1. di una figlia di Preto e di Antea (Od. 11, 326; Il. 6, 160; Pherec. F.gr.Hist. 3 F 170);
2. di un’eroina arcade, figlia di Atlante e sposa di Tegeate di Tegea (Pausan. 8, 48, 6, con accento Μαιρά); lei, oppure una sua discendente avrebbe dato il suo nome a un villaggio presso Mantinea, (secondo Pausan. 8, 12, 7);
3. di una Nereide (Hom. Il. 18, 48);
4. della cagna dell’ateniese Icario, ucciso da alcuni pastori a cui aveva fatto conoscere il vino. Maira conduce Erigone, figlia di Icario, al cadavere insepolto del padre, e si lascia morire dopo il suicidio della ragazza (Aelian. Nat. an. 7, 28; Nonn. Dionys. 47, 216-246). Come i suoi padroni, sarà trasformata in costellazione: si tratta del Procione, o Canis minor (Hygin. Fab. 130, 3; Astron. 2, 4, 4).
È da ricondurre al verbo μαρμαίρω, “risplendere”, “brillare”, al presente con raddoppiamento, il cui radicale è μαρ- e che corrisponde al sanscrito marici-, cfr. lat. merus, “chiaro”. Significherebbe dunque “la risplendente”, “la scintillante” (Chantraine DELG s. v. μαρμαίρω; Carnoy DEMGR s. v. Maira).

Crediti
   •  Μαῖρα  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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