E che costituisce l’altro. Non necessariamente in un rapporto d’identificazione, perché l’amicizia è parallela a un rapporto agonistico. Ma che, in questo singolare rapporto con l’altro, dispiega un certo universo. Nella complicità amicale, c’è sempre un terzo termine che è il mondo che stiamo tessendo, a cui stiamo lavorando. È l’amicizia socratica, non è qualcosa che si riduce in un’identificazione omosessuale. In un’incorporazione dell’altro. È qualcosa che è lì per tendere un filo che supera completamente i rapporti interpersonali e che dà una certa consistenza a un certo tipo di oggetti, che sono i concetti.

Crediti
Félix Guattari

Egon Schiele
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