«dal piede nero », figlio di AmitaoneCapostipite degli Amitaonidi, fu padre di melàmpo (famoso indovino) e re d'Argo.... Leggi e nipote di CreteoFiglio di Eolo e di Enarete, fondatore di Iolco (Hom. Od. 11, 235 ss.). In miceneo è presente la forma Ke-re-te-u (PY Ea 59.3). Si tratta forse di una radice pregreca *κρηθ-, presente nel nome di fiume acheo Κρᾶθις (Bosshardt, Die Nomina auf -εύς,... Leggi. Fu il primo mortale cui Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi concesse il dono di trarre profezie dalle viscere di animali, il primo ad esercitare l’arte medica, il primo che in Grecia eresse un tempio a Dioniso Nome del dio del vino e dell'estasi mistica, figlio di Zeus e di Semele (Hes. Theog. 940-42). Attestato in miceneo come teonimo associato con Zeus in tavolette cretesi (Khanià) di-wo-nu-so, dat., e al genitivo a Pilo; cfr. L. Godart e Y. Tzedakis, Les nouveaux... Leggi. Capiva anche il linguaggio degli uccelli; questa proprietà gli era venuta da una nidiata di serpenti che, per sdebitarsi con lui che li aveva salvati dalle mani di un servo, gli avevano leccato gli orecchi. Suo fratello BianteNome del figlio di Amitaone e di Idomene, fratello dell'indovino Melampo; questi rubò per lui i buoi di Filaco, ottenendo cosí da Neleo la mano della bella Però, che cedette al fratello (Hom. Od. 15, 242-56). Si tratta probabilmente di una forma abbreviata di... Leggi era innamorato della loro cugina Pero, ma il padre di lei, NeleoFiglio di Tiro e di Poseidone, fratello di Pelia, padre di Nestore, da Iolco venne a Pilo in Messenia e fondò quel regno (Hom. Il. passim: Hellan. Fr. 125 Fowler, che fornisce l'intera discendenza dal Diluvio di Deucalione a tempo degli Eraclidi). Il nome... Leggi, voleva dargliela soltanto in cambio del bestiame del re Filace. Quel re, era così geloso della sua mandria che non pensava lontanamente a venderla, e la custodiva tanto bene che non c’era nemmeno da pensare a rubarla. Ma più ancora amava suo figlio Ificlo1. Eroe tessalo figlio di Filaco, padre di Podarce 2. e di Protesilao (Apollod. Bibl. 1, 9, 12), collegato ai racconti che riguardano l'indovino Melampo, che lo guarí dall'impotenza. 2. Figlio di Testio, partecipò alla caccia al cinghiale Caledonio (Apollod. 1,8, 3; 1, 9... Leggi, e il suo maggiore cruccio era che il figlio fosse impotente. Allora Melampo si fece promettere da re Filace la famosa mandria contro la guarigione di Ificlo; la cosa gli riuscì tanto bene che Ificlo generò ben presto un figlio, Podarce. Padre e nonno felice, Filace diede a Melampo il bestiame, questi lo passò a Neleo in cambio di Pero che Melampo generosamente cedette a Biante. Così furono contenti tutti; ma la felicità non doveva durare a lungo, perché Pero morì giovane. Ora avvenne che le tre figlie .
LisippeNome di una figlia di Preto, che con le sorelle Ifinoe e Ifianassa fu fatta impazzire da Era o Dioniso, fino all'intervento risolutore dell'indovino taumaturgo Melampo (Apollod. Bibl. 2, 2, 2). Si tratta di un composto del verbo λύω, "sciogliere" e di ἵππος, "cavallo"... Leggi, Ifinoe e IfianassaNome di diverse eroine, fra cui: 1. la figlia del re d'Argo Preto (Apollod. Bibl. 2, 2, 2), andata in sposa a Melampo; 2. una delle figlie di Agamennone (Hom. Il. 9, 145; 287); 3. la moglie di Endimione (Apollod. Bibl. 1, 7, 6).... Leggi .
di Preto, figlio di AbanteFiglio di Ippotoone e di Meganira, per essersi fatto beffe di Cerere, da lui sorpresa a bere con troppa avidità, fu trasformato in lucertola dalla dea infuriata. La stessa leggenda è da Ovidio (Metamorfosi) attribuita a Stelèo. Sono ricordati con lo stesso nome di... Leggi, che assieme ad AcrisioIl nome significa Uomo delle alture era re di Argo. Dalla moglie Euridice (non quella di Orfeo), ebbe una figlia Danae. Seppe però dall'oracolo di Delfi che l'erede gli sarebbe venuto dalla figlia Danae, ma che questi lo avrebbe ucciso. Volendo eludere il Fato... Leggi regnava sull’Argolide, venissero colpite per decreto divino da pazzia. Non si sa di preciso cosa avessero commesso: forse avevano schernito Dioniso, forse avevano suscitato la collera di Era per certi loro amorazzi. Fatto sta che furiose giravano per i monti, comportandosi in modo abominevole e costringendo i viandanti a soddisfare le loro brame. Melampo offrì a re Preto di riportate le sue figliuole alla ragione chiedendo come parcella un terzo del suo regno. Preto, pensando che tre pazze in famiglia fossero sufficienti, non volle mettersi nel mezzo anche lui e respinse la richiesta esorbitante. Melampo non insistette. Ma la pazzia contagiò le altre donne di Argo Argo1) Figlio di Agenore e di Gea. Si diceva che avesse cento occhi che dormivano e vegliavano a turni di cinquanta, era dotato di una forza immane grazie alla quale uccise il satiro che rubava le greggi agli Arcadi e così pure Echidna che... Leggi; molte uccisero i loro bimbi e seguirono le figlie di Preto sui monti. Allora Preto fece sapere a Melampo che aveva ripensato e accettava la proposta. « Maestà », ridacchiò Melampo, « prima si trattava di guarire tre donne, adesso ce ne sono molte di più. Anche facendo uno sconto sulla quantità, voglio ora due terzi del tuo regno: uno per me e uno per mio fratello Biante. Gli affari, sire, sono affari ». A Preto non restò che accettare le condizioni iugulatoríe, e Melampo, messosi subito all’opera, riuscì con mezzi piuttosto sbrigativi a riportare le donne di Argo e le figlie di Preto alla ragione. Preto fu di parola cedendo a Melampo e Biante i due terzi del regno, dando per soprammercato .
fu generosità o risentimento? Lisippe in sposa a Melampo e Ifianassa a Biante.


Crediti

   • Μελάμπους •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Indovino, figlio di Amitaone e d’Idomene, fratello di Biante, originario della Tessaglia o della Messenia, cugino primo di Giasone e Admeto (Schol. ad Apollon. Rhod. Argon. 1, 139-144d). Avendo salvato dalla morte alcuni serpenti, ne riceve il dono di comprendere il linguaggio animale, mentre da Apollo ottiene l’arte profetica (Apollod. Bibl. 1, 9, 11); tuttavia, Pausania racconta che nel santuario a lui dedicato nella città di Aigosthena non era praticata alcuna forma di divinazione (Pausan. 1, 44, 5). Catturato a Filace, in Tessaglia, nel tentativo di rubare le vacche del re Filaco, scampa al crollo della sua cella per aver sentito e compreso i discorsi di due tarli che preannunciavano la caduta del tetto. Guarisce dall’impotenza Ificlo, figlio di Filaco, grazie ai suggerimenti fornitigli da un avvoltoio (cfr. AigypiòsUccello rapace a metà tra l'avvoltoio e l'aquila (Aelian. Nat. an. 2, 46; Hesych. s. v. *αἰγυπιοῖσιν), identificabile con il gypaetus barbatus, ovverosia il Lämmergeier (Thompson, Glossary of Greek Birds, p. 25). Ha un ruolo importante nelle vicende di Melampo, al quale lui solo... Leggi) e ottiene cosí le vacche, che porta allo zio Neleo: in cambio, questi cede a Biante la figlia Però (Hom. Od. 11, 288-297; 15, 228-241; Pherec. Fr. 33 Fowler). Ad Argo risana le figlie del re Preto, fatte impazzire da Era o Dioniso, e le donne della città, in preda a mania dionisiaca. Sposa una delle Pretidi, Ifianassa, e dà vita ad una stirpe di indovini a cui appartiene anche Anfiarao (Apollod. Bibl. 2, 2, 2; Pherec. Fr. 114 Fowler; Hom. Od. 15, 242-255), celebrata nel poema pseudo-esiodeo intitolato Melampodia. Una tradizione risalente a Teofrasto lo indica come scopritore dell’uso terapeutico dell’elleboro nero, che da lui prese il nome di melampodio (Theophr. Hist. Plant. 9, 8, 8; Plin. Nat. hist. 25, 21, 47); secondo Ateneo, invece, sarebbe stato l’inventore della κρᾶσις tra acqua e vino (Deipn. 2, 45d).
Il nome è un semplice composto di μέλας, “nero” e di πούς, “piede” e significa dunque “piede nero”, “colui che ha i piedi neri”. Lo scolio ad Apollon. Rhod. Argon. 1, 121, che cita Dieuchidas (Fr. Gr. Hist. 485 F 9, sec. IV a.C.) racconta che la madre (qui chiamata Dorippe) lo avrebbe adagiato, appena nato, all’ombra, lasciando però i piedi esposti al sole, cosicché gli si annerirono; sembra trattarsi di una spiegazione autoschediastica.


Crediti

   • Μελάμπους •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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