Re di Bromio. Ospitò Sileno Educatore di Bacco, seguì il dio nei suoi viaggi. Figurato come vecchio panciuto cavalcava sempre un asino perché aveva le gambe malferme, era sempre in uno stato di ubriachezza perenne, era sempre a conoscenza delle cose passate e future. I Sileni invece erano degli... Leggi che ubriaco si era addormentato nel suo giardino e poi lo riportò da Bacco BaccoUno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine è alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde... Leggi che per ricompensarlo della sua cortesia gli fece esprimere un desiderio, Mida, scioccamente scelse di poter mutare in oro tutto quello che toccava. Accortosi che rischiava di morire di fame perché anche i cibi e le bevande che cercava di portare alla bocca diventavano d’oro, andò a cercare Bacco e gli chiese di togliergli quel dono troppo scomodo. Bacco divertito gli disse di lavarsi le mani nelle sorgive del fiume Pàttolo e così fatto Mida ritornò alla normalità. Scelto come giudice di una gara musicale fra Pan Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dèi aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il... Leggi e Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi al contrario dell’altro giudice Tmolo, Mida votò per Pan provocando l’ira di Apollo che per punirlo gli fece nascere delle lunghe orecchie di asino. Mida vergognandosi si coprì il capo con un grande cappello frigio per non farsi vedere dal popolo.
Purtroppo anche i re hanno bisogno dei barbieri e così dovette mostrare il suo segreto, imponendo il segreto al suo barbiere. L’uomo non potendo tenere per sé tale notizia scavò un buco nella terra e disse Mida ha le orecchie d'asino, ma in quel luogo crebbero delle canne che ogni qualvolta spirava il vento, svelavano il segreto che il barbiere aveva seppellito nel buco, mettendolo così a conoscenza di tutti.


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 ⋯ Re di Bromio. Ospitò Sileno che ubriaco si era addormentato nel suo giardino e poi lo riportò da Bacco che per ricompensarlo della sua cortesia gli fece esprimere un desiderio, Mida, scioccamente scelse di poter mutare in oro tutto quello che toccava. Accortosi che rischiava di morire di fame perché anche i cibi e le bevande che cercava di portare alla bocca diventavano d’oro, andò a cercare Bacco e gli chiese di togliergli quel dono troppo scomodo.
Bacco divertito gli disse di lavarsi le mani nelle sorgive del fiume Pàttolo e così fatto, Mida ritornò alla normalità. Da allora il fiume divenne ricco di pepite d’oro. Ma l’uomo è destinato a sbagliare e a perseverare nell’errore. Infatti, scelto come giudice di una gara musicale fra Pan e Apollo al contrario del monte Tmolo anche lui giudice di gara, Mida votò per Pan provocando l’ira di Apollo. Il divino musicista per punire Mida, gli fece crescere delle lunghe orecchie di asino. Il re, vergognandosi della sua nuova condizione, si coprì il capo con un grande cappello frigio per non far vedere al popolo le sue mostruose nuove orecchie. Disgraziatamente per lui, anche i re hanno bisogno dei barbieri e così dovette mostrare il suo stato, imponendo però il segreto al suo barbiere. Ovidio ci narra come il segreto di Mida fu svelato al popolo:

Ma il servo, che era solito tagliargli con la lama i capelli troppo lunghi, le vide, e smanioso di divulgare la notizia, non osando rivelare la deformità che aveva scoperto, eppure non riuscendo a tacere, si appartò e, scavata una buca, con un filo di voce, mormorando, riferì alle viscere della terra che razza di orecchie aveva visto al padrone. Poi seppellì il segreto rivelato, coprendo com’era prima il terreno, e occultata quella buca, se ne andò alla chetichella. Ma in quel luogo cominciò a spuntare una fitta macchia di canne tremule, che in capo a un anno fu tutto un rigoglio e tradì il seminatore: agitata dalla brezza, riferiva le parole sepolte, divulgando che orecchie aveva il padrone (Metamorfosi, XI).


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