Figlia di Inaco1. Dio fluviale, figlio di Oceano e di Teti (Aesch., Prom. 636; Soph., TrGF IV F 270 apud Dion. Hal., Rhet. 1, 25), padre di Io almeno a partire dai tragici (Aesch., Prom. 590, 663, 705; Apollod. Bibl. 2, 1, 3; Callim. Hymn. 3,... Leggi, primo re di Argo Argo1) Figlio di Agenore e di Gea. Si diceva che avesse cento occhi che dormivano e vegliavano a turni di cinquanta, era dotato di una forza immane grazie alla quale uccise il satiro che rubava le greggi agli Arcadi e così pure Echidna che... Leggi, amata da Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che, calata dal cielo, ordinò alle nebbie di ritirarsi; ma Zeus, che aveva previsto l’arrivo della consorte, fece in tempo a mutare la figura di Io in quella di una lustra giovenca. Era, fingendo di non sapere, lodò l’aspetto dell’animale e costrinse il marito a fargliene dono, quindi la affidò alla custodia dei cento occhi di Argo. Ma Zeus, che non sopportava di vedere Io così umiliata, chiese a Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi di liberarla e il giovane dio, pur essendo il più abile dei ladri, dovette addormentare Argo al magico suono di un flauto prima di mozzargli il capo. Era fissò i cento occhi di Argo nelle penne del pavone, animale a lei sacro, poi perseguitò la giovenca Io con le intollerabili punture di un tafano e la costrinse a vagare da una regione all’altra del mondo in preda alla frenesia. L’infelice trovò finalmente ristoro e riposo sulla riva del Nilo, dove ritornò alle sue fattezze originarie e generò a Zeus il figlio EpafoFiglio di Zeus e di Io. Padre di Libia che fu da Poseidone resa madre di Agenore e Belo.... Leggi. Le genti egiziane venerarono Io col nome di Iside.


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 ⋯ Figlia di Inaco (o di IasoFiglia di Asclepio, il dio della medicina, e sorella di Igea (Pausan. 1, 34, 3). Il suo nome altri non è che una personificazione di una delle tante qualità del padre: la "Guariggione". Si tratta della "Guarigione" personificata; deriva infatti dal verbo ἰάομαι, "guarire",... Leggi o di Pireno), primo re di Argo.
La bella Io, principessa di Argo, nonostante fosse sacerdotessa della dea Era, fu impalmata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine.
Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che, calata dal cielo, ordinò alle nebbie di ritirarsi; ma Zeus, che aveva previsto l’arrivo della consorte, fece in tempo a mutare la figura di Io in quella di una bella giovenca bianca.

Un’altra versione del mito narra che Zeus aveva ispirato alla fanciulla dei sogniSono i figli di Sonno, essi sono: Morfèo, Fobètore e Fantàso.... Leggi erotici che la invitavano a recarsi sulle rive del lago di Lerna Palude dell'Argo nella quale aveva residenza l'Idra dalle nove teste. Nella stessa palude le quarantanove uxoricide Danàidi gettarono le teste dei loro mariti.... Leggi e lì abbandonarsi alle brame del dio.
Inaco fece interrogare gli oracoli di Delfi Luogo sul versante meridionale del monte Parnaso, dov'era il famoso oracolo d'Apollo che per molti secoli fu adorato dai Greci e da numerosi altri popoli. Da una cavità della roccia uscivano dei vapori tossici che avevano la proprietà di eccitare chi li respirava. La... Leggi e di DodonaAntica città dell'Epiro. sede di uno dei più famosi santuari, sacro a Zeus, dove il dio dava i suoi responsi a mezzo dei sacerdoti e delle sacerdotesse che ascoltavano lo stormire delle foglie delle querce del vicino bosco sacro, dal volo delle colombe che... Leggi e apprese che per evitare la distruzione della casa e il divino furore, la bella Io doveva sottostare alle voglie di Zeus.

Comunque sia Zeus, mentendo, giurò alla sposa di non essersi mai accostato a Io.
Da questo mito nasce il “Giuramento di Afrodite AfroditeDea greca dell'amore, i romani la identificarono in Venere. In occidente il culto della dea ebbe il suo maggior centro in Sicilia ad Erice dove esisteva un tempio dedicato a Tanit. Si praticavano riti di fecondità e la prostituzione sacra. Dalla Sicilia il culto... Leggi”, secondo il quale gli spergiuri nelle questioni di cuore non hanno valore.
Era, fingendo di non sapere, lodò l’aspetto dell’animale e costrinse il marito a fargliene dono, quindi la affidò alla custodia dei cento occhi di Argo.
Ma Zeus, che non sopportava di vedere Io così umiliata, chiese a Ermes di liberarla e il giovane dio, pur essendo il più abile dei ladri, dovette addormentare Argo al magico suono di un flauto prima di mozzargli il capo.
Era fissò i cento occhi di Argo nelle penne del pavone, animale a lei sacro, poi perseguitò la giovenca Io con le intollerabili punture di un tafano e la costrinse a vagare da una regione all’altra del mondo in preda alla frenesia.
L’infelice trovò finalmente ristoro e riposo sulla riva del Nilo, dove ritornò alle sue fattezze originarie e generò a Zeus il figlio Epafo.
Le genti egiziane venerarono Io col nome di Iside.
La storia di Io e del suo tormentato vagabondare è mirabilmente narrata da Eschilo nel Prometeo Titano figlio di Giapeto e di Climene figlia di Oceano. In origine era solamente un Titano intelligente che riuscì ad ingannare Zeus, ma successivamente fu trasformato nel creatore e salvatore del genere umano mentre Zeus appare come un crudele tiranno. Quando i Titani sfidarono... Leggi incatenato 561 ss..


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Giovane argiva, figlia del dio fluviale argolico Inaco. Sacerdotessa di Era, fu amata da Zeus e trasformata in vacca da Era stessa, che la fece custodire da Argo (Apollod. Bibl. 2, 1, 3). Appartiene agli strati piú antichi della mitologia argolica.
Chantraine (DELG) ritiene che questo nome non abbia un’etimologia spiegabile. Carnoy (DEMGR) lo ricollega invece alla radice *eis-, “essere agitato, rapido” che bene corrisponderebbe allo stato d’animo d’Io tormentata dal tafano inviatole contro da Era. Room (Room’s Classical Dictionary, p. 170) riprende l’ipotesi (cfr. Engelmann in Roscher, Lex. Myth. II col. 269) che vuole Io associata alla luna (che in un dialetto di Argo era chiamata Io, cfr. Lex. Suda, s. v.), dal verbo εἶμι, “andare”. Appare comunque accettabile, anche senza il collegamento con la luna, un accostamento al tema ι-, “andare”.


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