1. Figlio di Cercafo, padre di Amintore, nonno di Fenice; eponimo della città di Ormenio in Tessaglia, Il. 2, 734, che avrebbe fondato; Hom. Il. 9, 448 ed Eustath. Comm. ad l.; 10, 266 (patronimico). Sulla dubbia collocazione geografica della città, da cui Fenice1. Nome di uno dei figli di Agenore, eponimo dei Fenici (Apollod. Bibl. 3, 1, 1); 2. altro personaggio con questo nome è un compagno di Achille, figlio di Amintore, re d'Eleone in Beozia (Apollod. Bibl. 3, 13, 8); cacciato dal padre, si rifugiò... Leggi proveniva, cfr. Kirk, Comm. ad Iliad, vol. 1, p. 234. 2. Uno dei guerrieri troiani uccisi da Teucro1. Nome di un Troiano, figlio del dio-fiume Scamandro (Apollod. Bibl. 3, 12, 1, 139). 2. Figlio di Telamone, fratellastro di Aiace (Hom. Il. 6, 31; 8, 283 e passim). Chantraine (DELG, s. v. τεύθριον) ritiene l'etimologia di questo nome oscura. Blümel ("Indog. Forsch."... Leggi 1. a colpi di arco, Hom. Il. 8, 274. 3. Altro guerriero troiano ucciso da Polipete1. Un figlio di Apollo e di Ftia, fratello di Doro e di Laodoco, ucciso da Etolo nella Curetide, regione che prederà da quest'ultimo il nome di Etolia; (Apollod. Bibl. 1, 7, 7); 2. il figlio di Piritoo e Ippodamia, della stirpe dei Lapiti,... Leggi, Hom. Il. 12, 187. Si trova anche come patronimico di Ctesio, padre di Eumeo Figlio d'un principe di Siria o di Sciro, fu preso giovane dai corsari e venduto a Laerte. Questi lo impiegò nella custodia dei suoi greggi e in particolare come porcaro. Fu nella sua umile magione che Ulisse, reduce da Troia andò ad abitare e... Leggi, Hom. Od. 15, 413-414, re dell’isola di Siríe. In Apollod. Ep. 7, 29 il nome O. compare nel catalogo che elenca un’ottantina di pretendenti di Penelope Originaria di Sparta, era la moglie di Ulisse di cui per venti anni (dieci di guerra e dieci per il ritorno) attese il ritorno. Assediata da una schiera di pretendenti, seppe tenerli astutamente a bada con la scusa di voler prima terminare di tessere... Leggi.
Formazione participiale atematica da un aor. ὤρτο, cfr. ὄρνυ-μαι, significa “colui che si slancia” (in battaglia), “l’impetuoso”; cfr. von Kamptz, Hom. Personennamen p. 154, Snell, L.fr.E. s. v. (V. Langholf). Difficile trovare un rapporto con il miceneo o-ro-me-no, (cfr. PY Ae 27, etc.), interpretato come forma verbale, “facente guardia”, da un ὄρομαι (Hom. Od. 14, 104, Hesych. Lex. 1285, ὄρονται· ἐφορμῶσιν. ἐπακολουθοῦσιν), non come nome proprio.

Crediti
   •  Ὄρμενος  •
 • cfr. pagina web: DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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