Geni dei boschi, delle acque e dei monti. Con le ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi e le Baccanti BaccantiCorteo di donne incoronate di pampini che seguiva il carro di Dioniso durante i suoi errabondi viaggi in Oriente. Con tale nome furono poi indicate le sacerdotesse che celebravano i riti in suo onore. Recavano in mano il tirso, un bastone sormontato da pampini... Leggi partecipavano alle feste di Bacco BaccoUno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine è alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde... Leggi, figurati con gambe caprine, due corna in fronte e una coda tra la caprigna e l’equina.


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   • Σάτυρος •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Satiro con NinfeDiscendenti di Ecateo e di Niobe (figlia di ForoneoFiglio del dio fiume Inaco e della ninfa Melia, fratello di Io, è considerato colui che insegnò l'uso del fuoco agli uomini (Apollod. Bibl. 2, 1, 1); secondo tradizioni argive sarebbe stato il primo uomo, cfr. Acusil. Fr. 23 a Fowler. Secondo Weizsäcker (in... Leggi, non è quella dei 14 figli), erano Geni dei boschi, delle acque e dei monti.
Con le ninfe e le Baccanti partecipavano alle feste orgiastiche di Dioniso Nome del dio del vino e dell'estasi mistica, figlio di Zeus e di Semele (Hes. Theog. 940-42). Attestato in miceneo come teonimo associato con Zeus in tavolette cretesi (Khanià) di-wo-nu-so, dat., e al genitivo a Pilo; cfr. L. Godart e Y. Tzedakis, Les nouveaux... Leggi, dal grande appetito sessuale, figurati con gambe caprine, due corna in fronte e una coda tra la caprina e l’equina.


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SatiressaEssere mitico che appartiene al seguito di Dioniso e che presenta l’aspetto di un capro.
L’etimologia non è sicura, ma si possono fare alcune ipotesi.
1) Per σα- si può presupporre un *σν-, forma debole di un sostantivo derivato dalla radice τυ-, “gonfiare, essere turgido”, *tuen-, nom. sing. *tuen *shn . La parte finale del nome sarebbe rapportabile a τύλος, “callosità, pene”, quindi σα-τυρος sarebbe stato originariamente traducibile con cui membrum turget. Questa ipotesi è sostenuta da F. Solmsen (“Indog. Forsch.” 30, 1912, pp. 36 ss.) e da Carnoy (DEMGR).
2) Derivazione dall’indoeuropeo *se-, “seminare”, quindi σάτυρος significherebbe “il seminatore” e sarebbe identificabile con il latino sator, come afferma K. Kerényi (“Stud. Mat. St. Rel.” 9, 1933, pp. 151 ss.); questi ipotizza anche una derivazione dall’indoeuropeo *sa-, “appagare” (cfr. greco ἄδην e ἆσαι), quindi “colui che è pieno”, identificabile col latino satur.
3) Derivazione dall’indoeuropeo *ghaido-, “caprone, capra”, latino haedus, sostenuta da W. Merlingen (Das “Vorgriechische” und die sprachwissenschaftlich- vorhistorischen Grundlagen, p. 19).


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 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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