Originaria di Sparta, era la moglie di Ulisse di cui per venti anni (dieci di guerra e dieci per il ritorno) attese il ritorno. Assediata da una schiera di pretendenti, seppe tenerli astutamente a bada con la scusa di voler prima terminare di tessere il sudario per il suocero Laerte1. Nome del padre di Odisseo (Hom. Od. 1, 430 e passim). 2. Re d'Itaca, sposo di Anticlea e padre di Ulisse (Odisseo) al quale cedette il trono e si ritirò a vivere in campagna. Durante la lunga assenza del figlio visse in solitudine,... Leggi. La tela richiese un lavoro infinito, perché Penelope, nella segreta speranza che intanto il marito facesse ritorno a ItacaPiccola isola greca del mare Ionio, al largo della costa epirota. Ne era signore Ulisse che vi tornò dopo un viaggio di dieci anno seguito alla distruzione di Troia.... Leggi, di giorno tesseva e di notteDea del fenomeno naturale notte. Per gli Orfici era la dea primigenia che fecondata dal vento, depose l'uovo d'argento dal quale nacque Eros. Per Esiodo la Notte è figlia di Gea e del Caos. Unitasi incestuosamente al fratello Erebo generò: Etere, Thanatos, il Sonno... Leggi disfaceva il lavoro della giornata. Vuoi leggere la sua tenerissima lettera d’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi che Ovidio le fa inviare al suo amato Ulisse Il vero nome di questo eroe era Odisseo, nome dal significato formidabile datogli dal nonno. Ulisse che significa Lo zoppo in riferimento alla ferita riportata alla coscia in una battuta di caccia, fu l'epiteto che i romani preferirono usare per questo personaggio. Figlio di... Leggi? Si?! E allora clicca qui.


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Ulisse e PenelopeFiglia di Icario e della Naiade Peribea. Originaria di Sparta, fu la moglie di Ulisse di cui per venti anni (dieci di guerra e dieci per il ritorno) attese il ritorno.
Assediata da una schiera di pretendenti, seppe tenerli astutamente a bada con la scusa di voler prima terminare di tessere il sudario per il suocero Laerte.
La tela richiese un lavoro infinito, perché Penelope, nella segreta speranza che intanto il marito facesse ritorno a Itaca, di giorno tesseva e di notte disfaceva il lavoro della giornata.
La fedeltà e la moderatezza di Penelope ci viene ulteriormente confermata anche dagli avvenimenti del giorno in cui sposò Ulisse: Icario Contadino a cui Bacco per ricompensarlo dell'ospitalità avuta gli regala del vino e gl'insegna la viticoltura. Icario fa assaggiare il vino allora sconosciuto ad altri contadini che scambiando la sbronza per avvelenamento, uccidono il povero Icario. L'ombra di Icario appare in sogno alla figlia... Leggi dopo avere dato in sposa la figlia Penelope a Ulisse, gli chiese di non tornare nella pietrosa Itaca, ma di abitare a SpartaFiglia di Eurota e di Cleta, eponima della città capitale della Laconia (Pausan. 3, 1, 2). Frisk (Gr. Et. Wört.) e Chantraine (DELG), ritenendo l'etimologia del toponimo oscura, riportano alcune ipotesi, come il confronto col verbo greco σπείρω, "seminare" e col nome di pianta... Leggi con lui, dove in seguito avrebbe potuto regnare.
Ulisse dopo avere rifiutato l’offerta, caricò la sposa sul carro e si avviò verso la sua patria, Icario col cuore affranto si mise a seguire i due sposi pregando la figlia di tornare indietro.
A un certo punto Ulisse piuttosto innervosito fermò il carro e disse alla moglie di scegliere tra il padre e lo sposo: Penelope senza rispondere, abbassò il velo matrimoniale sul volto e con quel silenzioso atto dimostrò il possesso matrimoniale del marito.
Il mito più diffuso la vuole come madre affettuosa e moglie fedele, ma alcuni miti (le solite malelingue) narrano che: Penelope tradì Ulisse col dio Ermes e che unitasi a lui generò il dio Pan (Cicerone, La natura degli dèi).
In un’altra versione del mito, Penelope si era unita con tutti i pretendenti generando un bambino mostruoso a cui diedero il nome Pan (Tutto) e Ulisse al suo ritorno, disgustato dalla mostruosità riprese il suo peregrinare.


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Figlia di Icario e Peribea 4., di stirpe spartana, moglie di Odisseo che la conquistò in una gara di corsa a piedi, madre di Telemaco; scelse di sua iniziativa di seguire l’eroe a Itaca, mentre il padre voleva che gli sposi rimanessero in Laconia (Pausan. 3, 20, 10). Ha un ruolo fondamentale all’inizio e alla fine dell’Odissea, passim. In Hom. Od. 19, 535-558 è protagonista di uno dei piú celebri sogniSono i figli di Sonno, essi sono: Morfèo, Fobètore e Fantàso.... Leggi dell’antichità, quello dell’aquila e delle oche.
Il nome deriva da πηνέλοψ, un uccello acquatico (cfr. D’Arcy-Thompson, A Glossary of Greek Birds, pp. 248-249), sorta di anitra variopinta, forse la Mandarine duck, Aix galericulata. Come ricorda Chantraine (DELG, s. v. Πηνελόπεια) spesso nel greco antico i nomi di uccelli sono serviti a denominare le donne, e non è necessario pensare che si tratti di un’antica divinità che si manifestava in forma di uccello. In Schol. ad Hom. Od. 1, 65, 27-38 (dove si cita Didimo) si sarebbe chiamata prima Ἀμειράκη o Ἀρνακία; quando fu gettata in mare da Nauplio (o dai suoi genitori, cfr. Schol. ad Lycophr. Alex. 792) poiché fu salvata da questi uccelli, prese il nome di Penelope. Secondo von Kamptz (Homerische Personennamen, p. 70) potrebbe derivare dal verbo *ἐλόπτω, col significato dell’analogo ὀλόπτω, “strappare” e significherebbe “colei che stappa, rompe il filo (della tela)“, ma ciò costringerebbe a pensare che il nome sia successivo al racconto mitico. Altre simili etimologie basate sul filo della sua celebre tela abbondano già nell’antichità, cfr. Schol. ad Hom. Od. 1, 65, 27-38, cit.


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