Elena Simbolo della bellezza femminile, generatrice involontaria di odio e distruzione. Nata dall'uovo di Leda assieme a Castore e Polluce e Clitennestra. Ancora undicenne viene rapita da Teseo, non avendo l'età per amare, Teseo la nasconde in un luogo sicuro in attesa che la ragazza... Leggi è una donna sola che vuole tornare a casa. Stanca di essere guardata, di essere additata come causa primordiale di tutte le sciagure o come causa di morte di migliaia di persone, accecate dal vapore velenoso del suo splendore.
Ogni volta che si affonda nelle antiche rige dell’IliadePoema epico dell'antica civiltà greca, del sec. VIII a.C. composto da Omero, in 24 canti o libri di complessivi 15.693 esametri in dialetto jonico. Racconta i fatti dell'ultimo mese e mezzo della decennale guerra di Ilio o Troia; il sorgere dell'ira di Achille verso... Leggi, ci si accorge che la storia ci prende e ci porta oltre, a distanza di migliaia di anni, l’emozione. Ecco un frammento della riscrittura che ne ha fatto Baricco a Elena, che ci porta nel nostro presente. Come una schiava, io Figlia di Inaco, primo re di Argo, amata da Zeus e da lui trasformata in vacca. La bella Io, principessa di Argo, fu amata da Zeus che si unì a lei avvolgendola in una fitta caligine. Il fatto non sfuggì alla sospettosa Era che,... Leggi quel giorno stavo in silenzio, nelle mie stanze, costretta a tessere su una tela color sangue le imprese dei Troiani e degli AcheiStirpe primitiva e leggendaria della Grecia antica, celebrata da Omero. Sarebbero giunti nella penisola ellenica intorno al 1700 a.C., stabilendosi nel Peloponneso, a Creta e sulla coste dell'Asia Minore, e partecipando alla fioritura della civiltà micenea. Parteciparono insieme ai Popoli del Mare (Pelasgi) ad... Leggi in quella dolorosa guerra combattuta per me. D’un tratto vidi LaodiceNome di diverse eroine, fra cui: 1. la figlia del re di Cipro Cinira (Apollod. Bibl. 3, 9, 1); 2. la figlia dell'arcade Agapenore (Pausan. 8, 5, 3; 53, 7); 3. una delle figlie di Agamennone e Clitennestra (Hom. Il. 9, 145); 4. e... Leggi, la più bella delle figlie di Priamo Il celebre re di Troia vissuto all'epoca dell'assedio acheo. Era figlio di Laomedonte e fratello di Esione, unico maschio lasciato in vita da Eracle quando il padre si rifiutò di pagare i servigi dell'eroe. La sua casata era composta da cinquanta figlie e da... Leggi, entrare e gridarmi “Corri, Elena, vieni a vedere laggiù, Troiani e Achei… erano tutti nella pianura, e stavano per scontrarsi, avidi di sangue, e adesso stanno in silenzio, gli uni davanti agli altri, con gli scudi appoggiati al suolo e le lance piantate a terra… Si diceDea della Giustizia, detta anche Astrea, figlia di Zeus e Temi, fu considerata il principio fondamentale per lo sviluppo di ogni società civile. Era una delle Ore, stanca degli errori degli uomini si trasferì in cielo diventando la costellazione della Vergine.... Leggi che abbiano cessato la guerra, e che Paride Secondo figlio di Priamo e di Ecuba, strumento degli dèi per la distruzione di Troia. Già prima che nascesse la madre sognò di partorire una torcia la quale avrebbe bruciato l'Asia. Esaco altro figlio di Priamo che aveva la facoltà di dare oracoli rivelò... Leggi e Menelao Figlio di Atreo, il re di Micene, e fratello di Agamennone. Quando sposò Elena, ricevette da Tindareo il trono di Sparta. Ed è proprio Elena, rapita da Paride e causa della guerra di Troia, a dare celebrità a Menelao, che altrimenti sarebbe stato a... Leggi combatteranno per te: tu sarai il premio del vincitore”.
Io la ascoltai, e d’improvviso mi venne da piangere, perché grande, in me, era la nostalgia per l’uomo che avevo sposato, e per la mia famiglia, e la mia patria. Mi coprii con un velo bianco splendente e corsi verso le mura, ancora con le lacrime agli occhi. Quando arrivai sul torrione delle porte Scee vidi gli anziani di Troia Città della Troade, chiamata propriamente Ilio dai Greci, teatro della decennale guerra. Secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Troe, nipote di Dardano e padre di Ilo. Le sue mura sarebbero state costruite da Apollo e da Poseidone come espiazione per il tentativo di... Leggi, radunati lì a guardare ciò che accadeva nella pianura. Erano troppo vecchi per battersi, ma gli piaceva parlare e in quello erano dei maestri. Come cicale su un albero, non la smettevano mai di far sentire la loro voce. Li sentii che borbottavano quando mi videro, “Non c’è da stupirsi che Troiani e Achei si ammazzino per quella donna, non sembra una dea? Che le navi se la portino via, lei e la sua bellezza, o non finirà mai la rovina nostra e dei nostri figli”. Così dicevano, ma senza osare guardarmi. L’unico che osò farlo fu Priamo. “Vieni qui, figlia”, mi disse, ad alta voce, “Siediti accanto a me. Tu non hai colpa per tutto questo. Sono gli dei che mi hanno tirato addosso questa sventura. Vieni, da qui si possono vedere tuo marito, e i tuoi parenti, gli amici… dimmi, chi è quell’uomo imponente, quel guerriero acheoFiglio di Xuto e nipote di Elleno, è il mitico capostipite degli Achei. Come termine è relativo all'Acaia ed agli Achei. Il dialetto greco parlato dagli Achei di epoca storica. La lingua parlata dagli antichi Achei (III. II millennio a.C.), della quale possediamo conoscenze... Leggi così nobile e grande? Altri sono più alti di lui ma non ho mai visto uno così bello, così maestoso: ha l’aspetto di un re. ” Allora io andai accanto a lui e risposi: “Ho rispetto e paura di te, Priamo, padre del mio nuovo sposo. Oh, se solo avessi avuto il coraggio di morire piuttosto che seguire tuo figlio fin quaggiù e abbandonare il mio letto nuziale, e la figlia ancora bambina, e le amate compagne… ma non è stato così, ed ora io mi consumo nel pianto. Ma tu vuoi sapere chi è quel guerriero…
è il figlio di AtreoFiglio di Pelope ed Ippodamia, fratello di Tieste (Hom. Il. 2, 105 ss.). Poco convincente l'ipotesi di Carnoy (DEMGR) di derivazione da un radicale pelasgico atr-, tratto dall'indoeuropeo *uedh (con passaggio dhr > tr), riferito alle criniere e ai velli, dato che Atreo aveva... Leggi, Agamennone Figlio di Atrèo (re di Micene) e di Erope (secondo altre fonti nipote di Atrèo) spodestato del trono da Egisto si rifugiò insieme col fratello Menelao a Sparta presso la corte di Tindarèo, e ne sposò la figlia Clitennestra. Scacciato l'usurpatore dal trono di... Leggi, re potentissimo e forte guerriero: un tempo, se mai ci fu quel tempo, era il cognato di questa donna indegna che ora ti sta parlando”. Priamo continuava a guardare, giù, tra i guerrieri. “E quell’uomo”, mi chiese, “Chi è? è più basso di Agamennone ma ha il petto e le spalle più larghi. Lo vedi?, passa in rassegna le file degli uomini e sembra un montone di fitto vello che si aggira tra il gregge di pecore bianche. ” “Quello è Ulisse Il vero nome di questo eroe era Odisseo, nome dal significato formidabile datogli dal nonno. Ulisse che significa Lo zoppo in riferimento alla ferita riportata alla coscia in una battuta di caccia, fu l'epiteto che i romani preferirono usare per questo personaggio. Figlio di... Leggi”, risposi, “Figlio di Laerte1. Nome del padre di Odisseo (Hom. Od. 1, 430 e passim). 2. Re d'Itaca, sposo di Anticlea e padre di Ulisse (Odisseo) al quale cedette il trono e si ritirò a vivere in campagna. Durante la lunga assenza del figlio visse in solitudine,... Leggi, cresciuto ad ItacaPiccola isola greca del mare Ionio, al largo della costa epirota. Ne era signore Ulisse che vi tornò dopo un viaggio di dieci anno seguito alla distruzione di Troia.... Leggi, l’isola di pietra, e famoso per la sua astuzia e la sua intelligenza. ” “è vero”, disse Priamo, “Io l’ho conosciuto. Un giorno venne qui in ambasciata, insieme a Menelao, per discutere della tua sorte. Io li accolsi nella mia casa. Mi ricordo che Menelao parlava velocemente, con poche parole, molto chiare. Parlava bene ma era giovane… Ulisse invece… quando toccava a lui parlare, se ne restava immobile, guardando in basso, sembrava non sapesse cose dire: sembrava sopraffatto dalla collera o completamente pazzo; ma quando poi alla fine parlava gli usciva una voce così profonda… le parole sembravano fiocchi di neve d’inverno… e allora nessun uomo avrebbe osato sfidarlo, figlia mia, e non importava se era più piccolo di Menelao o di Agamennone…” Poi Priamo scorse tra i guerrieri Aiace Figlio di Oileo (uno degli Argonauti) era un famoso arciere e molto veloce nella corsa. Prese parte nella guerra di Troia, coraggioso ma brutale, affrontava sia gli dèi che i duci greci. Violentò Cassandra che si era rifugiata nel tempio di Atena per sfuggire... Leggi, e mi chiese “E quello chi è, così grande e forte da superare tutti gli altri Achei?”. E io risposi, e gli parlai di Aiace, e poi di IdomeneoRe di Creta, figlio di Deucalione; partecipò alla guerra di Troia in quanto pretendente di Elena (Hom. Il. passim). La prima parte di questo nome potrebbe derivare dal monte Ida; secondo Carnoy (DEMGR) la seconda parte deriva da μένος, "forza, ardore"; potrebbe significare allora... Leggi, e poi di tutti i principi achei. Potevo riconoscerli tutti, adesso, gli Achei dagli occhi lucenti, uno a uno avrei potuto raccontarli a quel vecchio che da me voleva sapere chi erano i suoi nemici. Ma a quel punto arrivò IdeoNome di diversi personaggi, tutti in correlazione col monte Ida di Creta o con quello della Troade. È infatti un derivato in -ιος del nome del monte Ida, che secondo Carnoy (DEMGR) è un toponimo pelasgico, parente dell'indoeuropeo *əidhu, "bosco"; in greco esiste infatti... Leggi, l’araldo, si avvicinò a Priamo, e gli disse “Alzati, figlio di Laomedonte Re di Troia per il quale Poseidone eresse le mura della città. Poichè rifiutò di pagare il dovuto, dovette esporre in sacrificio a un mostro marino la figlia Esione, che Eracle si offrì di salvare in cambio dei cavalli di Zeus. Ma, poichè neppure... Leggi. I condottieri dei Teucri domatori di cavalli e degli Achei dalle corazze di bronzo ti invitano a scendere dalla pianura, per sancire un nuovo patto tra i due eserciti. Paride e Menelao con le loro lunghe lance si batteranno per Elena. Tutti gli altri suggelleranno un patto di amicizia e di pace”. Stette ad ascoltarlo, Priamo. E rabbrividì. Ma poi ordinò che fossero preparati i cavalli e quando tutto fu fatto salì sul carro veloce, insieme ad Antènore, e uscì al galoppo dalle porte Scee. Attraversarono la pianura e quando raggiunsero gli eserciti si fermarono proprio in mezzo, fra Troiani e Achei. Vidi Agamennone alzarsi, e con lui Ulisse. Gli araldi portarono gli animali per i sacrifici con cui si sarebbero suggellati i patti. Mescolarono il vino nella grande coppa, e versarono acqua sulle mani del re. Poi Agamennone levò al cielo le mani, e pregò Zeus ZeusIn tutta la tradizione letteraria greca, e successivamente nel mondo latino dove assunse il nome di Giove, Zeus appare come il più importante e potente tra gli immortali, colui al quale tutti devono obbedienza. Per sua volontà il bene e il male era distribuito... Leggi a nome di tutti. “Padre Zeus, sommo e glorioso, e tu, Sole, che tutto vedi e tutto ascolti: Fiumi, Terra e voi, che sottoterra punite i traditori, siateci testimoni e custodite i nostri patti: se Paride ucciderà Menelao, si terrà Elena e tutti i suoi beni e noi ce ne andremo per sempre sulle navi che solcano il mare; e se invece Menelao ucciderà Paride, i Troiani ci renderanno Elena con tutti i suoi beni, e pagheranno agli Argivi un prezzo così alto che sarà ricordato per generazioni e generazioni. E se Priamo e i suoi figli non vorranno pagare, io mi batterò per avere quel compenso, e rimarrò qui, fino a quando questa guerra non avrà fine. ” Così pregò, e poi con un colpo sicuro sgozzò gli agnelli e li depose a terra, palpitanti, morenti. Tutti i principi bevvero alla grande coppa di vino, e tutti pregarono i loro dei. E dicevano tra loro “Se qualcuno mai oserà violare i patti, che Zeus versi il suo cervello e quello dei suoi figli come noi versiamo questo vino!”. Quando tutto fu compiuto, Priamo, il vecchio re, il vecchio padre, salì sul carro, al fianco di Antènore, e disse ai Troiani e agli Achei: “Lasciatemi tornare nella mia città, battuta dai venti. Perché non ho cuore di vedere mio figlio Paride battersi, qui, con il feroce Menelao”. Spronò i cavalli, lui stesso, e se ne andò via.
Poi, fu il duello. Ettore Grande eroe troiano, figlio di Priamo e di Ecuba, sposo di Andromaca, dalla quale ebbe Astianatte. Combatté valorosamente a difesa della città di Troia. Omero gli dedica i versi più belli dell'Iliade, dipingendolo come padre affettuoso e valoroso guerriero. Uccise Patroclo, l'amico di Achille,... Leggi e Ulisse disegnarono per terra il campo su cui i duellanti avrebbero combattuto. Poi misero in un elmo le tessere della fortunaDea romana del caso e del destino, ma in senso positivo.... Leggi, e dopo averle scosse, Ulisse, senza guardare, estrasse il nome di chi avrebbe avuto   diritto a scagliare per primo la lancia mortale. E la sorte scelse Paride. I guerrieri si sedettero tutt’intorno. Vidi Paride, il mio nuovo sposo, indossare le armi: prima le belle gambiere, allacciate con fibbie d’argento; poi la corazza, sul petto; e la spada di bronzo, borchiata d’argento e lo scudo, grande e pesante. Si pose sul capo lo splendido elmo: la lunga criniera ondeggiava al vento e faceva paura. Infine prese la lancia, e la strinse in pugno. Di fronte a lui, Menelao, il mio vecchio sposo, finì di indossare le sue armi. Sotto gli occhi dei due eserciti, avanzarono uno verso l’altro, guardandosi con ferocia. Poi si fermarono. E il duello iniziò. Vidi Paride scagliare la sua lunga lancia. Con violenza si conficcò nello scudo di Menelao, ma il bronzo non si squarciò, e la lancia si ruppe e cadde a terra. Allora Menelao sollevò a sua volta la lancia e la scagliò con forza enorme contro Paride. Centrò in pieno lo scudo e la punta mortale lo squarciò, e andò a infilarsi nella corazza colpendo di striscio Paride, al fianco. Menelao estrasse la spada e gli balzò addosso. Lo colpì con violenza sull’elmo, ma la spada si spezzò. Lui imprecò contro gli dei e poi con un balzo afferrò Paride dalla testa, stringendo tra le mani lo splendido elmo chiomato. E iniziò a trascinarlo via così, verso gli Achei. Paride sdraiato, nella polvere, e lui a stringergli l’elmo in una morsa micidiale e a trascinarlo via. Finché la cinghia di cuoio che teneva fermo l’elmo sotto il mento si ruppe, e Menelao si trovò in mano l’elmo, vuoto. Lo alzò al cielo, si voltò verso gli Achei e roteandolo in aria lo gettò in mezzo ai guerrieri. Quando si voltò di nuovo verso Paride, per finirlo, si accorse che era scappato, scomparendo tra le file dei Troiani.

Fu in quel momento che quella donna sfiorò il mio velo e mi parlò. Era una vecchia filatrice, era venuta con me da SpartaFiglia di Eurota e di Cleta, eponima della città capitale della Laconia (Pausan. 3, 1, 2). Frisk (Gr. Et. Wört.) e Chantraine (DELG), ritenendo l'etimologia del toponimo oscura, riportano alcune ipotesi, come il confronto col verbo greco σπείρω, "seminare" e col nome di pianta... Leggi, mi cuciva splendide vesti, laggiù. Mi voleva bene, e io avevo paura di lei. Quel giorno, lassù, sul torrione delle porte Scee si avvicinò e a bassa voce mi disse “Vieni, Paride ti aspetta nel suo letto, si è messo le vesti più belle, più che da un duello sembra tornato da una festa”. Io rimasi allibita. “Sciagurata”, le dissi, “Perché vuoi tentarmi? Saresti capace di portarmi anche in capo al mondo, se là ci fosse un uomo che ti è caro. Adesso, perché Menelao ha sconfitto Paride, e vuole riportarmi a casa, vieni da me a tramare inganni… Vacci tu, da Paride, perché non lo sposi, o magari diventi la sua schiava? Io non ci andrò, sarebbe indegno. Tutte le donne di Troia proverebbero vergogna per me. Lasciami stare qui, con il mio dolore. ” Allora la vecchia donna mi guardò furente. “Sta’ attenta”, mi disse, “E non farmi arrabbiare. Potrei abbandonarti qui, lo sai, e seminare odio ovunque, fino a quando non ti troveresti a morire di mala morte. ” Mi faceva paura, l’ho detto. I vecchi, spesso, fanno paura. Mi strinsi sul capo il velo bianco splendente e la seguii. Stavano tutti guardando giù, verso la piana. Nessuno mi vide. Andai nelle stanze di Paride e lo trovai là. Una donna che l’amava l’aveva fatto entrare a Troia, da una porta segreta, e l’aveva salvato. La vecchia prese un sedile e lo mise proprio davanti a lui. Poi mi disse di sedermi. Io lo feci. Non riuscivo a guardarlo negli occhi. Ma gli dissi: “Così sei scappato dalla battaglia. Vorrei che tu fossi morto là, ucciso da quel guerriero magnifico che è stato io mio primo marito. Tu che ti vantavi di essere più forte di lui… Dovresti tornare là, e sfidarlo ancora, ma sai benissimo che sarebbe la tua fine”. E mi ricordo che Paride, allora, mi chiese di non fargli del male con le mie offese crudeli. Mi disse che Menelao aveva vinto, quel giorno, perché gli dei erano stati dalla sua parte, ma che magari la prossima volta a vincere sarebbe stato lui, perché anche lui aveva degli dei amici. E poi mi disse: vieni qui, facciamo l’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi. Mi chiese se mi ricordavo la prima volta che l’avevamo fatto, sull’isola di Crànae, proprio il giorno dopo che mi aveva rapita. E mi disse: neanche quel giorno io ti ho desiderata tanto come ti desidero adesso. Poi si alzò e andò verso il letto.
E io lo seguii. Lui era l’uomo che in quel momento tutti, laggiù nella pianura, stavano cercando. Era l’uomo che nessuno, né Acheo né Troiano, avrebbe aiutato o nascosto, quel giorno. Era l’uomo che tutti odiavano, come si odia la nera dea della morte.

Crediti
AlessandroSecondo nome di Paride, il più famoso figlio di Priamo.... Leggi Baricco
L’Iliade
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