1) Era il gigante di ferro costruito da Efesto EfestoDio del fuoco e fabbro della mitologia greca, era l'equivalente del dio Vulcano dei Romani. Siccome Zeus aveva generato Atena senza partecipazione femminile, facendola nascere dalla sua testa, Era ingelosita volle fare altrettanto e così senza avere contatto con uomo, generò Efèsto, ma nacque... Leggi e da Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi messo a guardia di Creta quando vi lasciò Europa EuropaIn Fenicia viveva una bellissima principessa, Europa, figlia di Agenore e di Telefassa. (o di Argiope, secondo Igino). La giovane donna si recava spesso con le sue coetanee, sulle rive del mare per bagnarsi o per intrecciare ghirlande di fiori. Zeus dall'alto la vide... Leggi.
2) Altro Talo fu un’apprendista di Dedalo Ateniese che era un genio paragonabile a Leonardo da Vinci. Un certo Talo, suo allievo inventò la sega ed il trapano, allora Dedalo, ingelosito lo uccise, condannato all'esilio per questo reato, si rifugia a Creta presso re Minosse. La costruisce la finta mucca, che... Leggi. Fu ucciso dal maestro geloso perché l’allievo aveva inventato la sega ed il trapano.


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Talo combatte i figli di Borea1) Dio particolare di Festo1. In Omero, è il figlio di Boro 1., e veniva da Tarne in Meonia. Viene ucciso da Idomeneo, con un colpo di lancia alla spalla destra, mentre sale sul cocchio (Hom. Il. 5, 43-47). 2. Figlio di Eracle, eponimo della città di Creta... Leggi.
Era equiparato al Sole, a un gigante di bronzo, ad un toro fabbricato o donato a MinosseFiglio di Zeus e di Europa. La madre dopo essere stata abbandonata da Zeus sposa Asterio re di Creta, alla morte di costui pretese la successione al trono, perciò prego Poseidone che gli mandasse egli stesso la vittima da sacrificare per la sua incoronazione,... Leggi dal dio Efesto, per custodire Creta.
Il mito narra che egli faceva tre volte al giorno il giro dell’isola, o che visitasse tre volte l’anno i villaggi di Creta, recando tavolette di bronzo con sopra incise le leggi. Capace di saltare nel fuoco e di portare il suo corpo all’incandescenza, afferrava e bruciava i delinquenti. Aveva un solo punto vulnerabile, il tallone, lì c’era la sua unica vena chiusa da un tappo. Medea Figlia del re di Colchide Eeta, sorella di Absirto e nipote della maga Circe. Aiutò Giasone a superare le prove che gli permisero di conquistare il vello d'oro e lo seguì a Iolco dopo averlo sposato a Drepane. Con il pretesto di rendergli vigore... Leggi con un suo incantesimo riuscì ad aprirla e svuotare il gigante. Nato sul monte Ditte, localmente era chiamato Velkhanos, Asterios, Arbios, Atymnos, Skylios e Giacinto Figlio di Amicle e di Diomeda per la sua grande bellezza fu amato da Apollo e da Zèfiro. Un giorno mentre Apollo e Giacinto giocavano al lancio del disco Zèfiro ingelosito fece deviare il disco che colpì al capo Giacìnto uccidendolo. Apollo disperato per... Leggi. Ma altrove si trattava della dea Britomarti, la Dolce Vergine, o Dictinna, la Signora della Montagna sacra. Nella veste di gigante di ferro costruito da Efesto fu da Zeus messo a guardia di Creta quando vi lasciò la ninfa Europa.
2) Altro Talo fu un’apprendista di Dedalo. Fu ucciso dal maestro geloso perché l’allievo aveva inventato la sega ed il trapano.


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1. Uomo (mortale, anèr) fatto di bronzo, unico sopravvissuto della “stirpe dei frassini”, cioè della terza età degli uomini, (Apollod. Rh. Argon. 4, 1638-1688), o anche automa costruito da Efesto stesso oppure da Dedalo, fu donato da Zeus a Europa per difendere l’isola di Creta; (Argon. 4, 1642-1644). Secondo altri sarebbe stato donato a Minosse da Efesto; (Apollod. Bibl. 1, 9, 26). Tre volte al giorno percorreva il perimetro dell’isola di Creta, impedendo (con il lancio di grosse pietre) ai marinai di avvicinarsi all’isola e ai cretesi di uscirne senza il permesso di Minosse. Se catturava qualche estraneo sbarcato sull’isola, si gettava sul fuoco fino ad arroventarsi, e stringeva i malcapitati fino a farli morire mentre emettevano una risata “sardonica”; (Schol. Plat. Resp. 337 a); (Schol. Hom. Od. 20, 302); (cfr. Suda s. v. Σαρδάνιος γέλως); (cfr. Simon. Fr. 568 P.M.G.); (Soph. Fr. 160 Radt). Infatti in alcune versioni tardive era collocato in Sardegna, non a Creta. In alcune raffigurazioni su monete di Creta (Festo) è alato; in un celebre vaso di Ruvo non è alato, e nemmeno gigantesco, ma della stessa altezza di Medea e dei Dioscuri. Fu ucciso da terribili sortilegi di Medea, che gli inviò fantasmi (Kères) e visioni terrificanti che gli offuscarono la vista e lo indussero a rompere la membrana che nel suo tallone chiudeva l’unica vena dell’ikhor (sorta di sangue divino, in questo caso simile a piombo fuso, vv. 1679-80) che lo teneva in vita, causandone la morte per dissanguamento. Per altri, sarebbe morto per un colpo di freccia al tallone tirato da un certo Peante, uno degli Argonauti, padre dell’arciere Filottete, o perché Medea stessa gli tolse il chiodo che chiudeva la vena (Apollod. Bibl. 1, 9, 26, 141).
2. Figlio di Perdix, sorella di Dedalo, inventore della sega, della ruota da vasaio e di altri strumenti artigianali; sarebbe stato ucciso ad Atene da suo zio (Hellan. Fr. 169 Fowler), invidioso della sua abilità; (Diod. Sic. 4, 76), e fu mutato in pernice (incerta identità del personaggio, che in altre fonti latine è chiamato anche Perdix; Hygin. Fab. 39; Ovid. Metam. 8, 236-259, etc.).
Probabilmente si tratta di un nome non greco, per cui l’etimologia rimane problematica. Su una moneta di Festo si trova anche per Talo 1. la grafia Τάλων (ca. 300 a. C.), e un acc. Τάλωνα si legge in Suda, s. v. Θάμυρις; in altre fonti si trova per Talo 2 la forma Κάλως, (Pausan. 1, 21, 4; 26, 4). Viene spesso associato alla glossa di Hesych. ταλῶς· ὁ ἥλιος (“il sole”), per cui sarebbe una voce cretese per una sorta di dio solare, visto da alcuni come modello del futuro Colosso di Rodi. Difficile anche l’accostamento al tema ταλ-/τλα-, “sopportare”, (cfr. Tantalo Figlio di Zeus e della titanessa Pluto la ricchezza, nacque in Lidia e governò a Sipilo. Sposo di Dione o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope, Niobe e Brotea. Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in Lidia ma anche sulla... Leggi; Room’s Class. Dict., p. 282: “sufferer”, from Talas), “enduring”. (Cfr. Richard Buxton, “The Myth of Talos” in Atherton, Monsters and Monstrosity, Bari 2002, pp. 83-112).


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