celebre musico e poeta, figlio di Apollo ApolloSenza dubbio dopo Zeus, Apollo è il dio più importante della mitologia greca. Il mito di Apollo è legato a quello di Artemide (sorella gemella di lui) con le differenze sessuali ed ha un carattere parallelo. Latona sedotta da Zeus pellegrinò a lungo sulla... Leggi e di ClioUna delle Muse, presiedeva alla Storia. Avendo rimproverato Afrodite perché innamorata di Adone, la dea per vendicarsi la fece innamorare incestuosamente del proprio padre; dall'unione dei due nacque Giacinto.... Leggi. Suonava in modo talmente dolce la sua cetra che i fiumi si fermavano per ascoltare, le belve si ammansivano e i sassi e gli alberi si commovevano.
Portando con se la sua cetra Orfeo discese negli Inferi per recuperare la dolce Euridice Diversi personaggi ebbero questo nome: 1) Madre di Laomedonte. 2) Madre di Danae. 3) Madre di Alcmena. 4) ninfa della Tracia, moglie di Orfeo. Inseguita un giorno dal pastore Aristeo che ne era invaghito, fu morsa da un serpente e morì. Orfeo discese allora... Leggi. Al suono del suo strumento e del suo canto Caronte Figlio di Erebo e della Notte, traghettava le anime dei defunti attraverso l'Acheronte nel Tartaro. Sulla barca di Caronte potevano salire solo coloro che erano stati seppelliti (a questo proposito è bene leggere il mito di Sisifo) e dovevano pagare un obolo, moneta alla... Leggi lo traghettò, Cerbero Era il cane dalle tre teste che custodiva l'Ade. Egli aveva l'incarico di impedire ai morti di uscire ed ai vivi di entrare. Esiodo lo descrive con 50 teste, ma scrittori posteriori gliene attribuiscono soltanto 2 e, infine, 3, ed è sempre tricipite nelle... Leggi lo lasciò passare, le anime dannate di Tantalo Figlio di Zeus e della titanessa Pluto la ricchezza, nacque in Lidia e governò a Sipilo. Sposo di Dione o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope, Niobe e Brotea. Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in Lidia ma anche sulla... Leggi, Sisifo Figlio di Eolo e di Enarete, fondatore della città di Corinto. Divenne famoso per la sua furbizia. Un giorno vide Zeus rapire la ninfa Egina, figlia del dio fluviale Asopo e di Metope. Zeus portò la ninfa nell'isola di Enone e là si unì... Leggi e Issione Re dei Lapiti, Issione era figlio di Flegias il sacrilego inceneritore di templi, ma anch'egli, quanto a sacrilegi, non gli fu da meno. Cominciò col L'uccidere il suocero facendolo cadere in un pozzo pieno di carboni ardenti al solo scopo di non pagargli i... Leggi non soffrirono più. Negli Inferi, Orfeo col suo canto e col suo suono era riuscito a commuovere i giudici infernali, anime dei morti. Anche Persefone Nei poemi omerici è la terribile moglie di Ade, il re dell'Tartaro, dall'aspetto spaventoso e dal volto simile a quello di Medusa; a lei, regina dei morti, si rivolgono gli uomini perchè le loro imprecazioni abbiano efficacia. Ma in un secondo tempo Persefone venne... Leggi e Plutone, regnanti del tetro paese delle ombre si commossero e acconsentiro che egli riportasse con se Euridice, a condizione che non si voltasse mai a guardarla finché non fosse fuori dagli Inferi. Orfeo con la sposa iniziò così il ritorno al mondo dei vivi, ma per strada non sentendo più i passi della sua amata si voltò a guardare e così Euridice rifattasi ombra si dileguò nell’ultimo saluto di addio al suo sposo.
Orfeo non riuscendo a rassegnarsi rifece i suoi passi indietro, e stavolta a nulla valsero le sue suppliche a Caronte perché lo facesse traghettare. Inutilmente egli aspettò per sette giorni senza toccare cibo sulle rive dell’AcheronteFiume dell'Ade dalle acque amare. Le anime dei morti lo attraversavano sulla barca del demone Caronte senza possibilità di ritorno. Era un figlio di Demetra mutato in fiume per aver dato acqua ai Titani quando fecero guerra a Zeus. (Altro Acheronte era il padre... Leggi. Sconsolato Orfeo si ritirò sul monte Rodope, rinchiuso nel suo dolore. Le Baccanti BaccantiCorteo di donne incoronate di pampini che seguiva il carro di Dioniso durante i suoi errabondi viaggi in Oriente. Con tale nome furono poi indicate le sacerdotesse che celebravano i riti in suo onore. Recavano in mano il tirso, un bastone sormontato da pampini... Leggi cercarono di consolarlo in tutti i modi, facendo a lui profferte amorose e respinte anche quelle, le Baccanti sdegnate lo fecero a pezzi e gettarono le sue membra nel fiume Ebro. La sua testa e la sua cetra continuavano a cantare il suo dolore per la perdita di Euridice. Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi commosse dalla struggente storia, pose la testa di Orfeo in mezzo al cielo, nella costellazione della Lira. Ancora oggi, si diceDea della Giustizia, detta anche Astrea, figlia di Zeus e Temi, fu considerata il principio fondamentale per lo sviluppo di ogni società civile. Era una delle Ore, stanca degli errori degli uomini si trasferì in cielo diventando la costellazione della Vergine.... Leggi che, nelle notti stellate è possibile udire il suo canto d’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi.


Crediti

   • Ὀρφεύς •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Orfeo - ὈρφεύςCelebre musico e poeta, figlio di EagroDivinità fluviale della Tracia; Marito di Calliope e padre di Orfèo e, secondo alcuni miti, anche di Lino e Marsia EBE dea della giovinezza eterna e della forza vitale; secondo Omero, coppiera degli dei, data in sposa a Eracle. Dai Romani fu assimilata alla... Leggi o di Apollo e della Musa Calliope Una delle nove Muse. Presiedeva alla poesia epica e all'elegia. Era rappresentata giovane e bella, coronata d'alloro e nell'atto di scrivere con lo stilo su tavolette cerate, oppure di svolgere un rotolo di pergamena. Il nome significa: dalla bella voce. Figlia di Zeus e... Leggi.
Apollo gli donò la cetra e le Muse I Romani assimimilarono le Muse con le loro antiche divinità locali chiamate Camene e che erano ninfe delle sorgenti e delle acque venerate presso il boschetto di Porta Capena. Figlie di Zeus e di Mnemosine (che significa Memoria). Il sommo dio si unì per... Leggi gli fecero da maestre, per questo suonava in modo talmente dolce la sua cetra che i fiumi si fermavano per ascoltare, le belve si ammansivano, i sassi e gli alberi si commovevano.
Partecipò alla spedizione degli Argonauti Erano i cinquantadue eroi Greci partiti nel lunghissimo ed interminabile viaggio alla conquista del Vello d'oro. Capo supremo della spedizione era Giasone, seguono: Tifi, Ergino, Eufemo, Idmone, Mofo, Acaste, Anfiarao, Admeto, Anfidano, Anfione, Anceo, Argo, Asterione, Asterio, Augia, Bute, Castore, Ceneo, Cefeo, Clito, Echione,... Leggi con la mansione di sacerdote-cantore.
Durante il viaggio, col suo canto melodioso, placò una tempesta e riuscì a superare le malie delle Sirene Figlie del dio fluviale Acheloo e della Musa Calliope. Erano le messaggere di Persefone. Il loro compito era quello di fare entrare le anime dei defunti nell'Ade addolcendogli il passo col loro canto. Erano figurate come uccelli con la testa e il torso di... Leggi, intonando un canto ancor più bello di quello delle maliarde, solo ButeNome di diversi personaggi, fra cui: 1. un figlio di Borea, padre di Ippodamia (Diod. Sic. 4, 70), che cercò di uccidere il fratellastro Licurgo e, scoperto, fuggí dalla Tessaglia a Nasso dove visse di brigantaggio (Diod. Sic. 5, 50); 2. un altro era... Leggi si gettò in mare per raggiungerle.
Stabilitosi in TraciaEroina eponima della Tracia, figlia di Oceano e Partenope. Deriva da θρᾴξ, θρᾳκός, che è un nome di popolo senza etimologia, secondo Chantraine (DELG, s. v. Θρᾴξ). Carnoy (DEMGR) ritiene che si possa trattare di un derivato dell'indoeuropeo *treus, "essere fiorente", dato che nella... Leggi si innamorò e sposò Euridice. Questa inseguita da Aristeo Figlio di Apollo e della ninfa Cirene, fu allevato dalle ninfe che gli insegnarono a coltivare l'olivo, ad allevare le api per il miele e a rapprendere il latte. Educato dal centauro Chirone nell'arte della guerra e della caccia. Egli dedicò la sua vita... Leggi, che voleva violarla, senza avvedersene pestò un serpente velenoso che la morsicò facendola morire.
Deciso a riprendere la sua sposa, portando con se la sua cetra, Orfeo discese negli Inferi per recuperare Euridice. Al suono del suo strumento e del suo canto Caronte lo traghettò, Cerbero lo lasciò passare, le anime dannate di Tantalo, Sisifo e Issione non soffrirono più.
Negli Inferi, Orfeo col suo canto e col suo suono riuscì a commuovere i giudici infernali e le anime dei morti. Anche Persefone e Plutone, regnanti del triste paese delle ombre, si commossero e acconsentirono che egli riportasse con sé Euridice, a condizione che non si voltasse mai a guardarla finché non fosse fuori dagli Inferi. Orfeo con la sposa iniziò così il ritorno al mondo dei vivi, ma per strada non sentendo più i passi della sua amata si voltò a guardare e così Euridice rifattasi ombra si dileguò nell’ultimo saluto di addio al suo sposo.
Orfeo non riuscendo a rassegnarsi rifece i suoi passi indietro, e stavolta a nulla valsero le sue suppliche a Caronte perché lo facesse traghettare. Inutilmente egli aspettò per sette giorni senza toccare cibo sulle rive dell’Acheronte.
Orfeo, Euridice ed ErmesSconsolato, si ritirò sul monte Rodope, rinchiuso nel suo dolore. Le Baccanti cercarono di consolarlo in tutti i modi facendogli anche profferte amorose che lui respinse. Le Baccanti, sdegnate, lo fecero a pezzi e gettarono le sue membra nel fiume Ebro mentre la sua testa e la sua cetra continuavano a cantare il suo dolore per la perdita di Euridice.
Zeus commosso dalla struggente storia, pose la testa di Orfeo in mezzo al cielo, nella costellazione della Lira. Ancora oggi, si dice che nelle notti stellate è possibile udire il suo canto d’amore. Ecco uno dei passi più struggenti delle Georgiche di Virgilio:

…fermo, ormai vicino alla luce,
vinto da amore,
la sua Euridice si voltò incantato a guardare.
Così gettata al vento la fatica,
infranta la legge del tiranno spietato,
tre volte si udì un fragore
nelle paludi dell’Averno.
E lei: “Ahimè, Orfeo,
chi ci ha perduti,
quale follia?
Senza pietà il destino indietro mi richiama
e un sonnoNell'antica mitologia greca, il dio del sonno, figlio dell'Erebo e della Notte.... Leggi vela di morte i miei occhi smarriti.
E ora addio: intorno una notteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi fonda mi assorbe
e a te, non più tua, inerti tendo le mani”.
Disse e d’improvviso svanì nel nulla,
come fumo che si dissolve alla brezza dell’aria,
e non poté vederlo
mentre con la voglia inesausta di parlarle
abbracciava invano le ombre;
ma il nocchiero dell’Orco
non gli permise più
di passare di là dalla palude…
…E le donne dei Cíconi offese da quel rimpianto,
durante le orge notturne dei riti di Bacco BaccoUno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine è alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde... Leggi,
dispersero nei campi le sue membra dilaniate.
Ma anche allora, quando in mezzo ai gorghi
l’Ebro trascinava sull’onda
il capo spiccato dal suo collo d’avorio,
la voce ormai rappresa nella gola
“Euridice” chiamava, mentre l’anima fuggiva,
“o misera Euridice”.
E lungo tutto il fiume
le rive ripetevano “Euridice”…


Crediti

   • Ὀρφεύς •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Celebre cantore figlio di Eagro o di Apollo, il nome della madre è incerto (Apollod. Bibl. 1, 3, 2), probabilmente una delle nove Muse, per lo piú Calliope (Apollod. 1, 3, 2) o anche Polinnia.
Chantraine (DELG) ritiene non esista un’etimologia dimostrabile, tuttavia prende in esame la possibilità che il nome derivi dall’indoeuropeo *orbho-, lat. orbus, riscontrabile nel greco ὀρφανός, “orfano”, dato che Orfeo era stato “privato” della sua sposa. Secondo Carnoy (DEMGR) e Room (Room’s Classical Dictionary, p. 224), invece, sarebbe ricollegabile ad ὄρφνη, “oscurità”, da collegare col fatto che discese nell’oscuro Regno dei Morti.


Crediti

   • Ὀρφεύς •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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