Figlio di Troo1. Figlio di Erittonio e di Astioche, nipote di Dardano, eponimo della città di Troia. Sposato con Calliroe, che lo rese padre di Ilo, Assaraco, Ganimede (Hom. Il. 20, 230-232) e di una Cleopatra (Apollod. Bibl. 3, 12, 2). Famosi i suoi cavalli, (Hom.... Leggi e di Calliroe.
Quando Zeus rapì (per fare ciò si mutò in aquila Omero, IliadePoema epico dell'antica civiltà greca, del sec. VIII a.C. composto da Omero, in 24 canti o libri di complessivi 15.693 esametri in dialetto jonico. Racconta i fatti dell'ultimo mese e mezzo della decennale guerra di Ilio o Troia; il sorgere dell'ira di Achille verso... Leggi XX, 2 32 ss.; Inno omerico ad Afrodite AfroditeDea greca dell'amore, i romani la identificarono in Venere. In occidente il culto della dea ebbe il suo maggior centro in Sicilia ad Erice dove esisteva un tempio dedicato a Tanit. Si praticavano riti di fecondità e la prostituzione sacra. Dalla Sicilia il culto... Leggi 202 ss.; Virgilio, Eneide V, 252 ss.; Ovidio, Metamorfosi X, 155 ss.) il bel Ganimede per farne il coppiere degli dèi nell’OlimpoEra la montagna sulla quale gli dèi avevano la loro sede. È alta tremila metri e fa parte alla catena montuosa che si estende tra la Tessaglia e la Macedonia. Con la sua cima ricoperta di nevi in inverno è nella sua base prosperoso... Leggi, suo padre Troo cadde nella disperazione, non sapendo dove si trovasse suo figlio.
Allora Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi inviò Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi a spiegare tutta la faccenda a Troo assicurandolo che Ganimede avrebbe vissuto tra gli dèi, e, per compensarlo della perdita del figlio, gli regalò due splendide cavalle immortali capaci di cavalcare sull’acqua e sulle spighe

…Zeus che tutto conosce rapì Ganimede biondo, affinché così bello vivesse tra i numi immortali e versasse nella mensa di Zeus da bere agli dèi, stupore a vedersi, da tutti i beati onorato, dall’aureo cratere il nettare rosso attingendo. Un’angoscia crudele l’animo invase di Troo: ignorava dove rapito gli avesse il figliuolo la furia del turbine sacro; e con gemiti acuti, incessanti, lo andava dovunque chiamando. E Zeus ebbe di lui compassione, e gli diede a compenso del figlio cavalli veloci, gli stessi che portan gli dèi; e poi per volere di Zeus, il nunzio Argicida gli narrò l’accaduto: che il figlio era, come i numi, immortale, né poteva sfiorirne vecchiaia l’eterna bellezza. V Inno omerico ad Afrodite, 235 e ss..


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   • Γᾰνῠμήδης •
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Troiano discendente di Dardano; fu rapito da Zeus e portato sull’Olimpo per servire come coppiere (Hom. Il. 5, 265 ss.; 20, 232 ss.).
Si tratta di un composto del verbo γάνυμαι, “gioire, irradiare gioia”; Drexler (in Roscher, Myth. Lex. I, col. 1597) lo interpretava come γάνυσθαι τοῖς μήδεσι, “gioire dei pensieri”; cfr. un’analoga etimologia già in Xenoph. Conv. 8, 30, “che si rallegra dei saggi pensieri”. Altra traduzione possibile è “dal pensiero splendente” (Wathelet, Dictionnaire des Troyens de l’Iliade, p. 375). Meno accettabile l’ipotesi di Carnoy (DEMGR), che si tratti di un composto di γάνος, “raffreddamento”, con riferimento al vino, e di μήδομαι, “occuparsi di”, col significato di “colui che si occupa del vino”.


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 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
Figlio minore di Tros re di Troia Città della Troade, chiamata propriamente Ilio dai Greci, teatro della decennale guerra. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Troe, nipote di Dardano e padre di Ilo. Le sue mura sarebbero state costruite da Apollo e da Poseidone come espiazione per il tentativo di... Leggi, era il più bello di tutti i mortali. Era detto «il più bello di tutti i mortali». Innamoratosi di lui, Zeus lo fece rapire da un’aquila e portare nell’Olimpo, dove Ganimede, fatto immortale e giovane in eterno, restò accanto a lui come coppiere. Secondo altre versioni del mito, fu Zeus stesso a trasformarsi in un’aquila e a rapire Ganimede.


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 • Wikipedia •
 • Mitologia greca •
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