John P. Schaefer ⋯
[…] le parole che nello sconforto maneggiamo dentro il cervello, migliaia e centinaia di migliaia di parole logorate, per noi riconoscibili, attraverso infami verità, come infami menzogne e viceversa, attraverso infami menzogne, riconoscibili come infami verità in ogni lingua, in ogni relazione, le parole che ci azzardiamo a pronunciare e a scrivere, e a tacere a noi stessi in forma di discorso, le parole che sono fatte di niente e che sono niente e che non servono a niente, come ben sappiamo e occultiamo, le parole alle quali ci aggrappiamo perché siamo pazzi d’impotenza e disperati dalla pazzia, quelle parole tutto infettano e ignorano, cancellano e guastano, umiliano e falsificano e storpiano e oscurano e ottenebrano; sulle labbra e sulla carta esse profanano attraverso i loro profanatori; il carattere delle parole e dei loro profanatori è l’impudenza; lo stato mentale delle parole e dei loro profanatori è quello smarrito, giulivo, catastrofico […]

Crediti
 • Thomas Bernhard •
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