Place du Châtelet - L'inconnu

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«Però sarebbe piacevole vivere senza parlare!»

Nana filosofeggia senza saperlo
Ha letto i Tre moschettieri?
Ho visto il film. Perché?
Vede. La c’era Portos. Però non era nei Tre Moschettieri, era in Vent’anni dopo. Portos grande, forte, un po’ stupido. Non ha mai pensato in vita sua, capisce? Così una volta deve mettere una bomba in un sotterraneo, per farlo saltare. Lo fa. Piazza la bomba, accende la miccia. Poi scappa, naturalmente. E correndo di colpo si mette a pensare, e a cosa pensa… si domanda come sia possibile che egli possa mettere un piede davanti all’altro. E’ successo anche a lei probabilmente… è vero? Allora smette di correre, camminare non può, non può più andare avanti. Quando c’è l’esplosione il sotterraneo gli crolla addosso. Lo sostiene con le spalle, è abbastanza forte, ma alla fine, dopo un giorno, due giorni è sopraffatto e muore. Insomma la prima volta che ha pensato è morto.
Perché mi sta raccontando delle storie di questo genere?
Così, tanto per parlare.
Ma perché bisogna sempre parlare, io trovo che spesso si dovrebbe tacere, vivere in silenzio. Più si parla più le parole non vogliono dire niente.
Può darsi ma è possibile?
Questo non lo so.
Mi ha sempre colpito il fatto che non si possa vivere senza parlare.
Eppure sarebbe piacevole vivere senza parlare.
Si sarebbe bello, sarebbe bello. Sarebbe come se ci si amasse di più. Però non è possibile, non ci si è mai riusciti.
Ma perché? Le parole dovrebbero esprimere esattamente quello che vogliamo dire. Invece ci tradiscono.
Sì… ma le tradiamo anche noi. Dovremmo dovere riuscire a dire quello che vogliamo dire perché si riesce bene a scrivere… ** Ed è ugualmente straordinario che un… che un uomo semplice come Platone, lo si possa ancora comprende. Eppure, ha scritto, in greco, duemilacinquecento anni fa. E nessuno conosce più la lingua di quell’epoca, non è vero, non la si conosce più esattamente, ma pur tuttavia, ce ne è rimasto qualcosa. Dunque, si deve riuscire a esprimersi bene… e bisogna farlo.
E perché bisogna esprimersi? Per capirsi?
Bisogna pensare. Per pensare, bisogna parlare. Non si può pensare diversamente. E per comunicare bisogna parlare, è la vita umana.
Sì, ma nello stesso tempo è molto difficile. Io trovo, al contrario, che la vita dovrebbe essere facile. Vede, la sua storia dei Tre Moschettieri, può essere molto molto, molto bella, ma è terribile.
È terribile, sì, ma è un indizio. Io credo che si riesca a parlare bene, quando si è rinunciato alla vita per qualche tempo. È quasi la… il prezzo.
Ma allora parlare è mortale?
Sì, ma è una… Parlare è quasi una resurrezione in rapporto alla vita; nel senso che quando si parla è una vita diversa che quando non si parla… capisce? …E allora, per vivere parlando bisogna essere passati attraverso la morte della vita senza parlare. Vede, se questo…, non so se mi esprimo in modo chiaro, ma ehm,… C’è una specie di ascesa, insomma, per cui non si riesce a parlare bene se non quando si riesce a guardare la vita con distacco.
Tuttavia la vita di tutti i giorni non si può viverla con… ehm. Non so… con…
…Con distacco… Sì, ma allora, si sta in bilico, per l’appunto. È per questo che si passa dal silenzio alla parola. Ci si bilancia tra i due, perché è un… è il movimento della vita che è… essere nella vita di tutti i giorni e poi elevarsi verso una vita… chiamiamola, superiore, non è sciocco dirlo, perché è la vita col pensiero, in fondo. Ma questa vita col pensiero presuppone che si abbia ucciso la vita troppo quotidiana, la vita troppo elementare.
Sì, ma pensare e parlare è la stessa cosa?
Lo credo! Lo credo… Era detto in Platone. Noti è una vecchia idea. Ma credo che non si possa distinguere nel pensiero ciò che sarebbe il pensiero e le parole per esprimerlo. Analizzi la coscienza, lei non riuscirà a cogliere un attimo del pensiero, se non con delle parole.
Parlare allora? È un po’ correre il rischio di mentire?
Sì, perché la menzogna è uno dei mezzi della ricerca, credo. C’è poca differenza tra… l’errore e la menzogna. Naturalmente non si intende la menzogna cruda, ordinaria, come… come se io le dico “verrò domani alle 5” poi non vengo perché non ho voluto venire domani alle 5, lei capisce, questi sono… sono dei piccoli inganni. Ma la menzogna sottile è spesso poco dissimile dall’errore. Qualcosa, si cerca, e poi non si trova la parola giusta. È quello che lei diceva poco fa, è perciò che le succedeva di non sapere più cosa dire. È perché in quel momento aveva paura di non riuscire a trovare la parola giusta. Io credo che sia così…
Sì, ma come si fa a essere sicuri di avere trovato la parola giusta?
Be’, bisogna lavorare. Accade che… accade che a forza di… Dire ciò che che bisogna dire, di modo che sia giusto, ehm!… giusto, cioè che non ferisca, che dica quello che si vuol dire, che rappresenti quello che deve rappresentare, senza ferire, senza uccidere.
Sì, in fondo, bisogna cercare di essere in buona fede. Una volta qualcuno mi ha detto: “La verità è in tutto, e anche nell’errore”.
È vero! È vero, è ciò che non si è visto subito in Francia, credo, nel XVII secolo, quando si è creduto che… si potesse evitare l’errore, non solamente la menzogna, ma l’errore… che si potesse vivere nella verità così, direttamente. Io credo che non sia possibile che… Perché c’è stato Kant, Hegel, la filosofia tedesca… proprio per riportarci nella vita, per saperci far accettare che bisogna passare attraverso l’errore per arrivare alla verità. **
E che cosa pensa dell’amore ?
Si è dovuto… si è dovuto ricorrere al corpo, questo è molto chiaro. Liebniz ha rocorso al contingente: le verità contingenti a fianco delle verità necessarie della vita quotidiana, e così di seguito ecco lo sviluppo della filosofia tedesca, nel senso che si pensa nella vita con le servitù della vita e gli errori della vita e bisogna saper discerderne. È chiaro?
Ma l’amore, non dovrebbe essre una cosa diversa?
Si- Ma bisognerebbe che l’amore fosse sempre vero. Per esempio lei conosce qualcuno lei che sa che subito che cosa ama? No di certo. Quando si hanno vent’anni non si sa quello che si ama. Sanno delle cose vaghe. ci si fa, per esempio, una certa esperienza dicendo amo questo. Ma sono cose confuse: per riuscire a capire chiaramente quello che veramente si ama ci vuole la maturità, cioè ci vuole la ricerca. Questa è la verità della vita. Per questo l’amore è una soluzione ma a condizione che sia vero

Crediti
 • Jean-Luc Godard •
 • Vivre sa vie •
  • Dal film Questa è la mia vita - 1962 - Scène 11 - Nana fait de la philosophie •
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