Educatore di Bacco BaccoUno dei tanti nomi per indicare il dio Dioniso. Gli erano sacre le foreste e le vallate dove viveva freneticamente. Fu dio della forza fecondatrice della natura, venerato dalle donne. La sua origine è alquanto complessa, quindi ci limitiamo a queste brevi righe onde... Leggi, seguì il dio nei suoi viaggi. Figurato come vecchio panciuto cavalcava sempre un asino perché aveva le gambe malferme, era sempre in uno stato di ubriachezza perenne, era sempre a conoscenza delle cose passate e future. I Sileni invece erano degli esseri simili ai Satiri ma a differenza di questi avevano i tratti equini, le orecchie aguzze, zoccoli e coda di cavallo e per il resto erano umani, anche essi se la intendevano con le Ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi.


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   • Σιληνός •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Sileno1) Σῑληνός, figlio di Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi e di una ninfa, fu educatore e compagno di Dioniso Nome del dio del vino e dell'estasi mistica, figlio di Zeus e di Semele (Hes. Theog. 940-42). Attestato in miceneo come teonimo associato con Zeus in tavolette cretesi (Khanià) di-wo-nu-so, dat., e al genitivo a Pilo; cfr. L. Godart e Y. Tzedakis, Les nouveaux... Leggi, seguì il dio nei suoi viaggi. Figurato come vecchio calvo panciuto, con il naso camuso e grosse labbra, sempre a cavallo di un asino perché aveva le gambe malferme, e in uno stato di ubriachezza perenne, era a conoscenza delle cose passate e future e dotato di grande saggezza tanto che spesso veniva paragonato a Socrate. Se veniva catturato, Sileno Satiro, famoso suonatore di flauto che a quanto pare suonava lo stesso flauto inventato da Atena e che la dea buttò via quando si accorse che suonandolo gli venivano le guance gonfie e modo grottesco. Marsia suonava così bene che tutti dicevano che neanche... Leggi svelava importanti segreti e raccontava fantasticherie.
2) Σιληνοί, i Sileni invece erano demoni boschi, erano esseri molto simili ai Satiri ma a differenza di questi avevano coda e zampe equine, le orecchie aguzze, mentre per il resto erano umani; anch’ essi, come i Satiri, avevano un grande appetito sessuale e se la intendevano con le Ninfe. Associati al culto di Dioniso.


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   • Σιληνός •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Nome dei Satiri divenuti vecchi e anche nome di colui che avrebbe allevato Dioniso.
Chantraine (DELG) sostiene che l’etimologia sia sconosciuta. Sono state fatte, d’altra parte, diverse ipotesi: 1) Confronto con la parola tracia per vino ζίλαι, ζεῖλα, ζέλα: significherebbe quindi “demone del vino”, come ipotizza P. Kretschmer (“Glotta” 2, 1909, p. 398 ss.; 4, 1912, p. 351 ss.). Ciò sarebbe confermato da una delle saghe più antiche, quella della prigionia presso il re Mida, che pone Sileno nell’ambito della leggenda traco-frigia ed in relazione col vino. Inoltre l’uscita -ανος (ionico -ηνος) era diffusa nell’Asia Minore nordoccidentale (Λαμψακηνός, Κυζικηνός) ed anche in Tracia (Σηλυμβριανός). Anche Carnoy (DEMGR) è a favore di questa interpretazione. 2) O. Lagercrantz (“Zur Herkunft des Wortes Silen”, Sertum philologicum C. F. Johansson oblatum, Goteborg 1910, pp. 117-21) fa derivare Σιλανός dalla lingua traco-frigia, ma non da ζιλας, “vino”, bensì da σιλ-, corrispondente al greco κήλων, “stallone di razza” Kretschmer (op. cit.) contesta questa interpretazione, perché non c’è nessuna garanzia dell’esistenza di una tale parola in traco-frigio, mentre ζιλας è effettivamente attestata. 3) Chantraine (DELG) ipotizza una derivazione da σίλλοςNome di uno dei due Cercopi, briganti della Beozia (Pausan. 2, 18, 8). 1) Potrebbe derivare da σίλλος, "invettiva, beffa" (cfr. Sileno) e significare quindi "canzonatore" (Chantraine, DELG, s v. σίλλος). 2) Kretschmer ("Glotta" 4, 1912, pp. 351 ss.) lo fa derivare da Σιληνός... Leggi, “invettiva, beffa”, senza geminazione della -λ; questa spiegazione si concilierebbe, almeno parzialmente, con l’immagine che abbiamo del Sileno.


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 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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