Eroe attico figlio di Peteo, nipote di Eretteo; rimase sul trono di Atene fino al ritorno di Teseo dagli Inferi, dopodiché si ritirò a Sciro (Hom. Il. 2, 552 ss.; Plut. Vita Thes. 32).
Da collegare probabilmente a μενεαίνω, “desiderare vivamente, essere preso da furore”, a sua volta un derivato da μένος, che indica la passione, l’ardore (Frisk, Gr.Et.Wört. s. v. μένω e Chantraine DELG, s. v. μέμονα). Secondo Perpillou (Les substantifs grecs en -εύς, § 197) si tratta della consueta forma ipocoristica per Μενε-σθένης, “colui che resiste alla forza”, σθένος, o “colui che resiste con forza”, cfr. l’aggettivo μενε-χάρμης e l’antroponimo Μενέχαρμος, “colui che resiste nella battaglia, nella mischia”.

Crediti
   •  Μενεσθεύς  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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