Figlio di Ino Figlia di Cadmo e di Armonia, era sorella di Semele, di Agave e di Autonoe e madre di Atteone. Fu la seconda sposa di Atamante, che per lei abbandonò Nefele, al quale diede Learco e Melicerte. Quando Era fece abbattere sui campi di Beozia... Leggi e Atamante Re di Tebe, separatosi dalla moglie Nefele dalla quale aveva avuto due figli, Frisso ed Elle, sposò Ino che con amare calunnie cercò in tutti i modi di indurre Atamante a sacrificare i figli avuti da Nefele. Avuto sentore di quanto si tramava ai... Leggi, fratello di LearcoUno dei figli di Ino e di Atamante, ucciso dal padre in preda al furore ispiratogli da Era, la quale non aveva perdonato Ino di avere allevato Bacco, che Zeus aveva avuto da uno dei tanti tradimenti.... Leggi. Dopo che il padre impazzito ebbe ucciso il fratello, la madre lo gettò nell’acqua bollente e poi si tuffò in mare col suo cadavere; da allora, divenne un dàimon marino col nome di PalemoneVedi Melicèrte. Anche epiteto di Eracle col significato di lottatore.... Leggi, invocato dai naviganti in difficoltà insieme con la madre; Apollod. Bibl. 3, 4 4. In suo onore, per volontà delle Nereidi Le cinquanta figlie del dio Nereo, Ninfe marine del Mediterraneo, distinte dalle Naiadi, che erano le Ninfe delle acque dolci, e dalle Oceanine, Ninfe dell'Oceano. La più celebre delle Nereidi fu Tetide, madre di Achille. Offese da Cassiopea, le Nereidi furono vendicate da Poseidone... Leggi sarebbero stati istituiti da Sisifo Figlio di Eolo e di Enarete, fondatore della città di Corinto. Divenne famoso per la sua furbizia. Un giorno vide Zeus rapire la ninfa Egina, figlia del dio fluviale Asopo e di Metope. Zeus portò la ninfa nell'isola di Enone e là si unì... Leggi i giochi Istmici a CorintoFiglio di Maratone, eponimo della città di Corinto (Pausan. 2, 1, 1; 3, 10 ss.). Potrebbe derivare da κόρυς, "elmo", con un'infissione nasale davanti alla -θ- (Chantraine, DELG, s. v., ma piú probabilmente è pregreco, come dimostrerebbe il suffisso -νθ- (Van Windekens, Le Pélasgique,... Leggi, Schol. Pind. Hypoth. Isthm. a. Ovidio rese celebre la storia, arricchendola di particolari, nella cultura europea; Metam. 4, 416-564.
Il nome è spiegabile con il greco μέλι-, myc. me-ri “miele”, e il secondo termine si può accostare a κερ-, da κείρω “tagliare”; dunque un plausibile “tagliatore di favi di miele” (E. Maas, Griechen u. Semiten 1903, p. 25). Fu usato come nomignolo (nick-name) del poeta Simonide di Ceo, per la dolcezza del suo canto; Suda, Lex. s. v. Σιμωνίδης. Il primo membro a volte ha funzione verbale, da μέλω, -ομαι, “mi curo di qualcosa”, cfr. Melibea, ma in questo caso sembra da escludere. Assai frequente, anche se appare del tutto immotivato, il tentativo di accostare questo idionimo a quello del dio fenicio Melqart, Mlk-qrt (Carnoy DEMGR, Room, Room’s Class. Dict. s. v.; Astour, Hellenosemitica 1967, pp. 209-210).

Crediti
   •  Μελικέρτης  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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