Fu la prima donna creata da Efesto EfestoDio del fuoco e fabbro della mitologia greca, era l'equivalente del dio Vulcano dei Romani. Siccome Zeus aveva generato Atena senza partecipazione femminile, facendola nascere dalla sua testa, Era ingelosita volle fare altrettanto e così senza avere contatto con uomo, generò Efèsto, ma nacque... Leggi per ordine di Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi che volendo punire gli uomini per avere ricevuto da Prometeo Titano figlio di Giapeto e di Climene figlia di Oceano. In origine era solamente un Titano intelligente che riuscì ad ingannare Zeus, ma successivamente fu trasformato nel creatore e salvatore del genere umano mentre Zeus appare come un crudele tiranno. Quando i Titani sfidarono... Leggi il fuoco sacro. Gli dèi si misero all’opera e crearono la donna che Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi chiamò Pandòra, gli diedero un vaso chiuso e la mandarono come dono a Epimeteo EpimeteoDella generazione dei Titani, era fratello di Atlante e di Prometeo, sua esatto opposto. Ebbe da Ermes l'insidioso dono di Zeus e accolse Pandora, fonte di tutti i mali dell'umanità.... Leggi fratello di Prometeo. Pandòra aveva avuto l’ordine di non aprire mai il vaso ma la curiosità di vedere cosa c’era dentro era così grande che la donna aprì il vaso facendo così uscire tutti i mali, soltanto ElpisLa speranza, era uno dei doni contenuti nel vaso di Pandora e fu l'unico a rimanervi dentro.... Leggi la Speranza restò dentro perché Pandora riuscì a mettere nuovamente il coperchio sul vaso.


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Lefebvre ⋯ PandoraQuando Prometeo rubò il fuoco sacro, Zeus volle punire anche gli uomini e così attuò una nuova crudele vendetta, creando Pandora, la prima donna:

O figlio di Iapeto, tu che fra tutti nutri i pensieri più accorti, tu godi del fuoco rubato e di avermi ingannato, ma a te un gran male verrà, e anche agli uomini futuri: io a loro, in cambio del fuoco, darò un male, e di quello tutti nel cuore si compiaceranno, il loro male circondando d’amore. (Esiodo, Opere e giorni 42 ss.).

Gli dèi si misero all’opera e crearono la donna che Ermes chiamò Pandora, gli diedero un vaso chiuso e la mandarono come dono a Epimeteo fratello di Prometeo. Pandora aveva avuto l’ordine di non aprire mai il vaso ma la curiosità di vedere cosa c’era dentro era così grande che la donna aprì il vaso facendo così uscire tutti i mali, soltanto Elpis la Speranza restò dentro perché Pandora riuscì a mettere nuovamente il coperchio sul vaso. Ma leggiamo dalla penna di Esiodo come fu che Pandora aprì il vaso:

Ma la donna, levando con la sua mano dall’orcio il grande coperchio, li disperse, e agli uomini procurò i mali che causano pianto. Solo Speranza, come in una casa indistruttibile, dentro all’orcio rimase, senza passare la bocca, né fuori volò, perché prima aveva rimesso il coperchio dell’orcio per volere di Zeus egioco che aduna le nubi. E infinite tristezze vagano fra gli uomini e piena è la terra di mali, pieno n’è il mare; i morbi fra gli uomini, alcuni di giorno, altri di notte da soli si aggirano, ai mortali mali portando, in silenzio, perché della voce li privò il saggio Zeus. Così non è possibile ingannare la mente di Zeus (Esiodo, Opere e giorni 42 ss.) anche Apollodoro (“Biblioteca” 57 -5 8).


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È la prima donna, creata da Efesto con acqua e fango, offerta da Zeus a Epimeteo, sarà un malanno per gli uomini. Apre il vaso (una grande giara, πίθος, cfr. Hes. Op. 94) che contiene tutti i mali e li sparge per il mondo; viene offerta in moglie da Zeus, come punizione futura per l’umanità intera, al Titano Epimeteo come vendetta per l’inganno di Prometeo (Hes. Th. 570 ss. e Op. 59-89).
Il nome è un composto di πᾶς, “tutto” e δῶρον, “dono”, ed ha un valore di possessivo (cfr. PanaceaDea che lenisce e risana da tutti i mali, figlia di Asclepio e della ninfa Epione. Anche questa dea faceva parte del culto del padre assieme alla sorellastra Igea. Figlia di Asclepio e Lampezia 2., sorella di Iaso; dea della guarigione attraverso le piante... Leggi); significa quindi “colei che ha tutti i doni” da parte degli dei. In Hes. Op. 81-82 si propone un’etimologia popolare leggermente diversa: “perché tutti gli dei le fecero un dono”, (cfr. Etym. Magn. s. v.). Piú difficile da accettare l’interpretazione verbale del secondo componente, e intendere “colei che tutto dona”, senso che non si adatta tra l’altro al contesto narrativo. Tale è invece in ogni caso il senso proprio dell’aggettivo πάνδωρος, detto di Gaia (Aristoph. Av. 971 e Schol. ad l.), di Zeus (Cleanth. Hymn. in Jov. 32) e del Destino, Αἶσα (Bacchyl. Fr. 24, 5 Sn.-M.). Una Pandora figlia di Deucalione e Pirra, che generò Graico, eponimo dei “Greci”, da Zeus, sembra essere la nipote della Pandora originaria (cfr. Hesiod. Fr. 5, 3, = Johann. Lyd. de Mens. 1, 3). È attestato anche il maschile Pandoro (Πάνδωρος); si tratta del figlio di Eretteo e Prassitea, fondatore della città di Calcide in Eubea (Apollod. Bibl. 3, 15, 1).


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