Figlie del dio fluviale AchelooFiglio dell'Oceano e di Teti, contese ad Eracle l'amore di Deianira, figlia di Eneo, re degli Etoli. Si accese fra i due contendenti una lotta furiosa nella quale Acheloo fece ricorso ad innumerevoli trasformazioni: in fiume, in serpente, in toro senza riuscire a liberarsi... Leggi e della Musa Calliope Una delle nove Muse. Presiedeva alla poesia epica e all'elegia. Era rappresentata giovane e bella, coronata d'alloro e nell'atto di scrivere con lo stilo su tavolette cerate, oppure di svolgere un rotolo di pergamena. Il nome significa: dalla bella voce. Figlia di Zeus e... Leggi. Erano le messaggere di Persefone Nei poemi omerici è la terribile moglie di Ade, il re dell'Tartaro, dall'aspetto spaventoso e dal volto simile a quello di Medusa; a lei, regina dei morti, si rivolgono gli uomini perchè le loro imprecazioni abbiano efficacia. Ma in un secondo tempo Persefone venne... Leggi. Il loro compito era quello di fare entrare le anime dei defunti nell’Ade Col significato di invisibile i Greci chiamavano la divinità che regnava sull'oltretomba e l'oltretomba stesso. Il dio Ade era anche chiamato Plutone nome più usato. Grandi sono le porte dell'Ade (solo per entrare, impossibile l'uscita) e alla sua guardia sta Cerbero. Nell'Ade scorrono quattro... Leggi addolcendogli il passo col loro canto. Erano figurate come uccelli con la testa e il torso di donna e con artigli robusti. Essendo figlie di una Musa, esse erano esperte nella musica e soprattutto nel canto che era dolcissimo. Le Sirene col corpo finale di pesce sono una raffigurazione più tarda.


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Sirena ⋯ 370 acFiglie del dio fluviale Acheloo (e da questo dette Acheloidi – Ἀχελωΐδες) e della Musa MelpomeneMusa della tragedia, figlia di Zeus e Mnemosine (Hesiod. Theog.77-79). Il nome deriva con formazione participiale dal verbo μέλπω, -ομαι, "cantare" e può significare quindi "colei che canta" (Room, Room's Classical Dictionary, p. 198), in senso mediale "colei che si compiace di cantare"; potrebbe... Leggi.
Esse erano: Pisinoe, AglaopeUna delle Sirene "quella dalla voce meravigliosa".... Leggi e Telxiepea, una suonava la cetra, l’altra cantava e l’ultima suonava il flauto; con il loro canto inducevano i naviganti a sfracellarsi contro gli scogli.
Dai fianchi in giù avevano la forma di uccello con artigli robusti.
Esse compaiono per la prima volta in Omero, (Odissea XII, 1 ss., dove ne cita solo due.
Essendo figlie di una Musa, esse erano esperte nella musica e soprattutto nel canto che era dolcissimo.
Erano le messaggere di Persefone. Il loro compito era quello di fare entrare le anime dei defunti nell’Ade addolcendogli il passo col loro canto.
Un epiteto le chiama Ἁρπυιόγουνος dalle ginocchia di ArpieMostri con testa, busto e braccia di donna e il resto del corpo di uccelli rapaci con ali e artigli. Erano figlie di Taumante e di Elettra. Esse ricorrono anche nella legenda degli Argonauti che le misero in fuga. I loro nomi erano Celeno... Leggi, sul loro doppio aspetto, di donna e di uccello, si tramandano leggende diverse. Secondo la più diffusa, le Sirene erano compagne di Persefone; quando la fanciulla venne rapita da Ade, esse non fecero nulla per aiutarla.
Allora Demetra DemetraNota presso i Romani col nome di Cerere, apparteneva alla prima generazione divina degli dei Olimpi, come i fratelli Zeus, Ade e Poseidone e le sorelle Era ed Estia. Era quindi figlia di Crono, che la inghiottì come secondo (infatti la il primo piatto... Leggi le trasformò in uccelli, e ordinò loro di cercare per tutta la terra la figlia rapita.
Quando gli Argonauti Erano i cinquantadue eroi Greci partiti nel lunghissimo ed interminabile viaggio alla conquista del Vello d'oro. Capo supremo della spedizione era Giasone, seguono: Tifi, Ergino, Eufemo, Idmone, Mofo, Acaste, Anfiarao, Admeto, Anfidano, Anfione, Anceo, Argo, Asterione, Asterio, Augia, Bute, Castore, Ceneo, Cefeo, Clito, Echione,... Leggi passarono vicino la loro isola, Orfeo celebre musico e poeta, figlio di Apollo e di Clio. Suonava in modo talmente dolce la sua cetra che i fiumi si fermavano per ascoltare, le belve si ammansivano e i sassi e gli alberi si commovevano. Portando con se la sua cetra Orfeo... Leggi riuscì a vincere con il suo canto quello delle Sirene, impedendo che questi rimanessero stregati.
Era destino delle Sirene morire se una nave le avesse superate senza fermarsi.
Quando Ulisse stava per passare vicino alle Sirene, volle sentire la loro voce, per evitare di distruggersi contro gli scogli, tappò le orecchie dei suoi compagni con la cera (come gli aveva detto Circe CirceFamosa maga che abitava l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata nell'Odissea. Ulisse scampato alla tempesta approdò nell'isola della maga. Quando i suoi uomini andarono ad ispezionare l'isola incontrarono la maga che diede loro del cibo stregato che li tramutò in porci. Solo... Leggi) e lui si fece legare all’albero della nave.
Non appena Ulisse Il vero nome di questo eroe era Odisseo, nome dal significato formidabile datogli dal nonno. Ulisse che significa Lo zoppo in riferimento alla ferita riportata alla coscia in una battuta di caccia, fu l'epiteto che i romani preferirono usare per questo personaggio. Figlio di... Leggi le superò le Sirene si piombarono in mare a capofitto.
Le Sirene col corpo finale di pesce sono una raffigurazione più tarda.
secondo altre versioni, le Sirene persero poi la capacità di volare quando le Muse, dopo averle sconfitte in una gara di canto, strapparono loro le ali e se ne fecero una corona (Ovidio, Metamorfosi V, 552 ss.; Igino, Favole 125, 141; Pausania 9, 34,3).


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Demoni marini mezzi uccelli e mezzi donne, che in un’isola imprecisata del Mediterraneo attiravano con il loro canto i marinai e ne causavano la morte (Hom. Od. 12, passim; 23, 326).
Per quanto riguarda l’etimologia di questo nome si possono fare alcune ipotesi. 1) Un confronto con σειρά, “corda”, se si considera la Sirena come “colei che lega” (Carnoy, DEMGR; Hofmann, Et. Wört. Gr.; Weicker, Roscher, Myth. Lex. IV col. 602). 2) Un confronto con Σείριος, “Sirio”, l'”Ardente”, che evoca il grande calore del mezzogiorno; le Sirene sarebbero allora i demoni del mezzogiorno e della calma sul mare; a favore di questa ipotesi è Solmsen (Beiträge, pp. 126 ss.). 3) In macedone (come prestito dal trace) Afrodite si chiama Ζειρήνη, forma che non può essere separata dal nome delle Sirene. Σειρήν apparterrebbe alla radice verbale *gher-, “desiderare, preferire” (cfr. greco χαίρω); in trace, infatti, in determinate circostanze si è sviluppato il secondario -ei- da -e-. Le Sirene sarebbero allora “le desiderate”. Questa ipotesi è sostenuta da W. Brandenstein (“Kratylos” 6, 1961, p. 169).


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