madre nella costellazione di Boote perché inventò l’uso di aggiogare due buoi ad un carro (Hygin. Astr. Poet. 2, 4).


Crediti

   • Φιλομήλα •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
Figlia di PandioneNome di due re ateniesi della dinastia autoctona di Erittonio. 1. figlio di Erittonio e Pasitea, padre di Filomela e Procne, suocero di Tereo (Thucyd. 2, 29, 3). Ebbe anche due gemelli, Eretteo e Bute (Apollod. Bibl. 3, 14, 6); 2. figlio di un... Leggi re di Atene, aveva una sorella di nome Progne che era moglie di Tereo re dei Traci. Quest’ultimo si innamorò di Filomela e se ne impossessò con l’inganno; le due sorelle allora si vendicarono dell’oltraggio subito e, uccisogli il figlio, lo offrirono alla sua tavola; Tereo, accortosi della terribile fine del figlio, inseguì le due sorelle che però erano già state trasformate dagli dei in uccelli.


Crediti

   • Φιλομήλα •
 • Wikipedia •
 • Mitologia greca •
Similari
Teseo lo spartiacque
19% Bruno SnellStorie
Eppure questo mito greco è più storico di quel tipo di tradizione leggendaria che incontriamo spesso presso altri popoli. Quando, oggi, un contadino o pastore greco racconta delle vecchie rovine abbandonate del paese, comincia press’a poco così: «Una volt⋯
La voce sorella
18% Ahmad ShamluPoesie
Io Figlia di Inaco, primo re di Argo, amata da Zeus e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che,... Leggi non sono una storia che puoi raccontare, non sono una canzone che puoi cantare, non sono un suono che puoi udire, non sono neppure questo che puoi vedere né quello che puoi conoscere. Io sono una sofferenza che anche tu puoi provare, chiamami con un gr⋯
I tesori dell’Invisibile
17% FilosofiaPlatone
Quando i cigni capiscono di dover morire – anche se il canto non manca a loro nella vita passata – proprio in quei momenti alzano le note più forti e più splendenti, allegri, perché stanno per trasferirsi dal dio di cui sono ministri. Gli uomini, per la p⋯
Le mie penne nere
17% Franz KafkaPercorsi
Io sono un uccello insopportabile», disse Franz Kafka, «sono una gazza, una kavka Le mie ali sono atrofizzate. Così per me non esistono altezza e distanza. Vado saltellando con la mia aria confusa in mezzo agli uomini, che mi guardano pieni di sfiducia, p⋯
I geroglifici della bellezza
17% Amélie NothombSchiele Art
Alcune bellezze saltano agli occhi e altre sono geroglifici: ci si mette tempo a decifrare il loro splendore ma, quando ormai è evidente, è più bello della bellezza stessa. • Amélie Nothomb • • Diario di rondine • • Egon Schiele •