Ninfa compagna di ArtemideDea romana delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e della caccia per i greci si chiamava Anrtemide ed era la sorella gemella di Apollo. Aveva molte cose in comune col fratello: le morti improvvise degli uomini erano attribuite ad Apollo, quelle... Leggi e che passava il tempo a cacciare con la dea. Un giorno Pan Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dèi aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il... Leggi si innamorò di lei e Siringa per potere mantenere la sua verginità pregò le ninfe Con questa parola i Greci designano una giovane donna in età sessuale matura, per cui il termine poteva essere usato per indicare senza distinzione una dea o una mortale. Il termine anche se indicava una figlia di dea o una figlia di dio non... Leggi del fiume Ladone 1) Dio fluviale padre delle ninfe Dafne, Metope, Siringa e Talpusa. 2) Altro Ladòne era il serpente che fu messo da Era a guardiano dei pomi delle Esperidi.... Leggi, che non riusciva ad attraversaredi aiutarla e le ninfe la mutarono in giunco. Quando Pan giunse al fiume usando quel giunco, costruì il flauto e lo chiamò Sirynx per ricordare la sua amata.


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 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Pan e SiringaNinfa Naiade votata alla castità e compagna di Artemide con la quale passava il tempo a cacciare. Era riuscita a sfuggire più volte agli assalti di Satiri e dèi, un giorno però accadde qualcosa di diverso.
Pan si era innamorato di lei e la inseguiva per farla sua; Siringa per potere mantenere la sua verginità, fuggendo inseguita da quella specie di dio caprone, giunse in prossimità del Ladone:

impedendole il fiume di correre oltre, invocasse le sorelle dell’acqua di mutarle forma; come Pan, quando credeva d’aver ghermito ormai Siringa, stringesse, in luogo del suo corpo, un ciuffo di canne palustri e si sciogliesse in sospiri: allora il vento, vibrando nelle canne, produsse un suono delicato, simile a un lamento e il dio incantato dalla dolcezza tutta nuova di quella musica: «Così, così continuerò a parlarti», disse e, saldate fra loro con la cera alcune canne diseguali, mantenne allo strumento il nome della sua fanciulla. (Ovidio, Metamorfosi I).

Quando Pan giunse al fiume usando quel giunco, costruì il flauto e lo chiamò Sirynx per ricordare la sua amata.


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Amadriade che si trasformò in canna per sfuggire a Pan, il quale colse questa pianta e ne fabbricò uno zufolo. Il nome presenta la finale espressiva in -g con infissione nasale tipica dei nomi di strumenti musicali: si tratta di una modificazione fonetica che può evocare la sonorità caratterizzante questi oggetti, come afferma Chantraine (La formation, p. 398). Boisacq (Dict. ét. l. gr., s. v. σωλήν) e Solmsen (Beiträge, p. 129) considerano questo nome un diminutivo di un *συ-ρος o *συ-ρον o *συ-ρα. Hester (“Lingua” 13, 1965, p. 365) fa alcune ipotesi di derivazione dal pelasgico, non molto motivate: 1) da *keu-, “gonfiare, gonfiarsi”; 2) da *tou-l-, “tremare, palpitare”; 3) da *sur-jo, “flauto”.


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 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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