1) Fratello cattivo di Didone DIDONE o Elissa o Elisa, figlia del re Mutto di Tiro, che divenne regina e sposò lo zio Sicheo. Avendole suo fratello Pigmalione ucciso il marito e iniziato una persecuzione contro di lei, si rifugiò in Africa ove fondò la città fenicia che prese... Leggi.
2) Re di Cipro che sdegnato dalla lascivia delle donne, risolse il problema scolpendo una statua di marmo o d’avorio, ma stranamente se ne innamora e rivolgendo le sue insistenti preghiere ad Afrodite AfroditeDea greca dell'amore, i romani la identificarono in Venere. In occidente il culto della dea ebbe il suo maggior centro in Sicilia ad Erice dove esisteva un tempio dedicato a Tanit. Si praticavano riti di fecondità e la prostituzione sacra. Dalla Sicilia il culto... Leggi, la dea muta la statua in donna vivente. Pigmalione la chiamò Galatea 1) Ninfa che per amore di Aci tradì Polifemo. Col ciclope generò Galato. 2) Statua scolpita da Pigmalione e a seguito delle sue preghiere fu da Afrodite mutata in donna vera.... Leggi e con lei generò PafoEroe eponimo della città di Pafo a Cipro, si dice fosse figlio di Pigmalione e di Galatea (la donna che prima era stata una statua mutata in donna da Afrodite). …e Pafo, porto inghirlandato dei teneri Amori, approdo di Afrodite quando emerse dalle acque,... Leggi, Metarme e CiniraSacerdote di Afrodite, dalla quale ebbe una figlia, Mirra che amò incestuosamente il padre. Altro Ciniro era anche un re di Cipro ed aveva cinquanta figlie che Zeus mutò in Alcioni.... Leggi.


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Pigmalione e Galatea (Gerome)1) Fratello cattivo di Didone.
2) Re di Cipro che sdegnato dalla lascivia delle donne, risolse il problema scolpendo una statua d’avorio, ma stranamente si innamorò della sua opera.

Il suo amore nei confronti della statua era tale che in occasione della festa ad Afrodite, gli si rivolge così: “O dèi, se è vero che tutto potete concedere, vorrei in moglie” (non osò dire: la fanciulla d’avorio) “una donna uguale alla mia d’avorio. Afrodite ascoltata la sua preghiera, tramutò la statua in donna vivente. Pigmalione la chiamò Galatea per il colore latteo della sua pelle. Con essa generò Pafo, Metarme e Cinira.


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1. re di Tiro che uccise per avidità il marito di sua sorella Elissa-Didone (Δειδὼ, detta dai Fenici Θειοσσώ), secondo Timeo (FGrHist 566 F82, = Anon. de mulier. 6 p. 215 West). Celebre la versione poetica che ne darà Virgilio (Aen. 1, 343-364 e passim); 2. re di Cipro, anche lui di origine fenicia (Porphyr., De abst. 4, 15, 1), che s’innamorò di una statua d’avorio raffigurante Afrodite e si comportava con lei come fosse una donna vera (Clem. Alex. Protr. 4, 57, 3). In Ovidio (Metam. 10, 243-299) scolpí lui stesso la statua femminile e ottenne da Venere che diventasse animata; dalla loro unione nacque Pafo, nonno di MirraFiglia di Cinira re di Cipro, nutrì un amore incestuoso (ispiratole da Afrodite) per il padre, il quale tentò poi di ucciderla, ma ella fuggì nei deserti d'Arabia, dove divenne madre di Adone e fu tormentata dal rimorso. Gli dei, mossi a pietà, la... Leggi.
Due le ipotesi etimologiche principali. Chantraine, DELG, s. v. πύξ, seguendo Ruijgh, Élément achéen, p. 136, ipotizza l’origine fenicia del nome, dimostrata con motivazioni convincenti da Hüsig (in Roscher, Myth. Lex. III col. 3318). Una seconda ipotesi, accolta da Gauly, Der Neue Pauly 10, 2001, s. v. Pygmalion, riconduce il nome a πυγμή, “pugno” (cfr. J.-L. Perpillou, Pygmalion et Karpalion, in J.-P. Olivier (éd.), Mykenika 1992, pp. 527-532); cosí Carnoy, (DEMGR s. v.) lo ritiene una forma familiare per πυγμάχος, “che combatte con i pugni”. Il legame di P. con l’isola di Cipro, presente già in Ellanico, FGrHist Fr. 57 (= 57 Fowler, da Steph. Byz. s. v. Καρπασία), secondo il quale sarebbe il fondatore della città di Carpasia, rende assai probabile l’origine fenicia del nome.


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