Il pianista affondava le sue dita sui malinconici tasti del pianoforte bagnandoli con il liquido che cadeva dai suoi occhi e, in un gesto di solidarietà, la città piangeva con lui.
Il violinista suonava furioso, facendo uscire i morti dalle loro tombe che ringraziavano contenti, per quel piccolo arco di vita in più che gli aveva concesso, ballando al calore di una luna stupita.
Il poeta passeggiava nella prigione della sua mente e, cercando versi dimenticati li raccoglieva dal suolo, togliendo loro la sporcizia e convertendoli in diamanti per poi tatuarli sopra la carta, sua confidente.
Il demente sentì un urlo che rompeva i cristalli e i silenzi si mettevano in ascolto per rintracciare la fonte e uccidere l’emittente, ma gli sguardi dei passanti gli facevano dedurre che il grido proveniva dalla sua gola.
La morte aspettava in piedi, testimoniando l’addio degli innamorati forse in pena, forse commossi ma, disposta a fare il suo lavoro, diede tre passi in avanti e, lasciando cadere una pesante lacrima, toccò la spalla della ragazza.
La solitudine circolava lungo la strada, bussando di porta in porta e desiderando trovare un buon uomo che la lasciasse entrare e, guadagnarsi così, a poco a poco la sua fiducia, per poi mangiarselo vivo.
L’amore Per i Greci Eros, per i Romani Cupido, era rappresentato come un giovanetto nudo di grandissima bellezza armato di un arco col quale scagliava le infallibili frecce dalla cui ferita nasceva il mal d'amore. Era la personificazione della forza irresistibile che spinge gli esseri... Leggi entrava in un bar e, ubriacato seriamente, sceglieva due anime una di fronte all’altra per costringerle ad amarsi, e questo aveva sempre una fine atroce, ma era la cosa che più lo divertiva.

Crediti
Anonimo

Pinterest •drawings, 1914 •
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