Figlio di Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi e della titanessa Pluto Dio della ricchezza, originariamente era una divinità agricola a cui era affidata la fertilità dei campi. Simboleggiava la ricchezza agraria e quindi il raccolto abbondante. Era figurato come bambino in braccio a Tiche la Fortuna o in braccio a Irene la Pace, a volte... Leggi la ricchezza, nacque in Lidia e governò a Sipilo. Sposo di DioneRe della Laconia, marito di Anfitea, che aveva tre figlie a cui Apollo aveva promesso doni profetici, purché non tradissero gli dèi e non cercassero di sapere ciò che non le riguardava (Serv. ad Verg. Ecl. 8, 29). Si tratta di una forma ipocoristica... Leggi o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope Figlio sventurato di Tantalo. Per onorare gli dèi durante un festino, Tantalo uccise Pelope, lo cucinò, e lo offrì ai suoi divini ospiti per sfidare l'onniveggenza divina. Gli dèi riconobbero quella carne e non la mangiarono, tranne Demetra, (la dea sconvolta per il rapimento... Leggi, Niobe Figlia di Tantalo e sposa di Anfione. Madre di 14 figli, sette femmine e sette maschi. Le furono uccisi tutti da Apollo e da Artemide per punirla di avere offeso la loro madre, sulla fecondità delle due donne, infatti Latona aveva avuto solo Apollo... Leggi e Brotea. Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in Lidia ma anche sulla Frigia, sul monte Ida1) Catena di montagne della Troade, in Asia Minore, dove si svolsero il giudizio di Paride, l'incontro tra Anchise e Afrodite e il ratto di Ganimede da parte di Zeus. Una tradizione vuole che qui si siano celebrate le nozze segrete tra Zeus ed... Leggi, la piana di Troia Città della Troade, chiamata propriamente Ilio dai Greci, teatro della decennale guerra. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Troe, nipote di Dardano e padre di Ilo. Le sue mura sarebbero state costruite da Apollo e da Poseidone come espiazione per il tentativo di... Leggi e sull’isola di Lesbo. Ammesso alla mensa degli dèi e avendo ascoltato le loro conversazioni era divenuto immortale. Per contraccambiare l’ospitalità un giorno invitò gli dèi ad un banchetto nella sua capitale Sipilo, dove per onorare gli dèi intervenuti osò imbandire quanto di più caro aveva, il figlio Pelope tagliato a pezzi e fatto bollire. Il gesto fu interpretato con l’intenzione di mettere a prova l’onniscenza degli dèi e non con l’intenzione di onorare gli dèi con quanto aveva di più prezioso, ma ad ogni modo sia l’una che l’altra intenzione risultava essere una nefandezza, la prima perché metteva in dubbio le qualità degli dèi, la seconda per il sacrificio umano che gli dèi olimpiLe dodici maggiori divinità dell'Olimpo, legate tutte alla stirpe di Zeus. Erano: Zeus stesso, Poseidone, Apollo, Ares, Ermes, Efesto, Estia, Demetra, Era, Atena, Afrodite e Artemide.... Leggi avevano ripudiato e sostituito con sacrifici di animali. Ritornando al banchetto gli dèi rifiutarono di assaggiare quel piatto, tranne Demetra DemetraNota presso i Romani col nome di Cerere, apparteneva alla prima generazione divina degli dei Olimpi, come i fratelli Zeus, Ade e Poseidone e le sorelle Era ed Estia. Era quindi figlia di Crono, che la inghiottì come secondo (infatti la il primo piatto... Leggi che ancora sconvolta dal dolore per la perdita della figlia Persefone Nei poemi omerici è la terribile moglie di Ade, il re dell'Tartaro, dall'aspetto spaventoso e dal volto simile a quello di Medusa; a lei, regina dei morti, si rivolgono gli uomini perchè le loro imprecazioni abbiano efficacia. Ma in un secondo tempo Persefone venne... Leggi, distrattamente mangiò la carne di una spalla. Ermes ErmesFiglio di Zeus e di Maia la più grande delle Pleiadi. Ermes veniva considerato come la personificazione del vento e come tale ne aveva le caratteristiche: la velocità, la leggerezza, l'incostanza, la monelleria e l'umore scherzoso. Caratterizzato da astuzia e abilità, gli furono date... Leggi andò nell’Ade Col significato di invisibile i Greci chiamavano la divinità che regnava sull'oltretomba e l'oltretomba stesso. Il dio Ade era anche chiamato Plutone nome più usato. Grandi sono le porte dell'Ade (solo per entrare, impossibile l'uscita) e alla sua guardia sta Cerbero. Nell'Ade scorrono quattro... Leggi a prendere Pelope, Rea Figlia di Urano e di Gea e sposa di Crono, fu madre di Demestra, Era, Estia, Ade, Poseidone e Zeus.... Leggi ricompose i pezzetti e fece riemergere dal calderone il giovane più bello che mai, la spalla mangiata venne sostituita con una d’avorio. Il sacrificio di Pelope non fu l’unica empietà di Tantalo, infatti invitato alla mensa degli dèi egli avrebbe rubato nettareBevanda degli dèi, che dava l'immortalità a chi la beveva.... Leggi ed ambrosiaEra il cibo degli dèi, così come il nettare era la loro bevanda. Chi lo assaggiava diveniva immortale, e d'ambrosia di nutrivano anche i cavalli degli dèi. Si dice che provenisse dall'orto delle Esperidi. Anche una figlia di Atlante si chiamava Ambrosia e anche... Leggi per darla ai propri amici mortali ed avrebbe divulgato i segreti appresi dagli dèi. Per queste offese Tantalo venne relegato nel TartaroFiglio dell'Etere e della Terra, padre dei Giganti dei tempi primordiali. I Greci chiamarono Tartaro il luogo sotterraneo in cui Zeus precipitò e imprigionò i Titani. Il nome indicò poi quella parte dell'Inferno in cui i malvagi subivano atroci tormenti, e anche, in generale,... Leggi dove tormentato dalla fame e dalla sete, legato ad un albero da frutto, immerso nell’acqua di una palude non riesce a berla perché appena si avvicina l’acqua si ritrae e ogni volta che cerca di raccogliere un frutto i rami si allontanano ed inoltre un enorme masso incombe sul suo capo minacciandolo di schiacciargli il cranio a ogni momento, facendolo così vivere in una condizione di perenne terrore.


Crediti

   • Τάντᾰλος •
 • Autori Vari •
 • Dizionario dei miti e dei personaggi della Grecia antica •
Gioacchino Assereto ⋯ TantaloFiglio di Zeus e della titanessa Pluto la ricchezza, nacque in Lidia e governò a Sipilo. Sposo di Dione o di Eurianassa. Tantalo ebbe tre figli: Pelope, Niobe e Brotea.
Tantalo invidiato per le proprie ricchezze non regnava soltanto in Lidia ma anche sulla Frigia, sul monte Ida, la piana di Troia e sull’isola di Lesbo. Ammesso alla mensa degli dèi e avendo ascoltato le loro conversazioni era divenuto immortale.
Per contraccambiare l’ospitalità un giorno invitò gli dèi ad un banchetto nella sua capitale Sipilo, dove per onorare gli dèi intervenuti osò imbandire quanto di più caro aveva, il figlio Pelope tagliato a pezzi e fatto bollire.
Il gesto fu interpretato con l’intenzione di mettere a prova l’onniscienza degli dèi e non con l’intenzione di onorare gli dèi con quanto aveva di più prezioso, ma ad ogni modo sia l’una che l’altra intenzione risultava essere una nefandezza, la prima perché metteva in dubbio le qualità degli dèi, la seconda per il sacrificio umano che gli dèi olimpi avevano ripudiato e sostituito con sacrifici di animali. Ritornando al banchetto gli dèi rifiutarono di assaggiare quel piatto, tranne Demetra che ancora sconvolta dal dolore per la perdita della figlia Persefone, distrattamente mangiò la carne di una spalla.
Ermes andò nell’Ade a prendere Pelope, Rea ricompose i pezzetti e fece riemergere dal calderone il giovane più bello che mai, la spalla mangiata venne sostituita con una d’avorio.
Il sacrificio di Pelope non fu l’unica empietà di Tantalo, infatti invitato alla mensa degli dèi egli avrebbe rubato nettare ed ambrosia per darla ai propri amici mortali ed avrebbe divulgato i segreti appresi dagli dèi.
Per queste offese Tantalo venne relegato nel Tartaro dove tormentato dalla fame e dalla sete, legato ad un albero da frutto, immerso nell’acqua di una palude non riesce a berla perché appena si avvicina l’acqua si ritrae e ogni volta che cerca di raccogliere un frutto i rami si allontanano ed inoltre un enorme masso incombe sul suo capo minacciandolo di schiacciargli il cranio a ogni momento, facendolo così vivere in una condizione di perenne terrore. Per la storia di Tantalo, Omero, Odissea XI, 582 ss.; Pindaro, Olimpiche I, 36 ss.; Euripide, Oreste Discendente da una famiglia maledetta di assassini, è il più piccolo dei figli di Agamennone, re di Micene, e di Clitennestra. Era ancora un fanciullo quando la madre e Egisto, suo amante, assassinarono Agamennone. Egli stesso, fanciullo, sarebbe stato soppresso insieme ad Agamennone, se... Leggi 4 ss..


Crediti

   • Τάντᾰλος •
 • Miti 3000 •
 • Mitologia e dintorni •
Padre di Pelope e nonno di Atreo, re di Sipilo in Lidia, celebre per la sua ricchezza e i suoi misfatti, la cui pena negli inferi consiste nel soffrire la fame e la sete malgrado i frutti e l’acqua siano a portata di mano (Hom. Od. 11, 582-92); altra tradizione, più frequente e diffusa, è che una pietra sia sospesa sopra la sua testa, impedendogli di gustare gli alimenti del banchetto divino (cfr. Apollod. Epit. 2, 1).
Il nome deriva da *tela, “sopportare, soffrire”, con una forma a raddoppiamento (da *tll) *ταλ-ταλ-ος, dissimilata in Τάνταλος, confrontabile con ταλα- in ταλα-εργός, ταλάσσαι (Chantraine, DELG); potrebbe significare “il paziente, il sopportatore”. Con questa spiegazione si può evitare di intendere il nome come “colui che porta (il cielo)“, come Ἄτλας, opinione molto comune. Platone (Crat. 395) fa derivare la parola da ταλάντατος, “il più provato, infelicissimo”. Esiste in miceneo il nome proprio Ta-ta-ro (KN, PY), che potrebbe essere letto Τάνταλος (o anche Τάλταλος).


Crediti

   • Τάντᾰλος •
 • DEMGOL •
 • Dizionario Etimologico della Mitologia Greca •
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