Karla Ortiz ⋯ Disegno Matita Iperrealista Surreale

Karla Ortiz ⋯ FablehatchNoi non crediamo che un uomo diventi un altro se non lo è già, ossia se non è già, come avviene abbastanza spesso, una molteplicità di persone, o almeno di rudimenti di persone. In questo caso si ottiene che un altro personaggio venga in primo piano, e l’“uomo vecchio” è ricacciato indietro… È mutato l’aspetto, non l’essenza… Il fatto che uno smetta di compiere certe azioni è un semplice fatum brutum che permette le più svariate interpretazioni. Né si ottiene sempre di sopprimere l’abitudine a compiere una certa azione. Chi è delinquente per fatalità e per temperamento non dimentica nulla, ma impara sempre qualcosa di nuovo: e una lunga privazione agisce perfino da tonico sul suo talento… Certamente alla società importa solo questo: che uno non compia più certe azioni; a tal fine lo sottrae alle situazioni in cui può compierle; in ogni caso, questo è più saggio che perseguire l’impossibile, cioè spezzare la fatalità del suo essere fatto in un determinato modo.

 ⋯ Karla Ortiz ⋯ La Chiesa – che non fece altro che rilevare ed ereditare l’antica filosofia – partendo da un criterio e volendo salvare un’“anima”, volendo la “salute” di un’anima, crede da un lato alla forza di espiazione del castigo e, dall’altro, alla forza di estinzione del perdono: ma entrambe sono illusioni del pregiudizio religioso – il castigo non ripara, il perdono non annulla, ciò che è fatto è fatto. Se uno dimentica una cosa, ciò non dimostra per nulla che quella cosa non sia più… Un fatto ha le sue conseguenze, nell’uomo e fuori di lui, ed è indifferente che lo si consideri come punito, “espiato”, “perdonato” ed “estinto”; è indifferente che la Chiesa abbia nel frattempo promosso al grado di santo l’autore di quel fatto. La Chiesa crede in cose che non esistono, nelle “anime”; crede in azioni che non esistono, nelle azioni divine; crede in condizioni che non esistono: nel peccato, nella redenzione, nella salvezza dell’anima; dappertutto si ferma alla superficie, ai segni, agli atteggiamenti, alle parole, a simboli di cui fornisce un’interpretazione arbitraria. Possiede un metodo pensato fin nei dettali per spacciare monete false in psicologia.

Crediti
Friedrich Nietzsche

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