Stirpe della Sicilia sud-orientale, nei pressi di Megara Hyblea (Paternò), alla quale appartenevano molti indovini e interpreti di sogni, ricordati anche da Cic. De div. 1, 20, 39 e da Cl. Aelian. Var. hist. 12, 46. Cfr. Steph. Byz. s. v., che cita un eroe eponimo, Galeote (Γαλεώτης, o Galeòs, corr. Schubart, cfr. Suda s. v. Ἀσκαλαβώτης ὁ γαλεώτης). Nonostante i particolari forniti dal geografo bizantino (Galeote è figlio di Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi e di Temistò, figlia di Zabios re degli IperboreiPopolo favoloso che si riteneva vivesse in uno stato di perfetta felicità in una terra sconosciuta dove il sole non tramontava mai. Secondo altre tradizioni, nel loro paese sarebbe stato collocato il Giardino delle Esperidi che custodiva i pomi d'oro.... Leggi), l’eponimia appare sospetta. Interessante in Steph. Byz. la storia per cui sarebbe giunto da Galeote un altro indovino (forse suo parente, dalla terra degli Iperborei), di nome Telmesso, ed entrambi avrebbero ricevuto dall’oracolo di Dodona in Epiro l’ordine di andare uno a occidente, l’altro verso oriente, finché un’aquila non avesse rubato loro le vittime di un sacrificio; cosí fondarono Galeote la stirpe dei profeti Iblei in Sicilia, l’altro l’oracolo di Telmesso in Pisidia, al quale ovviamente diede il suo nome. Storia che sembra ricalcata su quella di Lacio e Antifemo, figli di Mopso, fondatori degli oracoli di Gela (Sicilia) e di Faselide (Caria1) Nome di una giovane di Laconia che fu trasformata in noce (Serv. Comm. ad Verg. Ecl. 8, 30). Significa precisamente "noce", termine la cui etimologia non è chiara: il latino carina è probabilmente un prestito dal greco; si può supporre che derivi da...).
Nome di etimo incerto, viene collegato dagli antichi (Suda, etc.) con γαλεώτης, una sorta di lucertola (cfr. AscalaboFiglio di Misme, una donna dell'Attica che offrí da bere a Demetra, errante in cerca della figlia, dell'acqua, che la dea bevve tutta d'un fiato, tanto da far ridere il giovane; Demetra, irritata, gli scagliò addosso l'acqua e lo trasformò in lucertola maculata (Anton.... Leggi), e dunque il nome vorrebbe dire “screziato, variopinto”; si deve aggiungere che γαλεός è anche il maschio della donnola (γαλέη), e designa inoltre una specie di squalo; in Lucian. Ver. hist. 1, 35 è detto γαλεώτης una sorta di pesce spada o uno storione.

Crediti
   •  Γαλεῶται  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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