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Per gli antichi romani, il maestoso pianeta ad anello, Saturno, non era un luogo reale, né un altro mondo, ma una divinità, nata dall’unione di Cielo e Terra: il dio del piombo. Il tempio più antico del Foro Romano fu consacrato a Saturno, 2500 anni fa ed era la sede del tesoro di Roma, con l’ufficio dei pesi e delle misure.
Ogni fine anno i romani festeggiavano i “Saturnali“: la festività dicembrina in onore di Saturno. La vita di tutti i giorni veniva capovolta: i padroni servono agli schiavi; non sono permesse né guerre né esecuzioni e la gente si scambia regali. Dopo un paio di secoli, per attirare un maggior numero di pagani, i padri della chiesa trasformeranno i Saturnali nel Natale; sarà solo l’ultima trasformazione di una lunga serie di festività del solstizio invernale.
L’enorme statua di Saturno, durante i Saturnali, faceva da polo magnetico. Nell’antica Roma, questa divinità aveva un lato oscuro: un dio Saturno, demone freddo, cupo ed inquietante, noto per gli improvvisi scatti d’ira, compie un atto di violenza indicibile contro il padre e divora i suoi stessi figli.
Tra tutti i pianeti visibili ad occhio nudo nell’antichità, Saturno è il più lento: forse per questo motivo che ha preso il nome della divinità del piombo. È chiaro che gli aspetti più negativi del carattere di Saturno riflettono i sintomi della ben nota intossicazione da piombo. Che strani gli antichi romani! Sapevano che il contatto con il piombo era causa di avvelenamento, sterilità e pazzia, eppure che metallo usavano per fare i tubi e i loro leggendari acquedotti? C’è un indizio: plumbing in inglese significa tubature e viene dal latino, plumbo.
Di che metallo erano i tubi delle terme? Come addolcivano il vino troppo acido? Di cos’erano rivestiti tini e pentole? Secondo alcuni storici, l’utilizzo diffuso del piombo è tra le cause principali del declino e della caduta del imperio romano. Perché i romani usavano il piombo pur conoscendone la tossicità? Costava poco, era malleabile e facile da usare. Chi vi era esposto a livelli letali, ovvero, gli operai che lo estraevano e lavoravano, era considerato sacrificabile. La vita degli operai non contava: erano schiavi.
All’inizio il piombo della terra era a distanza di sicurezza, sotto la superficie del pianeta; ma circa 8500 anni fa, l’uomo ha iniziato a scavare il terreno e ad estrarre i metalli dalla roccia. All’epoca della villa di Adriano, e parliamo di appena 2000 anni fa, i romani producevano 80 mila tonnellate di piombo ogni anno.
Ma perché il piombo è tossico per l’uomo? Quando penetra nel nostro organismo, inizia ad imitare altri metalli, come zinco e ferro, che servono alle nostre cellule per crescere e riprodursi. Gli enzimi nelle cellule abboccano alla messa in scena e cominciano a ballare, ma è una danza letale perché il piombo è un impostore che non può soddisfare i bisogni vitali di una cellula; inoltre, blocca i neuro-trasmettitori che servono alle cellule per comunicare tra loro; interferisce con i ricettori molecolari fondamentali per la memoria e l’apprendimento; è particolarmente dannoso per i bambini. Ma i piombo non risparmia nessuno e non solo l’uomo.

Crediti
 • Neil deGrasse Tyson •
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