Figlia di Tantalo Figlio di Zeus e della titanessa Pluto la ricchezza, nacque in Lidia e governò a Sipilo. Sposo di Dione o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope, Niobe e Brotea. Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in Lidia ma anche sulla... Leggi e sposa di Anfione Figlio di Zeus e di Antiope, fratello gemello di Zeto. Nati sul Citerone furono allevati da pastori. Divenuti adulti uccisero Lico re di Tebe che aveva ripudiato la loro madre per sposare Dirce la quale per raggiungere il suo scopo aveva fatto chiudere in... Leggi. Madre di 14 figli, sette femmine e sette maschi. Le furono uccisi tutti da Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi e da ArtemideDea romana delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e della caccia per i greci si chiamava Anrtemide ed era la sorella gemella di Apollo. Aveva molte cose in comune col fratello: le morti improvvise degli uomini erano attribuite ad Apollo, quelle... Leggi per punirla di avere offeso la loro madre, sulla fecondità delle due donne, infatti Latona Figlia di Ceo e di Febe, fu la prima sposa di Zeus che la rese madre di Apollo e di Artemide. Era per gelosia la costringe a sgravarsi dei figli nell'isola di Delo. Per questo motivo Latòna parteggiò per i Troiani nella guerra causata... Leggi aveva avuto solo Apollo e Artemide, mentre Niobe ne aveva avuti 14 e di questo si vantava disprezzando la dea. Dall’eccidio si salvarono solo un maschio e una femmina che in tempo pregarono Latona affinché li perdonasse.


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Niobe1) Figlia di Tantalo e sposa di Anfione. Madre di 14 figli, sette femmine e sette maschi. A quanto pare la sua è stata una famiglia di blasfemi peccatori: il padre di lei, aveva osato imbandire carni umane agli dèi, invece Niobe peccò nei confronti di Leto Figlia di Ceo e di Febe, fu la prima sposa di Zeus che la rese madre di Apollo e di Artemide. Era per gelosia la costringe a sgravarsi dei figli nell'isola di Delo. Per questo motivo Latòna parteggiò per i Troiani nella guerra causata... Leggi, madre di Apollo e di Artemide. Ma vediamo come fu che attirò su di lei la tremenda vendetta divina: Niobe orgogliosa di una prole numerosa, osò interrompere un rito dedicato alla dea, scacciando via dal tempio i fedeli che stavano sacrificando in onore a Leto, dicendo:

Chiedetevi ora se il mio orgoglio non abbia ragione d’essere,
e non permettetevi di preferirmi Latona,
nata da Ceo, un Titano qualunque,
Latona, a cui per sgravarsi
la terra pur vastissima negò a quel tempo il più piccolo luogo.
Né in cielo né in terra né in mare fu accolta la vostra dea;
bandita dal mondo, se ne andava errabonda, finché impietositasi
Delo Una delle più piccole isole delle Cicladi, fatta spuntare dagli abissi del mare dal tridente di Poseidone e rimasta vagante fin quando Latona vi partorì Artemide e Apollo. Prima dell'evento divino l'isoletta si chiamava Asteria e anche Ortigia.... Leggi le disse: “Straniera tu vaghi sulla terra, io Figlia di Inaco, primo re di Argo, amata da Zeus e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che,... Leggi sul mare”,
e le offrì un malfermo approdo. Così divenne madre
di due figli:
un settimo di quelli che ho partorito io!
Sono felice: chi mai potrebbe negarlo? e sempre lo sarò:
anche di ciò chi può dubitarne? L’abbondanzaDivinità allegorica che avrebbe accompagnato nell'esilio Crono, quando Zeus gli tolse il regno e lo bandì dall'Olimpo. Essa non ebbe mai né templi né altari né culto. Negli antichi monumenti, essa è raffigurata da una giovane ninfa piuttosto pingue, il volto acceso di vivi... Leggi mi rassicura.
Troppo grande sono perché la FortunaDea romana del caso e del destino, ma in senso positivo.... Leggi mi possa nuocere:
anche se molto mi togliesse, molto di più dovrebbe lasciarmi.
La mia prosperità allontana i timori. Mettiamo pure
che da questa folla di figli me ne venga sottratto qualcuno:
per quanto spogliata, mai sarò ridotta ad averne solo due,
come Latona. Che differenza c’è fra lei e chi non ha figli?
Via, andatevene da questa cerimonia, e toglietevi il lauro
dai capelli!». (Ovidio, Metamorfosi VI, 146 ss.)

Artemide saetta NiobeDopo essersi così vantata i due divini figli di Leto, sdegnati della sua insolenza, uccisero la sua numerosa prole. Tutte le femmine vennero uccise nel palazzo dalle frecce di Artemide; e tutti i maschi furono uccisi da Apollo mentre erano a caccia sul monte CiteroneCatena montuosa che divide la Beozia dalla Megaride e dall'Attica, sacra a Dioniso e alle Muse. Sulle sue pendici trovarono la morte Penteo e Atteone; Zeus ed Era vi avrebbero consumato il loro matrimonio segreto, anche se altre tradizioni indichino l'isola di Samo o... Leggi.
Dall’eccidio si salvarono solo un maschio e una femmina che in tempo pregarono Leto affinché li perdonasse. Dopo l’eccidio la sfortunata sacrilega lasciò TebeFiglia di Asopo e di Metope e sposa di Zeto che per amore diede il nome della moglie alla città che fino a quel momento era chiamata Cadmea.... Leggi e si rifugiò dal padre per averne conforto ma, in piena crisi di dolore, invocò la pietà divina.
Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi, impietosito, la ascoltò e la mutò in pietra; da allora quella pietra giorno e notteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi versa delle lacrime che alimentano un ruscello che bagna la pianura.
Gli autori antichi davano differenti versioni sia del numero dei figli di Niobe (come ricorda anche Apollodoro), che del luogo della loro uccisione: e in Apollodoro sembra peraltro restare traccia di una certa confusione.
Per la famosa leggenda di Niobe, Omero, IliadePoema epico dell'antica civiltà greca, del sec. VIII a.C. composto da Omero, in 24 canti o libri di complessivi 15.693 esametri in dialetto jonico. Racconta i fatti dell'ultimo mese e mezzo della decennale guerra di Ilio o Troia; il sorgere dell'ira di Achille verso... Leggi XXIV, 602 ss.; Diodoro Siculo 4, 74; Pausania 1, 21, 3; 2,21, 9; 5, 11,2; 8, 2,5-7; Eschilo e Sofocle dedicarono entrambi alla storia di Niobe una tragedia, di cui rimangono alcuni frammenti.
Anche l’arte figurata si ispirò spesso all’uccisione dei Niobidi: di grande importanza il gruppo statuario scoperto sull’Esquilino nel 1583, e ora conservato agli Uffizi, copia romana di un originale di Scopa o di Prassitele.
2) Niobe, figlia di ForoneoFiglio del dio fiume Inaco e della ninfa Melia, fratello di Io, è considerato colui che insegnò l'uso del fuoco agli uomini (Apollod. Bibl. 2, 1, 1); secondo tradizioni argive sarebbe stato il primo uomo, cfr. Acusil. Fr. 23 a Fowler. Secondo Weizsäcker (in... Leggi, era una sorta di madre primordiale, generatrice delle cose viventi; si diceva infatti che da lei e dal suo sposo Ecateo fossero derivati i Satiri e i Cureti.


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1. Figlia di Tantalo, madre di sette figli e sette figlie uccisi da Apollo ed Artemide perché si vantò di essere piú feconda della loro madre Latona (Hom. Il. 24 602 ss.; (il numero può variare, per esempio sei figli e sei figlie); fu trasformata in roccia dagli dèi, e divenne il modello della mater lacrimosa. 2. Un’altra Niobe, meno famosa, figlia del primo uomo Foroneo e della ninfa Teledice, sarebbe stata la prima donna alla quale Zeus si uní, per generare Argo 1 e Pelasgo (Acusil. Arg. Fr. 23 a e 25 Fowler; Apollod. Bibl. 1, 1, 2).
Sauer (Roscher, Myth. Lex. III col. 391) riporta alcune ipotesi sull’etimologia di questo nome: 1. potrebbe derivare da una radice * snu, “nevicare” e significare “regina della neve”; 2. potrebbe corrispondere a νείη, “la ringiovanita”; per questa ipotesi si confronti Room (Room’s Classical Dictionary, p. 215), che propone una (improbabile) derivazione da νεός, “giovane”, pur ammettendo anche un rapporto con “neve”; 3. potrebbe trattarsi di un ipocoristico di Νεοβαία o di Νεοβούλη. Carnoy (DEMGR) ritiene che si tratti di un nome “pelasgico”, derivante da * ni-, “verso il basso” e -ubh, “accovacciarsi”; significherebbe allora “colei che è accovacciata giú”, con riferimento all’aspetto che assunse dopo essere stata trasformata in roccia, ipotesi da rifiutare. Secondo von Kamptz (Homerische Personennamen, pp. 354-55) l’uscita -βη farebbe pensare a una derivazione dall’AsiaNinfa figlia di Oceano e di Teti, diede il suo nome a una delle tre parti del mondo allora conosciuto.... Leggi Minore, e in effetti è possibile che si tratti di un nome non greco.


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