Le due rupi poste tra l’Italia peninsulare e la Sicilia, affacciate sullo stretto di Messina, note fin dall’antichità per in pericolo che rappresentavano per la navigazione e ritenute sede di due terribili mostri chiamati con quei nomi. Scilla, sulla rupe posta in prossimità di Reggio Calabria, aveva dodici piedi e sei lunghi colli sormontati da altrettante teste; in ognuna delle sei bocche aveva tre file di denti e latrava come un cane. CariddiFiglia di Posidone e di Gea. Mostro rapace, rubò a Eracle una mandria di buoi e Zeus la punì fulminandola e facendola cadere nel Mediterraneo, di fronte a Scilla ; qui rimase sotto forma di grande scoglio, pericoloso per i naviganti. Omero immaginò che... Leggi, sulla costa siciliana, stava appostata invisibile sotto un alto albero di fico e tre volte al giorno inghiottiva le acque dello stretto, rivomitandole successivamente in mare.


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Ulisse di fronte a Scilla e Cariddi1) Scilla e Cariddi, le due rupi poste tra l’Italia peninsulare e la Sicilia, affacciate sullo stretto di Messina, note fin dall’antichità per il pericolo che rappresentavano per la navigazione e ritenute sede di due terribili mostri chiamati con quei nomi.
Scilla viveva sulla rupe posta in prossimità di Reggio Calabria, figlia di Crateide e Trieno, oppure di ForcoDio marino figlio di Ponto e di Gea. Sposò la sorella Cheto ed ebbe per figli: Le Graie, le Gorgoni, e il serpente Ladone. (Una bella famigliola) FTIA Apollo la rese madre di Doro GALASSAURA Una delle NinfeOceanine... Leggi e di Ecate Divinità infernale originaria dell'Asia Minore, venerata poi in Grecia in un culto trinitario con Artemide e con Demetra. Secondo Esiodo (Teogonia 411-452), figlia di Perse e Asteria (nel resto della tradizione poetica la dea è considerata figlia di Zeus, o del Tartaro, o di... Leggi.
Si diceDea della Giustizia, detta anche Astrea, figlia di Zeus e Temi, fu considerata il principio fondamentale per lo sviluppo di ogni società civile. Era una delle Ore, stanca degli errori degli uomini si trasferì in cielo diventando la costellazione della Vergine.... Leggi che prima era una ragazza bellissima; innamoratasi di Glauco Figlio di un pescatore della Beozia, un giorno vide che i pesci da lui presi se posati su una certa erba riprendevano, la vita e il movimento. Allora provò a mangiarla e si ritrovò trasformato in divinità marina. Amava Scilla e per farla sua... Leggi fu mutata, per gelosia, da Circe CirceFamosa maga che abitava l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata nell'Odissea. Ulisse scampato alla tempesta approdò nell'isola della maga. Quando i suoi uomini andarono ad ispezionare l'isola incontrarono la maga che diede loro del cibo stregato che li tramutò in porci. Solo... Leggi in un essere mostruoso.
Aveva, infatti, il volto e il petto di donna ma ai fianchi aveva dodici piedi e sei lunghi colli sormontati da altrettante teste di cane; in ognuna delle sei bocche aveva tre file di denti e latrava.
Cariddi era figlia di Poseidone Figlio di Crono e di Gea, fratello di Zeus e di Ade. A lui toccò la signoria del mare, comprese le coste e le isole ed essendo la terra territorio franco non disdegnava prendere qualche proprietà. Abitava in un palazzo in fondo agli abissi... Leggi e di Gea Dea primigenia della Terra, nata dal Caos, generò da sola Urano e il Ponto. Veniva venerata come divinità della terra e dei morti, considerato che i morti ritornano alla terra. Era raffigurata a mezza figura uscente dal suolo.... Leggi, era un mostro voracissimo; per avere rapito una mandria a Eracle EracleZeus incapricciatosi di Alcmena, prende le sembianze del marito di lei, Anfitrione. Zeus passa con la donna un giorno e una notte d'amore, notte che in effetti era durata tre giorni poiché Zeus aveva ordinato al sole di riposarsi per tre giorni. Intanto fatto... Leggi, Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi la punì fulminandola e facendola cadere sulla costa siciliana di fronte a Scilla.
Stava appostata invisibile sotto un alto albero di fico e tre volte al giorno inghiottiva le acque dello stretto e dopo le rivomitava in mare.
2) Altra Scilla, era figlia di re Niso Diverse le versioni di questo mito, noi ci limitiamo a una sola per non incorrere in confusioni difficili da districare. Re di Megara e figlio di Pandione. Sulla testa aveva un capello d'oro; un oracolo aveva predetto che se fosse stato tagliato, il re... Leggi, del quale ne causò la morte.


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Mostro marino maligno che abita la roccia di fronte a Cariddi, dai cui inguini spuntano le fauci di sei cani feroci (Hom. Il. 12, passim; 23, 328).
Chantraine (DELG, s. v. σκύλαξ) pensa che il nome appartenga alla famiglia di σκύλαξ, “giovane cane, cucciolo”, ma è opinione avversata da Carnoy (DEMGR), che la giudica un’etimologia popolare. Anche J. Schmidt (REPW III A-1, col. 658) non è d’accordo: in Hom. Od. 12, 86 ss., la voce di Scilla è paragonata a quella di un cagnolino, ma già Aristarco (Schol. ad Hom. Od. 12, 86) aveva trovato ciò inadatto ed eliminato i vv. 86-88. In effetti, dato l’aspetto del mostro, è debole il paragone con un cucciolo. Secondo lo stesso Schmidt più persuasiva è la derivazione da σκύλλειν, “vessare, strappare, scompigliare”, accettata anche da Frisk (Gr. Et. Wört., s. v. σκύλαξ). Non è da escludere neppure una connessione con σκυλεύω, “spogliare, depredare”. Carnoy (DEMGR) ipotizza che originariamente fosse la roccia a chiamarsi Scilla a causa della sua forma, con derivazione dall’ indoeuropeo *sqel, “incurvato”.


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