Satiro Geni dei boschi, delle acque e dei monti. Con le ninfe e le Baccanti partecipavano alle feste di Bacco, figurati con gambe caprine, due corna in fronte e una coda tra la caprigna e l'equina.... Leggi, famoso suonatore di flauto che a quanto pare suonava lo stesso flauto inventato da Atena AtenaEra figlia di Zeus e di Metis. Così come aveva fatto Crono anche Zeus divorò la moglie incinta in modo di avere sempre con sè la consigliera. finita la gestazione Zeus avrebbe partorito la figlia dalla testa. Efesto funse da ostetrico spaccandogli la testa... Leggi e che la dea buttò via quando si accorse che suonandolo gli venivano le guance gonfie e modo grottesco. Marsia suonava così bene che tutti dicevano che neanche Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi con la sua lira avrebbe potuto suonare di meglio. Il dio risentito e offeso in quello che era la sua arte sfida il povero Marsia in una gara musicale dove il vincitore avrebbe potuto punire il vinto nel modo che più gli gradiva.
Il satiro ingenuamente accettò la sfida e come era presumibile considerato che a giudicare erano le Muse I Romani assimimilarono le Muse con le loro antiche divinità locali chiamate Camene e che erano ninfe delle sorgenti e delle acque venerate presso il boschetto di Porta Capena. Figlie di Zeus e di Mnemosine (che significa Memoria). Il sommo dio si unì per... Leggi, che erano legate ad Apollo, Marsia perse. Apollo ancora offeso lo legò ad un albero e lo scorticò.


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Gara musicale fra Apollo e MarsiaSatiro (o Sileno Educatore di Bacco, seguì il dio nei suoi viaggi. Figurato come vecchio panciuto cavalcava sempre un asino perché aveva le gambe malferme, era sempre in uno stato di ubriachezza perenne, era sempre a conoscenza delle cose passate e future. I Sileni invece erano degli... Leggi della Frigia, spesso associato ai personaggi del corteggio di Cibele), genio delle sorgenti e dei fiumi dell’AsiaNinfa figlia di Oceano e di Teti, diede il suo nome a una delle tre parti del mondo allora conosciuto.... Leggi Minore, famoso suonatore di flauto a quanto pare suonava lo stesso flauto inventato da Atena e che la dea buttò via quando si accorse che suonandolo gli si gonfiavano le guance in modo grottesco rendendola ridicola agli occhi degli dèi.

Supplizio di Marsia

Essendo lo strumento di origine divina, non poteva che emetteva delle dolci melodie. Marsia non rendendosi conto che non era lui a suonare bene, ma lo strumento, si montò la testa anche perché i contadini (incompetenti), osavano dire che Marsia suonava meglio di Apollo e che il dio con la sua lira non sarebbe riuscito a fare di meglio.
Il dio risentito e offeso in quello che era la sua arte sfidò il povero Marsia in una gara musicale dove il vincitore avrebbe potuto punire il vinto nel modo che più gli gradiva. Il satiro ingenuamente accettò la sfida e come era presumibile visto che a giudicare erano le Muse, che erano legate ad Apollo, Marsia perse. Apollo ancora offeso lo legò ad un albero e lo scorticò.Dopo la sua morte, fu mutato in fiume.

«Perché mi scortichi vivo?» urlava;
«Mi pento, mi pento! Ahimè, non valeva tanto un flauto!».
Urlava, mentre dalla carne la pelle gli veniva strappata:
altro non era che un’unica piaga. D’ogni parte sgorga il sangue,
scoperti affiorano i muscoli, senza un filo d’epidermide
pulsano convulse le vene; si potrebbe contargli le viscere
che palpitano e le fibre che gli traspaiono sul petto.
Lo piansero le divinità dei boschi, i FauniDivinità romane che abitavano i monti e le campagne, ove vagavano serenamente suonando la zampogna, cantando, inseguendo le ninfe. Il più celebre era Pan. Avevano il corpo da uomo, zampe e corna di capra e proteggevano i boschi e le campagne. Erano considerati semidei... Leggi delle campagne
e i Satiri suoi fratelli, lo piansero OlimpoEra la montagna sulla quale gli dèi avevano la loro sede. È alta tremila metri e fa parte alla catena montuosa che si estende tra la Tessaglia e la Macedonia. Con la sua cima ricoperta di nevi in inverno è nella sua base prosperoso... Leggi a lui sempre caro
e le ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi, e con loro tutti quanti su quei monti
pascolano greggi da lana e armenti con le corna.
Di quella pioggia di lacrime s’intrise la terra fertile,
che in sé madida le accolse, assorbendole nel fondo delle vene;
poi mutatele in acqua, le liberò disperdendole nell’aria.
Da lui prende il nome quel fiume che tra il declinare delle rive
corre rapido verso il mare, Marsia, il più limpido della Frigia. (Ovidio, Metamorfosi VI, 382 ss.)


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