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L’atto di scrivere, quando si tratti di una scrittura spontanea, non ordinata da scopi pratici o didattici, è guidato da istinti narcisistici, eccessivi o necessari alla sopravvivenza. Dal desiderio inviolabile di comunicare, di frugare nell’ignoto, di addomesticare le paure, di trovare le parole che a voce non riusciamo a pronunciare. Grazie a essa [la scrittura], abbiamo coniato i paradigmi di cui la mente ha bisogno per affrontare la vita e immaginarla diversa, migliore.

Crediti
 • Demetrio Duccio •
 • Il Sole 24 Ore •
  • Domenica, 19 agosto 2012 •
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