Figlio dell’inventore Dedalo Ateniese che era un genio paragonabile a Leonardo da Vinci. Un certo Talo, suo allievo inventò la sega ed il trapano, allora Dedalo, ingelosito lo uccise, condannato all'esilio per questo reato, si rifugia a Creta presso re Minosse. La costruisce la finta mucca, che... Leggi e di una schiava di MinosseFiglio di Zeus e di Europa. La madre dopo essere stata abbandonata da Zeus sposa Asterio re di Creta, alla morte di costui pretese la successione al trono, perciò prego Poseidone che gli mandasse egli stesso la vittima da sacrificare per la sua incoronazione,... Leggi, tentò di fuggire da Creta con le ali fabbricate dal padre. Precipitò presso Samo nel mare che, da quel momento, si chiamò Mare Icario Contadino a cui Bacco per ricompensarlo dell'ospitalità avuta gli regala del vino e gl'insegna la viticoltura. Icario fa assaggiare il vino allora sconosciuto ad altri contadini che scambiando la sbronza per avvelenamento, uccidono il povero Icario. L'ombra di Icario appare in sogno alla figlia... Leggi.


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 ⋯ Figlio dell’inventore Dedalo e di NaucrateMadre di Icaro. una schiava di Minosse, tentò di fuggire da Creta con le ali fabbricate dal padre.
Precipitò presso Samo nel mare che, da quel momento, si chiamò Mare Icario. Il suo cadavere fu sbattuto dalla risacca sulle rive dell’isola Doliche “Isola lunga”, finché non arrivò Eracle EracleZeus incapricciatosi di Alcmena, prende le sembianze del marito di lei, Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una notte d'amore, notte che in effetti era durata tre giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di riposarsi per tre giorni. Intanto fatto... Leggi che lo seppellì pietosamente e da lui chiamò quell’isola Icaria.

 ⋯

…«Vola a mezza altezza, mi raccomando, in modo che abbassandoti troppo l’umidità non appesantisca le penne o troppo in alto non le bruci il sole.
Vola tra l’una e l’altro e, ti avverto, non distrarti a guardare Boòte o èliceNinfa nutrice di Zeus, fu da questi mutata nella costellazione dell'Orsa Maggiore, per sottrarla alle ire di Crono.... Leggi e neppure la spada sguainata di Orìone: vienimi dietro, ti farò da guida».
E mentre l’istruiva al volo, alle braccia gli applicava quelle ali mai viste. Ma tra lavoro e ammonimenti, al vecchio genitore si bagnarono le guance, tremarono le mani. Baciò il figlio (e furono gli ultimi baci)(Ovidio, Metamorfosi VIII, 183).


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Figlio di Dedalo, per fuggire con lui dal labirinto di Cnosso, dove erano stati rinchiusi da Minosse, indossò un paio d’ali di cera fabbricate dal padre; ma essendosi avvicinato troppo al sole che le fece sciogliere, cadde nel mare che da lui prese il nome (Apollod. Epit. 1, 12-13; Ovid., Metam. 8, 183 ss.). Eracle, trovato il suo cadavere, lo seppellí nell’isola Doliche, che da lui fu chiamata Icaria (Apollod. Bibl. 2, 6, 3).
È stato proposto (da Heeg*, REPW s. v. vol. IX, col. 978) un originario Ἔκκαρος, non riconducibile al greco, forse con digamma (W. Beck, in Snell, Lex. fr. Ep. col. 1183), Ϝέκκαρος. La spiegazione di Carnoy (DEMG), che richiama una radice *əeik-, “oscillare”, cfr. germ. Wiege “culla”, con riferimento al volo di questo personaggio, appare insostenibile.


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